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Usura: tasso soglia nei finanziamenti bancari

Inclusione degli interessi moratori nel T.A.E.G. e superamento del tasso soglia. La sentenza della Cassazione n° 350/13. Interpretazioni a confronto

Usura: tasso soglia nei finanziamenti bancari - Inclusione degli interessi moratori nel T.A.E.G. e superamento del tasso soglia. La sentenza della Cassazione n° 350/13. Interpretazioni a confronto

L’atto normativo che regola la materia, è la L. 108/1996, recante “Disposizioni in materia di usura”, che ha modificato l’art. 644 del codice penale, precisando che il tasso soglia oltre il quale gli interessi sono sempre usurari è quello stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà (cfr. art. 2, comma 4, L. 108/1996).
Infatti, il primo comma del medesimo art. 2 della L. 108/1996 prevede che il Ministero del Tesoro (oggi, Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro), sentita la Banca d’Italia, rilevi trimestralmente il Tasso Effettivo Globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura e che pubblichi quindi i valori medi derivanti da tale rilevazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
In attuazione di tale norma di legge, il Ministero dell’Economia e delle Finanze emana trimestralmente un Decreto nel quale sono indicati i Tassi Effettivi Globali medi che vengono utilizzati quale base di calcolo per la determinazione del tasso soglia di volta in volta applicabile alle diverse operazioni finanziarie.
Lo stesso Decreto Ministeriale prevede, al suo art. 3, che le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del limite di cui all’art. 2, comma 4, della L. 108/1996, si attengano ai criteri di calcolo delle “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia.
Tali Istruzioni, in particolare, prevedono che il calcolo del T.A.E.G. (o ISC, da utilizzarsi ai fini della determinazione del tasso soglia) debba tener conto non solo del tasso nominale (T.A.N.), ma anche di tutti gli oneri connessi all’erogazione del credito, ossia delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese collegate e sostenute dal cliente.
Pertanto sono certamente incluse nel calcolo, fra l’altro, le spese di istruttoria e di chiusura della pratica, le spese di incasso delle rate, le spese per assicurazioni o garanzie intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito, le spese per servizi accessori (ad es. spese custodia pegno, perizie, spese postali) e ogni altra spesa ed onere contrattualmente previsti, connessi con la normale (non patologica) esecuzione dell’operazione di finanziamento.
Tuttavia a locuzione “tutti gli oneri connessi alla erogazione del credito” ha indotto taluni interpreti a considerare ricompresi nel T.A.E.G. anche gli interessi moratori.
Accogliendo siffatta interpretazione, con tutta evidenza, il tasso soglia verrebbe frequentemente superato.
Tuttavia la normativa in premessa sembrerebbe escludere la “patologia” del rapporto di finanziamento proprio per non caricare nel T.A.E.G. medio (che funge da base di calcolo anti-usura) i costi di quei comportamenti inadempienti di pochi sugli oneri dei molti che correttamente adempiono con tempestività alle proprie obbligazioni.
Quindi, la locuzione “a qualunque titolo” utilizzata dall’art. 1 del D.L. 394/2000, convertito in L. 24/2001, per indicare che la normativa sull’usura si applica agli interessi, commissioni, remunerazioni e spese tutti pattuiti a favore del soggetto concedente il credito, non potrebbe essere utilizzata per ricomprendere ogni e qualunque spesa, senza porre limiti nella sommatoria delle varie voci e, quindi implicitamente, ricomprendendo anche il tasso di mora e gli oneri assimilabili contrattualmente previsti per il caso di inadempimento di un obbligo.
Ciò che il Legislatore ha affermato, pertanto, sta semplicemente ad indicare che anche il tasso di interesse di mora, unitariamente considerato, può essere usurario e andrà, quindi, verificato e comparato con gli strumenti pro tempore a disposizione degli operatori .
Tutto quanto precede è stato confermato anche dalla giurisprudenza: la nota pronuncia della Suprema Corte n. 350/2013, infatti, ribadisce che “anche gli interessi moratori” sono soggetti alla normativa in materia di usura, non autorizzando, a parere dello scrivente, l'interpretazione estensiva da molti ravvisata.

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