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Mantenimento dei figli maggiorenni

Quando cessa l`obbligo per i genitori separati di mantenere i figli maggiorenni?

Mantenimento dei figli maggiorenni - Quando cessa l`obbligo per i genitori separati di mantenere i figli maggiorenni?

Tale quesito ha appassionato, ma anche profondamente diviso la dottrina e la giurisprudenza nel corso degli anni. 

L'obbligo, in generale, deriva da una serie di norme. La più importante è l'art. 30 della Costituzione, cui seguono gli artt. 147, 148, 261, 279 c.c. 

La legge 8 febbraio 2006 n. 54, recante "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli", ha ridisciplinato ex novo l'art. 155 c.c., introducendo nel codice gli artt. da 155 bis a 155 sexies, fissando obiettivi e criteri cui il giudice deve attenersi nell'adozione dei provvedimenti sui figli. L'art. 155 quinquies (Disposizioni in favore dei figli maggiorenni), statuisce che....il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico... 

 

Tale eventuale obbligo è stato ultimamente ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza 1° civ.  10/01/2014  n. 359. 

Tuttavia tale mantenimento non può assumere carattere di vitalizio. L'obbligo di mantenere il figlio viene meno qualora questi non riesca, per comportamento trascurato, pigro o negligente, a provvedere al proprio mantenimento (Cass. civ. sez.1° 30/08/1999 N. 9109). Il figlio maggiorenne che rifiuta sistematicamente le opportunità di lavoro che gli si presentano, o il figlio iscritto all'università che si adagia, non sostenendo esami per lungo tempo, non ha più diritto di essere mantenuto vita natural durante. 

 

Premesso che non è possibile stabilire in via preventiva un termine di durata al mantenimento, l'obbligo, però, cessa quando il figlio raggiunge l'indipendenza economica, oppure si sposa, costruendo così una famiglia in grado di provvedere a se stessa; anche se in alcuni casi il giudice non ha esonerato il genitore dall'obbligo di mantenimento, non ritenendo sufficiente l'offerta di un qualsiasi lavoro, rifiutata dal figlio. Solo il rifiuto  ingiustificato di un lavoro idoneo rispetto agli studi fatti esonera il genitore. La prova della raggiunta indipendenza economica del figlio, deve fornirla il genitore, davanti al giudice. 

 

Diversamente, una recente ed innovativa sentenza, capovolgendo il precedente orientamento (Cass. n. 18974 / 2013), ha reso ancora più stringente il diritto al mantenimento. I figli maggiorenni privi di un impiego fisso e retribuito non hanno automaticamente diritto all'assegno. Il genitore non avrà più l'obbligo del mantenimento, fino alla totale soddisfazione delle aspirazioni del figlio, essendo sufficiente un semplice contratto retribuito, anche di carattere provvisorio o precario. Di tenore simile anche la sentenza Cass. sez. 1°  22/05/2014  n. 11414, nella quale il Supremo Giudice ha ritenuto di far cessare l'obbligo a carico di un genitore di mantenere una figlia maggiorenne, specializzanda in medicina all'università, con trattamento economico di 22.720,00 euro lordi annui. La madre si era opposta a tale decisione, facendo rilevare la precarietà del compenso percepito dalla figlia. Tale assunto non è stato però condiviso dai Giudici del Supremo Collegio. 

 

Riassumendo, possiamo affermare che, in presenza di un generale obbligo al mantenimento da parte dei genitori di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, obbligo sancito da varie norme e conformi pronunce giurisprudenziali, esso viene tuttavia a cessare, su istanza provata del genitore, con il raggiungimento dell'autosufficienza del figlio. Nel caso in cui il figlio non si attiva sufficientemente per raggiungere tale indipendenza, per propria trascuratezza o negligenza, continuando a godere passivamente e pigramente del mantenimento genitoriale, può perdere anch'egli il diritto al mantenimento.

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Paola Renelli

18/03/2015 17:21

Ho trovato l'articolo molto utile, soprattutto perché, riguardo agli obblighi economici relativi al rapporto genitore-figlio, ci si regola sul buon senso, ma spesso il buon senso da solo non è sufficiente. Grazie agli amministratori del sito per aver dato spazio ad un argomento che riveste un grande interesse che riguarda molti genitori e grazie all'avvocato Roberto Motto che lo ha trattato in modo chiaro ed esauriente.
Paola R. (Roma)

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Paola Renelli

18/03/2015 17:25

Ho trovato l'articolo molto utile, soprattutto perché, riguardo agli obblighi economici relativi al rapporto genitore-figlio, ci si regola sul buon senso, ma spesso il buon senso da solo non è sufficiente. Grazie agli amministratori del sito per aver dato spazio ad un argomento che riveste un grande interesse che riguarda molti genitori e grazie all'avvocato Roberto Motto che lo ha trattato in modo chiaro ed esauriente.
Paola R. (Roma)

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