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Mediatore familiare: né avvocato né psicologo

Qual è il ruolo del mediatore familiare nel procedimento di separazione e di divorzio? Una figura professionale che ad oggi ancora non è conosciuta

Mediatore familiare: né avvocato né psicologo - Qual è il ruolo del mediatore familiare nel procedimento di separazione e di divorzio? Una figura professionale che ad oggi ancora non è conosciuta

Il mediatore familiare è un terzo imparziale che aiuta la coppia a gestire il momento delicato della separazione. Potremmo dire che è un arbitro in una partita in cui le regole le fanno  i coniugi. Non ha niente a che vedere con un avvocato né tantomeno con uno psicologo. Non è un avvocato perché non opera nel limitato campo della legge, egli pur non deviando dalla legge stessa, aiuta i coniugi a generare un accordo che soddisfi entrambi e non resti legato ai lacci normativi, aiuterà la coppia a risolvere il problema attraverso soluzioni ad hoc  che  potranno soddisfare quella e soltanto quella diatriba, potremmo dire che è un sarto che confeziona  un abito su misura.  

 

Il compito del mediatore non Ŕ quello di dare consigli legali e/o perorare una  ragione piuttosto che un`altra  disciplinando la diatriba in punto di diritto, tanto meno predisporre una terapia o fornire un aiuto alle parti attraverso colloqui di sostengno.  La specificità della mediazione  è proprio quella di mediare  tra due posizioni,  senza dover necessariamente seguire  il rigore di qualsiasi codice o il rigore dell’oggettivazione, agendo sempre con il fine di risolvere problemi pratici senza dover voltarsi indietro, ma piuttosto guardando sempre avanti.  

 

Gli accordi presi dovranno essere di carattere pratico tesi a risolvere problemi pratici, la mediazione non è interpretativa, ma dispregiativa di ogni materialità  ,è  tesa ad individuare potenzialità latenti delle parti atte a far si che l’iniziale ed inevitabile disaccordo si possa trasformare in accordo, che dal conflitto si passi alla collaborazione; che l’amore coniugale  ormai sparito si trasformi in un‘altro tipo di amore, diverso ma comunque rispettoso dell’altro nella consapevolezza e nel rispetto  della dignità dell’altra parte,  ma  soprattutto dei figli. Per arrivare a questo risultato quindi, come ben si può capire, non sono necessarie ne leggi ne terapie, ma solo capacità di collaborazione e di dialogo ed è compito del mediatore farle affiorare.

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