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Prime conseguenze ai “dirigenti illegittimi”

Conseguenze alla sentenza della Consulta che dichiara incostituzionale la prassi di conferire incarichi dirigenziali senza concorso

Prime conseguenze ai “dirigenti illegittimi” - Conseguenze alla sentenza della Consulta che dichiara incostituzionale la prassi di conferire incarichi dirigenziali senza concorso

La sentenza 17 marzo 2015, n. 37 della Consulta ha dichiarato incostituzionale la prassi delle Agenzie fiscali (compresa quindi l’Agenzia delle Entrate) di conferire incarichi dirigenziali al proprio interno senza previo concorso pubblico. La questione inizia  a produrre effetti anche sulla validità degli atti finora emanati.

Nei giorni scorsi è stata infatti depositata una sentenza della Commissione tributaria provinciale di Milano (la n. 3222/25/15) che ha dichiarato la nullità di un avviso di accertamento sottoscritto da un funzionario privo dei relativi poteri.

Al riguardo si ricorda che l’articolo 42 primo comma del D.P.R. 600/73 che così recita: “Gli  accertamenti  in  rettifica  e gli accertamenti d'ufficio sono portati  a  conoscenza  dei contribuenti mediante la notificazione di avvisi  sottoscritti dal capo dell'ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. …”.

 

A seguito della sentenza, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato un comunicato stampa del 22 aprile 2015, che si riporta: 

 

"Agenzia delle Entrate, Sentenza della Commissione tributaria di Milano su atti sottoscritti da funzionari delegati - Nessun collegamento con la sentenza della Corte costituzionale 

 

In riferimento ad alcune errate notizie di stampa apparse oggi, si precisa che la Commissione tributaria provinciale di Milano, con sentenza n. 3222/25/15, non ha annullato l’atto di accertamento dell’Agenzia delle Entrate in quanto sottoscritto da un funzionario incaricato di funzioni dirigenziali decaduto per effetto della sentenza della Corte costituzionale del 17 marzo 2015, n. 37.
La Commissione, nella sua decisione, ha invece rilevato la nullità dell’atto in quanto “sottoscritto da soggetto non dotato di nona qualifica funzionale”, ritenendo non provata, in questo singolo giudizio, l’appartenenza del funzionario che ha sottoscritto l’atto alla carriera direttiva (ex nona qualifica funzionale). Attualmente alla carriera direttiva appartiene il personale di terza area funzionale non dirigente, che può essere delegato dal capo ufficio a firmare gli atti tributari come previsto dall’art. 42, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
Si segnala a tal proposito che la Commissione tributaria provinciale di Gorizia, con decisione n. 63/01/2015, ha ritenuto che la sentenza della Corte costituzione del 17 marzo 2015, n. 37 “non debba comportare affatto la caducazione (nullità)” degli atti impugnati. "La questione quindi è tutt'altro che definita.

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