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Maggiore tutela per il Made in Italy

Una pronuncia significativa per la tutela del made in Italy

Maggiore tutela per il Made in Italy - Una pronuncia significativa per la tutela del made in Italy

La Corte di Cassazione, a differenza di quelli che sono gli orientamenti delle imprese italiane ormai sempre più spinte verso la delocalizzazione, si è pronunciata creando un importante precedente per il nostro settore manifatturiero con la Sentenza n.3789 depositata in data 28.01.2015, con la quale sancisce il principio secondo cui un prodotto non può più riportare la dicitura “made in Italy” se anche solo una parte del processo, anche minimo di produzione, viene svolto all’estero

 

Con la richiamata pronuncia la Suprema Corte altro non fa che, ribadire il contenuto della Sentenza n.14958/2011 della Corte di Appello di Trieste che non riteneva possibile apporre “il marchio” made in Italy a prodotti che non siano totalmente prodotti in Italia, con materie prime italiane. 

 

La normativa di riferimento in merito è da cercare in quanto disposto nell’art.4 comma 49 della Legge n.352/2003, in relazione poi al combinato disposto dell’art.517 del Codice Penale (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) il quale punisce l’applicazione della stampigliatura «made in Italy su prodotti e merci non originari dell’Italia, ai sensi della normativa europea sull’origine contenuta nel regolamento Cee 2913 del 12 ottobre 1992, istitutivo del codice doganale comunitario, che stabilisce  il principio secondo il quale il Paese di origine di un prodotto è quello nel quale è avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale economicamente giustificata ed effettuata da un’impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo. 

 

A questo punto non ci si può sottrarre dalla considerazione che, la delocalizzazione forzata, di molti imprenditori  notevolmente soffocati dal nostro sistema fiscale, li penalizza maggiormente in relazione anche alla stampigliatura «made in Italy su prodotti e merci, che se pure in una fase residuale o marginale, non vengono prodotti in Italia. 

 

Questo tuttavia restituisce, forza ad uno dei “marchi” più importanti al mondo soprattutto per l’aspetto manifatturiero.

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