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Iudex iuxta alligata et probata iudicare debet

Opposizione all'esecuzione ex art. 615, 2° comma cpc, tra facoltà e oneri delle parti processuali

Iudex iuxta alligata et probata iudicare debet - Opposizione all'esecuzione ex art. 615, 2° comma cpc, tra facoltà e oneri delle parti processuali

Se la notifica di un atto di precetto la preannuncia,  la notifica dell'atto di pignoramento  inizia l’esecuzione forzata. Al debitore esecutato e  al terzo pignorato,  qualora volessero negare l'esistenza del titolo esecutivo, sollevarne la  nullità, eccepire  l’inidoneità a fondare l'esecuzione o la non corrispondenza nella misura richiesta, ovvero  negarne tout cour  l'esistenza  per fatti  impeditivi o estintivi nel frattempo sopravvenuti,  il codice di procedura civile riserva la possibilità di proporre l’opposizione ex art. 615, 2° comma c.p.c.

 

L’atto di ricorso è lo strumento con il quale proporla e il giudice competente a riceverla è sempre il Giudice dell’Esecuzione che provvede,  con decreto,  a fissare l’udienza di comparizione delle parti avanti a sé,   indicando espressamente il  termine perentorio entro cui l'opponente deve  notificare ricorso e decreto  al convenuto-creditore. Quindi il giudice dell’esecuzione, in questa sede,  emana quei provvedimenti che ritiene non dilazionabili e decide in ordine alle eventuali istanze di sospensione  l'esecuzione. In ogni caso fissa un termine perentorio entro cui la parte opponente deve introdurre il giudizio di merito previa iscrizione a ruolo della causa stessa che sarà decisa ai sensi dell’art. 618, secondo comma, C.p.C.. 

 

E’ un rito doppio quello che scaturisce da questa opposizione poiché la prima udienza, che deve essere  sempre tenuta dal GE,  si svolge con le forme del rito camerale, mentre il prosieguo si svolge secondo le regole proprie del giudizio di cognizione ordinaria, davanti al giudice competente  individuato dallo stesso GE alla fine dell’udienza camerale.
Il giudice dell’esecuzione, quindi,  decide sulle richieste cautelari eventualmente proposte,  sospendendo l’esecuzione  se ritiene che sussistano gravi motivi e disponendo la riduzione del pignoramento se, dalla perizia o da altri criteri di valutazione, si evidenzia una chiara sperequazione. Non è, ovviamente, sindacato  del giudice stabilire se la parte debba o meno proporre le istanze di cui sopra, che è facoltà riservata alle sole parti,  secondo il loro prudente apprezzamento e la valutazione dei fatti afferenti la loro complessiva  posizione processuale, che può estendersi anche oltre la procedura espropriativa opposta.  Chiedere, dunque, è una facoltà delle parti, decidere è un onere del giudice.

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