Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

Responsabilità civile

La responsabilità civile della P.A.

La responsabilità civile della Pubblica Amministrazione e l'obbligo di custodia ex art. 2051 c.c.

La responsabilità civile della P.A. - La responsabilità civile della Pubblica Amministrazione e l'obbligo di custodia ex art. 2051 c.c.

In relazione alla responsabilità civile della Pubblica Amministrazione si pone il problema di quale sia la norma applicabile nel caso in cui un utente subisca dei danni a causa di un bene appartenente o comunque gestito dalla P.A. stessa (come ad esempio una strada). 
 

L’orientamento tradizionale della giurisprudenza della Corte di Cassazione, spesso peraltro contrastato dalla prevalente dottrina, è stato, in passato, costante nell’individuare il referente normativo della responsabilità della P.A., per i danni provocati dai beni ad essa appartenenti, nell’art. 2043 c.c. e nel principio generale del neminem laedere, escludendo invece la possibilità di applicare l’art. 2051, che prevede una responsabilità oggettiva per i danni provocati dalle cose che si hanno in custodia; norma quest’ultima da più parti invocata per ottenere una più ampia tutela degli utenti dei beni pubblici.  

 

Tale ricostruzione giurisprudenziale era però basata sostanzialmente sull’apodittica affermazione che non sarebbe possibile esigere un obbligo di custodia in capo alla pubblica amministrazione, con gli annessi doveri di vigilanza, riguardo ai beni facenti parte del demanio pubblico, a causa dell’estensione e dell’uso diretto e generalizzato degli stessi da parte dei cittadini. 
La dottrina ha però ripetutamente criticato questo orientamento giurisprudenziale, sottolineando come esso determinasse un ingiusto privilegio a favore della pubblica amministrazione.  

 

La responsabilità dell’ente pubblico che è proprietario ed incaricato della gestione del bene, deve invece essere affermata in forza del disposto dell’art. 2051 c.c., in base al quale “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia”. 
Finalmente, nell'ultimo decennio si è sviluppata una costante tendenza nella giurisprudenza, sia di merito che di legittimità, volta ad ampliare il ristretto ambito cui era limitata l’applicabilità di detta norma, soprattutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 156 del 1999, che ha chiarito che l’obbligo di custodire e la conseguente responsabilità della P.A. non possono essere esclusi sic et simpliciter per il solo fatto che oggetto della custodia siano beni demaniali. 
 

In applicazione dei principi enunciati in questa pronuncia della Corte Costituzionale vi sono state quindi numerose sentenze di giudici di legittimità e di merito che hanno riconosciuto l’applicabilità dell’art. 2051 c.c. alla P.A. (si vedano ad esempio Cass. 13 gennaio 2003 n. 298, Cass. 23 luglio 2003 n. 11446; Trib. Roma, 2 dicembre 2003 n. 39075, Trib. Roma 3 dicembre 2003 n. 39082) 
Prima fra tutte emerge la sentenza n. 11446 del 23 luglio 2003 della Corte di Cassazione la quale in applicazione del suddetto principio di diritto ha quindi cassato una sentenza della Corte d’Appello di Milano la quale appunto, uniformandosi al tradizionale indirizzo della giurisprudenza, aveva negato il risarcimento del danno per le lesioni subite da un neonato caduto a terra insieme alla madre a causa di una buca formatasi sul manto stradale, non ravvisando alcuna responsabilità del Comune di Voghera in relazione alla mancata manutenzione del tratto di strada in cui era avvenuto il fatto. La Cassazione ha invece sottolineato come, trattandosi di strada che attraversava un centro abitato, appariva meno difficoltoso il continuo controllo delle condizioni della stessa e dunque esigibile una maggiore vigilanza da parte dell’ente incaricato della sua gestione. 
 

Appare dunque condivisibile il nuovo orientamento che emerge dalle recenti pronunce della Cassazione, non solo perché permette di eliminare quello che, come detto, la dottrina considera un ingiustificato privilegio attribuito dai giudici alla pubblica amministrazione; ma anche perché motivare l’esclusione del criterio di imputazione della responsabilità per danno da cose in custodia con la giustificazione che non sarebbero esercitabili in concreto un controllo e una vigilanza sui beni demaniali a causa della loro estensione, sembra in realtà una applicazione errata dell’art. 2051 c.c. 
Questa norma delinea infatti, per costante ed unanime giurisprudenza, una responsabilità fondata esclusivamente sul rapporto oggettivo intercorrente tra la cosa e il custode, al quale, per liberarsi, è concessa solo la possibilità di provare il caso fortuito
Allora l’art. 2051, prevedendo un’ipotesi di responsabilità oggettiva, e quindi una presunzione di responsabilità e non di colpa, rende irrilevante che vi sia o meno una possibilità di controllo sul bene, che richiamerebbe invece il profilo soggettivo della colpa per non aver esercitato una custodia pur possibile in concreto (così E. MASCI, La responsabilità della pubblica amministrazione per difettosa manutenzione di strade: un difficile inquadramento, in Giust. Civ., 2003, 1358).

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilitÓ circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirÓ all'AutoritÓ Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta

L'autore Ŕ esperto in
Responsabilità civile

Avv. Leonardo Banchi - Firenze (FI)

Avv. Leonardo Banchi

Avvocati / Civile

Via Duca D Aosta 17

50129 - Firenze (FI)

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo

Altri articoli del professionista

Guida in stato di ebbrezza e porto d'armi

Rapporti tra una pregressa denuncia per guida in stato di ebbrezza e concessione del porto d'armi ad uso sportivo

Continua