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Anatocismo bancario: novità legislative

Cenni legislativi - Giurisprudenza di legittimità - nullità anatocismo bancario trimestrale

Anatocismo bancario: novità legislative - Cenni legislativi - Giurisprudenza di legittimità - nullità anatocismo bancario trimestrale

ANATOCISMO BANCARIO: NOVITA' LEGISLATIVE
Con l'anatocismo bancario gli interessi a debito del correntista venivano liquidati con frequenza trimestrale, mentre gli interessi a credito erano liquidati con cadenza annuale, provocando perciò un disallineamento nella maturazione degli interessi a debito e in conseguente calcolo degli interessi su interessi


Il divieto dell' anatocismo è sempre esistito nell'ordinamento giuridico italiano in virtù dell'art. 1283 c.c.
Tuttavia, le Banche, agivano legittimamente quando applicavano la metodologia di calcolo degli interessi sopra descritta, perchè tale comportamento era stato ampiamento avallato dalla giurisprudenza, fino al momento in cui il processo di revisione interpretativa delle relative norme ha portato dopo anni,alla famosa sentenza della Cort.Cass. del 4.11.2004 n. 21095.
In precedenza, l' art.25 del D.L.n.342/99,co.2, prevedeva la possibilità di stabilire le modalità e i criteri di produzione degli interessi sugli interessi, maturati nell'esercizio dell'attività bancaria, purchè fosse rispettata la stessa periodicità nel conteggio dei saldi sia passivi che attivi.
 

Tale nuovo corso in tema di calcolo di interessi bancari è stato poi seguito dalla sent. del CICR emanata il 9.02.2000, la quale ha definitivamente fissato il momento di decorrenza dell'obbligo, per le Banche, di riconoscere ai correntisti pari periodicità nella liquidazione degli interessi.
Nel Decreto Salva-Banche n.342/99, il legislatore stabiliva nel contempo, con norma transitoria, una sanatoria per il pregresso, facendo salve le clausole di capitalizzazione trimestrale contenute nei contratti conclusi prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina.
La norma transitoria,è stata però dichiarata illegittima per violazione dell' art.77 della Cost.,dalla Corte Cost.(sent.del 17.10.2000 n.425).
Il processo di revisione, al momento, si può considerare concluso con la già citata sent. del 4.11.2004 n.21095 delle Sez.Unite della Cort.Cass., nella quale si afferma l'illegittimità, anche per il passato, degli addebiti bancari per anatocismo. 


La Corte afferma che le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori precedenti al 1999 non sono mai state rispondenti ad un uso normativo bensì negoziale e quindi in contrasto con l'art. 1283 c.c.
L'uso normativo consiste infatti nella "ripetizione generale, uniforme, costante e pubblica di un determinato comportamento, accompagnato dalla convinzione che si tratta di comportamento giuridicamente obbligatorio, in quanto conforme a una norma che già esiste o che si ritiene debba far parte dell'ordinamento giuridico".
Quindi, le clausole anatocistiche sono state accettate non perchè gli utenti fossero convinti della loro rispondenza ai principi dell'ordinamento giuridico, ma piuttosto perchè costretti ad accettarle per poter accedere ai servizi bancari. 


La legge di stabilità del 27.12.2013, n.147, entrata in vigore il 1°gennaio 2014, con il comma 629, è intervenuta a modificare sensibilmente la disciplina dell'anatocismo bancario, a parziale deroga di quanto previsto dall'art.1283 c.c.
La giurisprudenza di legittimità, con due sentenze, aveva dapprima sancito la nullità dell'anatocismo trimestrale (Cass.Civ.,sez.Unite,sent.n.21095/2004), per poi giungere a dichiarare la nullità dell'anatocismo annuale in favore della Banca e la legittimità di quello annuale in favore del cliente (Cass.Civ.sez.Unite sent.n.24418/2010). 


Dal 2014 il nuovo testo dell'art.120 co.2 TUB afferma che "il CICR debba stabilire modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attività bancaria, prevedendo che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi, sia debitori sia creditori" e che "gli interessi periodicamente capitalizzati (contabilizzati) non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale".
Ciò evidenzia come lo scopo della nuova disposizione sia quello di vietare che gli interessi, una volta capitalizzati, possano produrre ulteriori interessi, non parlandosi, dunque, di periodicità di interessi capitalizzati, ma di periodicità della liquidazione degli interessi.

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