Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

La Mafia Capitale e la legislazione impotente

T.U.E.L. Dlg 267/2000, la legislazione di emergenza e l'incapacità di contrastare con efficacia le infiltrazioni e i condizionamenti di tipo mafioso

La Mafia Capitale  e la legislazione impotente - T.U.E.L. Dlg 267/2000, la legislazione di emergenza e l'incapacità  di contrastare con efficacia le infiltrazioni e i condizionamenti di tipo mafioso

Il decreto legge 31 maggio 1991, n. 164, poi convertito nella legge 22 luglio 1991, n. 221, oggi abrogati dal T.U.E.L.  Dlg. 267/2000 che regola organicamente la materia del controllo sugli organi degli enti locali, non è stato ispirato dalla Mafia Capitale, da quel sistema criminale che ha messo le mani sul Campidoglio, ma da una “ndrina paesana”  della cittadina calabrese di Taurianova  dove i condizionamenti in Consiglio Comunale  c’erano, ci sono rimasti e  ci resteranno anche  dopo i tre scioglimenti e commissariamenti per mafia subiti.  

 

Potremmo dire senza paura di essere smentiti che la calabresità si è espansa, non solo  per la sua proverbiale capacità di infiltrazione,   ma  soprattutto per  la fertilità e la permeabilità dei partiti politici, delle società partecipate, dei CDA di società pubbliche, della gestioni emergenziali. Per altri aspetti, invece, ha fatto scuola esportando non tanto quello stereotipo di "calabresitudine" antica e nera, ma un efficace metodo di gestione criminale applicato all’economia legale. Ed ecco le nuove  mafie, quelle “autoctone”, quelle  che non hanno né coppola né lupara e che, a parità di pericolosità e di pervasività, siedono in giacca e cravatta nei centri di spesa pubblica o nelle associazioni o società destinatarie delle risorse collettive. 

 

Oggi si parla di commissione di accesso al Comune di Roma e la sola idea che la Caput Mundi  possa essere sciolta per mafia, fa tremare i polsi, soprattutto perché l’esperienza  di questa  legge è tra le più infelici della nostra storia legislativa.  Penso alla città di  Taurianova, ma anche a  Lamezia Terme per due volte commissariata per mafia,   e a quella di Amantea il cui commissariamento è stato revocato, a mio giudizio e sospetto, non tanto perché si è accertato un errore nel disporlo, ma perché in tal modo il Ministro degli Interni ha revocato implicitamente una terna commissariale inadeguata. Ma se possiamo affermare che la legge sullo scioglimento dei consigli comunali ha fallito, è pur vero che i fatti accaduti e accertati a Roma sono di una gravità che non può invocarsi alcuna attenuante nè ragion di Stato o di opportunità, per paura dell'impatto, della risonanza e del significato che un suo commissariamento  verrebbe ad assumerebbe agli occhi del mondo.  

 

E tuttavia b>non basta sciogliere i consigli comunali e sostituire gli eletti con una terna commissariale per liberare un territorio dal condizionamento delle cosche perché questa legge, di cui si impone urgentemente la revisione, nel mentre scioglie il consiglio comunale  consente alla macchina tecnica-amministrativa di quel comune di sopravvivere comunque  e alle stesse persone coinvolte nello scioglimento di potersi ricandidare ed essere rielette. Un rigoroso ripensamento della normativa antimafia si impone ma è ancora più urgente dare attuazione alla Costituzione se  si vuole selezionare davvero anche la classe dirigente politica attraverso  libere e democratiche elezioni. Salvo che non si voglia continuare ad affidare il governo della cosa pubblica a leader, a sigle e liste civiche, che nascono nella notte precedente la scadenza delle candidature e muoiono il giorno dopo le elezioni, e che non rispondono a nessuno dei principi stabiliti dall’art. 49 della Costituzione. 

 

Ed è paradossale che in Italia, dove resiste il valore legale del titolo di studio,  dove per esercitare una professione, un’arte o un mestiere devi essere iscritto nei rispettivi ordini professionali  o associazioni  di categoria e  per diventare bidello devi essere certificato “casto e puro”,   si  possa  diventare Presidente del Consiglio o rivestire le altre cariche elettive, solo dimostrando di avere il diritto di cittadinanza (che, ahimè, si continua ad acquisire per diritto di sangue) e di disporre del libero godimento dei diritti civili e politici. Diritti questi che conseguono alla capacità giuridica e alla maggiore età e che possono essere sospesi, con l'applicazione di una sanzione accessoria solo nei confronti del condannato all’ergastolo o a pena detentiva superiore a 5 anni. 

La tutela del superiore interesse pubblico e la difesa delle istituzioni democratiche, imporrebbero invece che la loro sospensione fosse possibile anche  in via  cautelare che a titolo di pena finale  in sostituzione della pena detentiva.

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilitÓ circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirÓ all'AutoritÓ Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta

L'autore Ŕ esperto in

 -  ()

/

- ()

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo

Altri articoli del professionista

L'omossessualità: causa di nullità del matrimonio?

Solo se ha impedito lo svolgimento della vita matrimoniale, sia ai fini della procreazione che come scambio dei valori connessi alla sessualità

Continua

Negoziazione obbligatoria assistita

E' il debutto di una semplificazione o l'esordio dell'ennesima stratificazione di norme? La seconda che hai detto

Continua

Iudex iuxta alligata et probata iudicare debet

Opposizione all'esecuzione ex art. 615, 2° comma cpc, tra facoltà e oneri delle parti processuali

Continua