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La tutela creditoria delle società estinte

Tutela creditoria società estinte

La tutela creditoria delle società estinte - Tutela creditoria
società estinte

 

Finora chiaro ed indiscutibile era il disposto del riformato art. 2495 c.c. e l’irreversibilità dell’estinzione di una società a seguito della sua cancellazione dal registro delle imprese. 

 

Con sentenza del 12 marzo 201313 n. 6070 la Suprema Corte, a Sezioni Unite, ha però proposto una diversa lettura della norma precisando che “qualora all’estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno successorio…” con la conseguenza che le obbligazioni si trasferiscono ai soci i quali ne rispondono secondo quanto percepito nella fase della lòiquidazioneo illimitatamente se tale era la loro responsabilità anche manente società così come parimenti si trasferiscono ai soci anche i beni ed i diritti non indicati nel bilancio di liquidazione (salvo che non si tratti di mere pretese o diritti di credito ancora incerti). 

 

La soluzione proposta dalla SSUU della Cassazione, è sicuramente volta a garantire il creditore sociale in sede di liquidazione offrendogli maggiori chances di possibile soddisfazioni del suo diritto ma sottovaluta l’ipotesi (purtroppo non rara) di “irresponsabilità” degli ex soci per mancata percezione di un residuo attivo e la stessa difficoltà di giudizio sui debiti sociali e sulle sopravvenienze o diritti “certi” ed “incerti”. 

 

In altri termini, se da un lato è stato raggiunto un punto fermo in merito alla disciplina applicabile alle società estinte (ovvero per analogia e ratio quella successoria) dall’altro lascia aperte ancora discutibili scelte su cui certamente la Consulta, chiamata a valutare la legittimità del novellato testo del cit. art. 2945 c.c., potrà intervenire rivolgendo, si spera, un monito al Legislatore stante i molteplici profili che richiesto ancora un intervento positivo per la piena tutela dei creditori sociali ma anche per gli ex soci che, pur non avendo partecipato in lodevole misura alla ripartizione del bilancio, potrebbero vedersi comunque aggrediti dai creditori rispondendo nei loro confronti con tutto il loro patrimonio presente e futuro posto che, secondo il commentato orientamento giurisprudenziale, la circostanza che l’ex socio risponda nei limiti di quanto percepito non osta alla sua qualificazione di “successore” della società richiamandosi così una discutibile figura di successore universale intra vires dei debiti trasmessigli da un ente estinto. 

 

 

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