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Costruzioni sostenibili, perché.

“sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” Mahatma Gandhi Una filosofia da sposare, anche nell'edilizia.

Costruzioni sostenibili, perché. - “sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”  Mahatma Gandhi

Una filosofia da sposare, anche nell'edilizia.

“sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” Mahatma Gandhi
Una filosofia da sposare, anche nell'edilizia.
Poche parole che esprimono appieno il perché dobbiamo cambiare il nostro approccio nel costruire e ristrutturare.
In tutti questi anni di innovazioni tecnologiche, nel progettare e realizzare le costruzioni, ci siamo dimenticati di una cosa fondamentale: “per risparmiare basta non consumare, per non inquinare basta non produrre rifiuti”.
In tutte le epoche l'uomo, in funzione delle proprie conoscenze, ha sempre cercato di migliorare il confort abitativo e igienico delle proprie abitazioni.
La corsa allo sviluppo, la scoperta di nuove tecnologie e materiali, ci hanno distolti dai principi base su cui l'architettura “ante-litteram” aveva posto i suoi fondamenti: la scelta del sito per l'edificazione, la scelta del migliore orientamento nei confronti dell'esposizione solare e dei venti, la scelta di materiali sostenibili per la costruzione.
Ad oggi, però, ci si rende conto di aver intrapreso una strada “autolesionista”, abbiamo provocato un'impennata dell'inquinamento sia dell'aria, con l'uso di combustibili fossili, che della terra con la produzione di rifiuti solidi derivanti anche dai residui delle demolizioni di fabbricati.
Siamo ad un punto di svolta necessario per evitare di superare il punto di non ritorno, se vogliamo lasciare ai ns. figli un mondo migliore.
Il principio di sostenibilità è strettamente legato alla natura per questo motivo dobbiamo intervenire nell'ambito del ciclo naturale degli elementi senza stravolgere l'ecosistema e questo è possibile:
- tenendo conto che il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità di carico della natura;
- il tasso di utilizzo delle risorse rinnovabili non deve essere superiore alla loro velocità di rigenerazione;
- l'immissione di sostanze inquinanti e di scorie non deve superare la capacità di assorbimento dell'ambiente;
- il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato dalla produzione di una pari quantità di risorse rinnovabili, in grado di sostituirle.
 Si può cambiare il nostro modo di costruire a favore di una edilizia sostenibile.
L'edilizia sostenibile ha due principi fondamentali:
- realizzazione di un edificio confortevole con bassi consumi di gestione (edificio efficiente);
- impiego di materiali naturali.
In pratica, il passo da fare per una costruzione “sostenibile” ed energeticamente efficiente è semplice, un buon professionista in collaborazione con un'impresa che vuole "ascoltare", possono dare ottimi risultati.
Se analizziamo un edificio di vecchia costruzione, prima dell'avvento del cemento portland, vediamo che i materiali impiegati già rispondevano alle caratteristiche di sostenibilità, grassello di calce, laterizi, argilla, legno, paglia, tutti materiali che possono essere reimpiegati in natura, a fine ciclo, senza produrre “rifiuti speciali”.
Quindi se usiamo gli stessi materiali, che la storia ci insegna avere anche ottimi requisiti di durabilità nel tempo, insieme alle conoscenze e tecnologie di oggi noi abbiamo la giusta strada per un edificio sostenibile.
Analizzando l'edificio da un punto di vista di confort, dobbiamo tener conto di alcuni principi:
- realizzare un buon involucro (isolare pavimenti, murature e solai, usare solo serramenti certificati, dimensionare correttamente gli impianti) per ridurre al minimo i consumi di gestione;
- installare generatori alimentati da fonti rinnovabili;
- evitare gli sprechi con sistemi idonei di regolazione, uso intelligente dell'acqua.
Il passo verso l'edilizia sostenibile non è difficile da fare, nel mondo questa strada è già stata intrapresa da molti ed è una solida realtà, non ha controindicazioni, non ha costi superiori a quella di una buona edilizia “convenzionale” .
La più grossa difficoltà che ho riscontrato è nella mentalità delle persone e nella non conoscenza della materia, nel essere troppo “convenzionali” legati ad una società che ci indirizza in una o nell'altra strada solo in funzione del “business”.
Lo dico perché anch'io ero così, “convenzionale”, affrontavo il mio lavoro scegliendo la strada più facile, senza analizzare correttamente cosa comportavano le mie scelte nei confronti della natura.
Acquisendo conoscenza, acquisiremo anche una coscienza che ci indicherà la corretta strada per la realizzazione, ristrutturazione dei nostri immobili, permettendoci di garantire un futuro 'sostenibile' per le generazioni future.

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