Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

La negoziazione assistita

Legge n.162 del 10.11.2014, artt. 2-12

La negoziazione assistita - Legge n.162 del 10.11.2014, artt. 2-12

La negoziazione assistita è una procedura cogestita dagli avvocati delle parti coinvolte nella controversia, al fine di raggiungere un accordo conciliativo. La grossa novità è che agli avvocati, espressamente indicati come unici soggetti deputati all'attività di negoziazione, viene affidata la possibilità di raggiungere un accordo idoneo a valere quale titolo esecutivo, funzionale per l'iscrizione di ipoteca. 

 

Il procedimento di negoziazione assistita da un avvocato ha tre forme: 

1 - la negoziazione volontaria (art.2, comma i); 

2 - la negoziazione obbligatoria (art. 3) 

3 - negoziazione «per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio» (art. 6). 

 

La soluzione negoziale della lite raggiunta deve essere conclusa in forma scritta; gli avvocati la sottoscrivono, ne garantiscono la conformità «alle norme imperative ed all'ordine pubblico» e certificano le sottoscrizioni apposte dalle parti sotto la propria responsabilità. 

 

Il comma 2 dell'art. 2 indica i due contenuti indispensabili che la convenzione di negoziazione deve precisare: 

1) occorre che contenga il termine entro il quale deve essere espletata la procedura, termine che in nessun caso può essere inferiore ad un mese e superiore a tre mesi, prorogabile per ulteriori trenta giorni su accordo tra le parti; 

2) occorre che indichi l'oggetto della controversia, che non può avere riguardo a diritti indisponibili o vertere in materia di lavoro. 

 

Vi sono poi alcuni casi, specificamente indicati dal legislatore (art.3), in cui la negoziazione assistita è obbligatoria

a) chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti; 

b) chi intende proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro, ad esclusione di quelle previste al punto a) ed i casi in cui la legge prevede il ricorso all'istituto della mediazione obbligatoria. 

La norma chiarisce che, in ogni caso, la negoziazione non è richiesta per le controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti conclusi tra professionisti e consumatori. 

Vi sono peraltro casi in cui non si applica il principio dell'improcedibilità

1 - procedimenti per ingiunzione 

2 - consulenza tecnica preventiva ex art. 669 bis cpc 

3 - procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata 

4 - procedimenti in camera di consiglio 

5 - nell'azione civile esercitata nel processo penale 

 

L’ art. 6 ha, invece, per oggetto la "Convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio". 

La negoziazione assistita in tema di separazione e divorzi è uno strumento facoltativo alternativo rispetto alla procedura giudiziale. 

Il procedimento prevede comunque l'intervento del procuratore della repubblica ai fini dell'accertamento della regolarità dell'accordo e, soprattutto, ai fini di garanzia della tutela degli interessi dei figli minori o portatori di handicap. 

Per questo la procedura prevede due tipi di interventi diversi del procuratore: 

1 - in mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita è trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti relativi alla pubblicazione in Comune 

2 - In presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro 10 giorni al procuratore della repubblica il quale, se ritiene che l'accordo risponde agli interessi dei figli, lo autorizza, Se, invece, l'accordo non risponde all'interesse dei figli, lo trasmette entro 5 giorni al presidente del tribunale che fissa udienza per la comparizione delle parti.

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilità circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirà all'Autorità Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta
1 Commento

Gennaro Nappo

25/02/2015 14:04

sono sposato da 15 anni con una donna di origini slovacche. Abbiamo un bambino di 4 anni. Loro vivono stabilmente a Londra, io ho la residenza a Roma ma lavoro in Belgio. Da 4 anni lei va e viene con il bimbo dalla Slovacchia con il mio pieno consenso, non le ho mai creato problemi, incontrando tutti i suoi amici e parenti. Io ho parenti sparsi un po' in tutta Italia che ogni tanto mi piacerebbe visitare insieme a mio figlio che è doppio cittadino, italiano e slovacco. Al momento ha solo il passaporto slovacco, perchè mia moglie si è rifiutata di dare il suo consenso al rilascio del passaporto italiano. Lei custodisce il pass. slovacco e si rifiuta categoricamente di lasciarmi viaggiare con il bimbo. La legge italiana in un caso del genere cosa prevede? non vorrei arrivare nè alla separazione legale nè al divorzio, cosa si può fare? Sospetto che abbia proprio qualche problema a livello mentale. Con me è sempre piu' aggressiva e arrogante.
Ringrazio per ogni cortese indicazione che possiate darmi.
Cordialmente
Gennaro Nappo

Rispondi

Enrica Bertolini

27/02/2015 09:48

L’art. 3 della legge 21 novembre 1967, n. 1185 stabilisce, alla lettera a), che non possono ottenere il passaporto coloro che, essendo sottoposti alla potestà genitoriale, siano privi dell’assenso della persona che la esercita o, in difetto, dell’autorizzazione del Giudice Tutelare.
Ciò significa che è sempre necessario, affinché venga rilasciato a favore di un minorenne il documento valido per l’espatrio, l’assenso di entrambi i genitori, salvo che uno dei due sia deceduto o che nei suoi confronti sia stata pronunciata la decadenza della potestà.
In caso di rifiuto di prestare detto consenso da parte dell’altro genitore, quello richiedente potrà rivolgersi al Giudice Tutelare, attraverso un procedimento di volontaria giurisdizione, modellato secondo la disciplina dei procedimenti in Camera di Consiglio ex artt. 737 ss. c.p.c.
Il Giudice competente è quello del luogo di residenza del minore. Se il minore risiede all’estero, è competente l’autorità consolare del paese di residenza.
A seguito del deposito del ricorso il Giudice Tutelare dovrà sentire il genitore che ha negato l’assenso, onde valutare la corrispondenza di tale rifiuto all’interesse del minore.
La giurisprudenza ha recentemente chiarito che l’autorizzazione al rilascio del passaporto per il minore non può considerarsi provvedimento vincolato, a fronte del diritto soggettivo del minore o del genitore di uscire dal Paese, ma è subordinata alla valutazione delle circostanze del caso concreto, tenendo primariamente conto dell’interesse del minore (Cass. 18 gennaio-5 febbraio 2013, n. 2696).
La ragione principale che può indurre il Giudice Tutelare a ritenere legittimo il rifiuto del genitore al rilascio del passaporto per il figlio è il fondato timore che, nel caso di famiglia disgregata, uno dei due genitori intenda trasferirsi definitivamente all’estero, portando con sé il minore e “sottraendolo” così all’altro. Tale sospetto è in particolar modo diffuso in caso di genitore straniero, soprattutto se cittadino di uno Stato che non abbia sottoscritto o ratificato la Convenzione dell’Aja in materia di sottrazione internazionale di minore.
Si deve peraltro rilevare che in caso di genitori di diversa nazionalità spesso tali timori si manifestano anche prima della richiesta di rilascio del documento per l’espatrio e vengono affrontati davanti al giudice della separazione o nell’ambito del procedimento per l’affidamento e il collocamento del figlio di genitori non coniugati.
In considerazione della evidente difficoltà di bilanciare adeguatamente il diritto del genitore straniero di portare con sé il figlio nel proprio paese d’origine ad esempio per un periodo di vacanza, ovvero per incontrare i parenti di quel ramo familiare con il diritto dell’altro genitore di non rischiare di subire una sottrazione internazionale di minore, in particolar modo se in uno Stato dal quale risulterebbe particolarmente difficoltoso ottenere un ordine di rientro immediato, si è recentemente diffusa la prassi nella giurisprudenza di merito di porre dei limiti alla facoltà di espatrio del minore, sottoponendola ad alcune condizioni.

In risposta al commento di Gennaro Nappo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilità circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirà all'Autorità Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta
Annulla

L'autore è esperto in

 -  ()

/

- ()

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo