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Il Jobs Act

Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Il Jobs Act - Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Jobs Act: 

- Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti 

- Licenziamento individuale e collettivo: reintegro o indennizzo? 

- Contratto di ricollocazione 

Cosa cambia per i lavoratori nuovi assunti a tempo intederminato a partire dal 2015?I  lavoratori con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti  saranno esclusi dalla possibilità del reintegro nei casi di licenziamenti economici. I lavoratori avranno diritto ad un indennizzo economico certo e crescente  con l’anzianità di servizio.
Il diritto al reintegro si avrà  nei  soli  casi di licenziamenti discriminatori e licenziamenti disciplinari ingiustificati in cui sia dimostrata la non veridicità dei fatti contestati. La riassunzione scatta anche quando il giudice accerta il difetto di giustificazione per motivi legati all’inidoneità fisica o psichica del lavoratore. L’impresa non ha  più la  possibilità di evitare il reintegro pagando un maxi-indennizzo, come avveniva in passato. 

 

L’indennizzo viene diversificato per imprese piccole e grandi? 

L’indennizzo varia a seconda che l’impresa abbia più o meno di 15 dipendenti

L’impresa con più di 15 dipendenti: nel caso di licenziamenti ingiustificati di tipo economico e disciplinari  il giudice condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità. L’indennità non è assoggettata a contribuzione previdenziale ed è pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione per ogni anno di servizio fino ad un massimo di 24 mensilità. 

Le imprese sino a 15 dipendenti: l’indennizzo è dimezzato e non può superare il tetto delle 6 mensilità. 

 

Cosa cambia per i licenziamenti collettivi per i lavoratori assunti a partire dal 2015? 

Per i licenziamenti che vengono intimati in forma orale è previsto il reintegro

Per i licenziamenti collettivi per i quali non viene seguito l’iter previsto dalla legge scatta l’indennizzo sulla base di 2 mensilità per anno, con un minimo di 4 mensilità: la disciplina del Jobs Act si estende così anche ai casi di crisi aziendali

 

Cosa si intende per contratto di ricollocazione? 

Il Jobs Act ha previsto un fondo per la ricollocazione dei lavoratori in stato di disoccupazione involontaria (50 milioni di euro per il 2015, 20 per il 2016): il lavoratore licenziato illegittimamente avrà il diritto di ricevere un voucher, che presentato a un’agenzia per il lavoro porterà alla sottoscrizione di un contratto di ricollocazione; la riscossione del voucher da parte dell’agenzia è subordinata al raggiungimento del risultato.

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