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Split payment per distinta contabile farmacie?

Distinta contabile riepilogativa delle farmacie: i riflessi amministrativi e contabili in caso di estensione dello split payment

Split payment per distinta contabile farmacie? - Distinta contabile riepilogativa delle farmacie: i riflessi amministrativi e contabili in caso di estensione dello split payment

Distinta contabile riepilogativa sotto assedio in questo inizio d’anno. Due i provvedimenti che potenzialmente la riguardano: il primo è contenuto nell’ultima legge di stabilità, che introduce nel D.P.R. 633/72 (legge IVA), con effetto già dal 1 gennaio 2015,  l’articolo 17 ter che così recita: “Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, l’imposta è in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze”.  

Si tratta del cosidetto “split-payment”, adottato per chiare finalità antievasive, in virtù del quale i fornitori delle pubbliche amministrazioni non incasseranno più l’IVA addebitata sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi che verrà al contrario riversata all’Erario da queste ultime. E’  un meccanismo rivoluzionario che, al di là delle conseguenze sulla forma e contenuto  della DCR che andremo ad esaminare, avrebbe pesanti ripercussioni sul piano finanziario dato che  verrebbe meno il flusso di cassa dell’IVA a debito e si creerebbe una probabile, cronica situazione IVA creditoria. 

E’ però vero che proprio perché impatta pesantemente sul normale binomio rivalsa-detrazione  dovrà essere autorizzato (ma ciò non ne  subordina l’inizio dell’applicazione) dal Consiglio della Commissione Europea come misura derogatoria, dato che non è attualmente previsto dalla normativa UE.  

Qualora tuttavia dovesse superare il vaglio delle autorità di Bruxelles ed il contemplato regolamento attuativo lo ritenesse applicabile anche ai rapporti con le farmacie, le ASL si vedrebbero costrette ad effettuare due pagamenti, uno a favore delle farmacie per il dovuto mensile al netto dell’IVA e l’altro a favore dell’Erario per la sola IVA. 

Appare, quindi, scontato che la distinta dovrebbe essere redatta in modo da evidenziare sia l’imponibile che l’imposta tanto che probabilmente verrà richiesta sotto forma di vera e propria fattura. Ed a questo punto ci si ricollega all’altra novità dell’anno che è quella dell’estensione, a partire dal prossimo 31 marzo, a tutte le amministrazione pubbliche periferiche, tra le quali le unità sanitarie locali,  dell’obbligo di richiedere ai propri fornitori l’emissione della fattura elettronica PA, pena l’impossibilità di procedere ai relativi pagamenti. Della fattura elettronica PA le farmacie hanno avuto già a che fare qualora,  a partire dal 6 giugno scorso, abbiano dovuto rifornire scuole, caserme o qualsiasi ente facente parte dell’amministrazione centrale dello Stato, già soggette all’obbligo a partire da tale data. In tale occasione si saranno potute rendere conto del notevole impegno burocratico ad essa sotteso, che richiede infatti: 

- La redazione del documento su uno specifico supporto informatico, denominato XML; 

- L’identificazione sulla fattura dell’ufficio destinatario tramite apposizione di un codice identificativo; 

- La firma digitale della fattura; 

- La trasmissione del documento così compilato al SDI, ovvero al Sistema di Interscambio, una sorta di collettore che ha il compito di controllare la regolarità dei contenuti formali della fattura; 

- Il riscontro della regolarità dell’invio e scarto dello stesso da parte del SDI; 

- L’emissione di nota di accredito a fronte della fattura errata in caso di scarto; 

- La conservazione della fattura in modo informatico (cosiddetta “conservazione sostitutiva”) 

Sin da subito è sorta la questione se anche la DCR dovesse essere ricompresa o meno nel nuovo adempimento. Premesso che a tutt’ oggi non risultano prese di posizione ufficiali da parte degli organi competenti,   le considerazioni a favore di una sua esclusione vertono sul fatto che la distinta non costituisce fattura, ma piuttosto un riepilogo di un corrispettivo, come tale disciplinata da apposito articolo della legge IVA (articolo 22), tant’è che deve essere certificata da scontrino fiscale, né può essere ricompresa nella definizione di “nota, parcella o simili” citati dall’articolo 1, comma 2 della Legge 31/12/2009 n. 196 istitutiva del nuovo adempimento. E’ inoltre indiscutibile che il rapporto contrattuale tra le ASL e le farmacie  esuli dalle usuali forniture, non riguardando  né su una cessione di beni (i farmaci vengono consegnati ai clienti e non alla ASL) né tantomeno una prestazione di servizi. Si tratta invece di un contratto “speciale”, specificamente codificato nell’ accordo collettivo nazionale  che ne  disciplina anche le modalità di pagamento. 

Tutti argomenti peraltro del tutto validi anche ad inficiare l’inclusione delle farmacie nel sistema dello split-payment. Nella malaugurata ipotesi che quest’ultimo dovesse  essere esteso anche al settore farmaceutico (in spregio alle finalità antievasive della norma che verrebbe a colpire un settore in cui l’ evasione IVA  è di fatto inesistente, se non altro per il fatto che le farmacie sono costrette a consegnare alle ASL lo scontrino fiscale relativo alla DCR),  niente di più facile che la DCR divenga fattura, e che la fattura non possa essere che redatte come fattura elettronica PA. Insomma al danno si aggiungerebbe la beffa. 

Con un ulteriore conseguenza sul piano amministrativo: la quasi totalità delle farmacie utilizza il sistema della “ventilazione dei corrispettivi”, che consiste in un sistema semplificato di registrazione concesso ai commercianti al minuto che devono gestire vendite di prodotti soggetti a più aliquote IVA. In estrema sintesi,  la “ventilazione” consente di scorporare dall’unico corrispettivo non ripartito le diverse aliquote in proporzione a quelle  relative agli acquisti di merci destinate alla rivendita. Sono escluse dal meccanismo le vendite con fattura, tant’è che qualora la percentuale di vendite fatturate dovesse eccedere il 20% del totale, la semplificazione non sarebbe più concessa. Se veramente a partire dal 2015 dovessero essere soggette a fatturazione tutte le vendite mutualistiche, anche considerando la loro sempre minore incidenza sulla totalità del fatturato, ben difficilmente qualche farmacia in Italia potrà ancora accedere a tale forma di registrazione, anche se solo a partire dal periodo d’imposta 2016. E se il non voluto  utilizzo distorto della stessa  nel corso del presente anno porterà  il beneficio di una liquidazione IVA più favorevole  in quanto verranno “ventilati” i soli corrispettivi  a cassetto sulla base di acquisti di merce che contengono una forte incidenza dell’ IVA sui farmaci al 10%, dal prossimo anno, a fronte di liquidazioni IVA non più distorte, (come capita ora ad esempio per le vendite di prodotti per stomizzati cronici) il farmacista si vedrà costretto alla non trascurabile complicazione contabile dovuta alla necessità di riportare sul registro i corrispettivi del giorno suddivisi per aliquota. Con addio probabile anche al concetto di “giro” d’affari (col quale si intende il fatturato di vendite al lordo dell’ IVA) e col quale è abitudine valutare il valore di una farmacia ed anche le sue capacità  reddituali, secondo una prassi certamente aziendalmente non corretta, ma che ancora è ben radicata. Con buona pace di tutte le statistiche ed i programmi gestionali e talvolta contabili che ad essa fanno riferimento.

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