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Consulenza psicologica

Adolescenza: una crisi importante per crescere!

Un modo per affrontare le difficoltà che possono presentarsi durante l’adolescenza sia nel ruolo di genitori che nel ruolo di figli.

Adolescenza: una crisi importante per crescere! - Un modo per affrontare le difficoltà che possono presentarsi durante l’adolescenza sia nel ruolo di genitori che nel ruolo di figli.

Ogni individuo ricorda, nel bene e nel male, la propria adolescenza come un momento di trasformazione. Dallo stravolgimento del corpo, ai turbamenti del cuore, passando per comportamenti insoliti, se non addirittura bizzarri. Con la pubertà iniziano i caratteristici cambiamenti nel modo di pensare e di emozionarsi, indissolubilmente connessi a ciò che accade nel corpo, dove le modificazioni fisiche avvengono a prescindere dalla propria volontà. In questa fase evolutiva si fanno i conti con un “corpo nuovo”, che può piacere o non piacere, imbarazzare, confondere, sedurre ecc. e, in ogni caso, che è dimostrazione di un processo di crescita.  

 

Crescere è un atto di separazione nei confronti dei genitori  e di cooperazione attraverso l’avvicinamento ai coetanei,  con la conseguente “tipica” ribellione alle regole familiari. Un cambiamento importante implica un periodo di crisi, di trasformazione dei significati utilizzati fino a quel momento e messi ora in discussione, in uno stato emotivo fortemente instabile. Questo è un momento di crisi per tutta la famiglia, poiché si rompe un equilibrio basato sulla dipendenza, caratteristica dell’infanzia, che gratificava i genitori, ora disorientati dalla spinta verso l’indipendenza che contraddistingue l’adolescente. Ed ecco che compaiono comportamenti eccessivi, dalle minacce di scappare di casa, di non studiare più, di non mangiare più... che in certi casi si realizzano con atteggiamenti di sfida nei confronti dei genitori da parte dei figli che vogliono dimostrare di non essere più bambini. Spesso i genitori rispondono a queste sfide con divieti, punizioni o altrettante minacce: “Allora ti tolgo il cellulare… non avrai il motorino..non puoi più usare internet, quindi niente facebook, twitter ecc” …, o il classico “stasera non esci!”  

 

L’esigenza di autonomia e identità porta l’adolescente a sganciarsi dalla famiglia per cercare d’identificarsi con coetanei che condividano confusione e turbamento. L’amicizia e i primi innamoramenti diventano fondamentali per sperimentarsi nella competizione, cooperazione e sessualità, per sentirsi compresi nei propri bisogni del presente e nelle fantasie e aspettative sul futuro. Se i cambiamenti fisiologici avvengono a prescindere dalla propria volontà, a livello psicologico l’adolescente è protagonista attivo delle esplorazioni di diverse realtà e diversi modi di essere nel mondo. Così compariranno nuovi interessi, idealizzazioni di star del cinema, dello sport, della tv…o della vita quotidiana: il mito di certi compagni leader, così diversi da sé e per questo così attraenti, fino al punto di emularli per sperimentare nuovi modi di essere. A volte questo significa iniziare a fumare, a marinare la scuola, a raccontare bugie ai genitori pur di fare come “l’amico figo”… come non si è mai fatto prima… come mamma e papà non si aspetterebbero mai. Dunque, se fino ad allora la coppia genitoriale ha permesso al figlio di acquisire determinate capacità, in adolescenza si allargano i vincoli familiari grazie ad esperienze con amici e partner, insieme ai quali si scoprono altri tipi di vita.  

 

La rottura con gli schemi familiari permette di allargare i margini nel presente, mentre si fanno i conti col passato per costruire un futuro. Uno dei cambiamenti cognitivi più significativi dell’adolescenza è lo sviluppo del pensiero riflessivo che permette di fare ipotesi su di sé e su sé stessi in relazione ad altre persone; ed ecco che ci si chiede “chi sono io?” “Perché mi comporto in un certo modo?” “Perché il mondo è così?” “Cosa farò da grande?” ecc.  In questo periodo si acquisisce anche la capacità di costruire un modello del proprio modo di emozionarsi e di pensare; si diventa pian piano consapevoli dei propri sentimenti e del modo di ragionare e ricordare (competenza meta cognitiva). Senza queste capacità difficilmente si potranno affrontare le crisi  personali della vita, quindi in adolescenza si gettano le basi delle future capacità di fronteggiare i problemi

 

L’adolescenza è un momento di apertura finalizzato alla costruzione dell’identità attraverso processi di disorganizzazione (del passato) e riorganizzazione (del futuro). Il percorso dell’adolescente avviene in un determinato contesto familiare e ambientale, dove le relazioni interpersonali e gli stimoli sono molteplici, così come i rischi e le possibilità, i limiti e le risorse.  Capita spesso ai genitori o agli adulti che si relazionano con adolescenti di allarmarsi di fronte a nuove frequentazioni di improbabili amici o comportamenti imprevedibili da parte dei ragazzi; ad esempio, figli “modello”, sempre bravi in tutto, diventano improvvisamente amici dell’”anticonformista”, oppure “figlie perfette” s’innamorano di  “ragazzacci belli e dannati”. Queste sorprese “allarmanti” per gli adulti, in realtà permettono all’adolescente di osservare dal vivo, attraverso un’esperienza di vicinanza significativa con un altro essere umano, un modo di essere nel mondo diverso dal proprio. Anche la psicoterapia rientra tra le esperienze di vicinanza significativa con  un altro essere umano ed ha come obiettivo quello di allargare il ventaglio dei ruoli giocabili, permettendo all’adolescente più occasioni di esprimere le proprie risorse; lo specialista è presente ma non si sostituisce mai ai genitori né al loro ruolo normativo. A volte può bastare anche uno spazio d’ascolto, mentre ci si sente confusi, turbati e disorientati dalla propria crisi adolescenziale. Se non c’è o non basta l’amico, il cugino, l’educatore con cui confrontarsi o sfogarsi… si può ricorrere ad uno specialista che possa accogliere e comprendere il disagio. E’ importante ricordare che questa fase evolutiva è una crisi (cambiamento) all’interno di tutta la famiglia, infatti spesso il disagio arriva principalmente dai genitori. Se mamma e papà non si sentono più riconosciuti nel loro ruolo di punto di riferimento dei propri “bambini” hanno altrettanto diritto di essere accolti e compresi nelle loro difficoltà. Potranno riscoprire la gioia del figlio che crescerà divenendo l’uomo o la donna che sarà, imparando a tollerare le possibili delusioni e frustrazioni delle proprie aspettative, perché ogni essere umano ha diritto di poter essere sé stesso e non ciò che gli altri vogliono che sia. 

                                                                                                                             

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L'autore è esperto in
Consulenza psicologica

Dr.ssa Marielena Martirani - Torino (TO)

Dr.ssa Marielena Martirani

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

Via Belluno 8

10144 - Torino (TO)

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