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Consulenza psicologica

L'organizzazione in SALUTE!

Il successo di una organizzazione dipende dal suo essere in salute.

L'organizzazione in SALUTE! - Il successo di una organizzazione dipende dal suo essere in salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione del primo Congresso Internazionale sulla Promozione della Salute, riunitosi a Ottawa il 21 novembre 1986 (O.M.S, 1986), definisce la salute come “stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non semplicemente assenza dello stato di malattia o di infermità” e crea i presupposti per cominciare a pensare ad una politica di promozione della salute (che implica lo studio della saluto-genesi e si esprime promuovendo nelle persone l’acquisizione di comportamenti saluto-genici) piuttosto che ad una orientata soltanto alla prevenzione primaria (che garantisce di prevenire la pato-genesi preservando il soggetto dal rischio di assumere comportamenti pato-geni).  Nella stessa occasione l’O.M.S. definisce la promozione della salute come “il processo che consente alla gente di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per conseguire uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, l'individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di modificare l'ambiente o di adattarvisi. La salute vista, dunque, come risorsa di vita quotidiana, non come obiettivo di vita: un concetto positivo, che insiste sulle risorse sociali e personali, oltre che sulle capacità fisiche. Di conseguenza, la promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario, ma supera anche la mera proposta di modelli di vita più sani, per aspirare al benessere” (O.M.S., 1986). A partire da questo panorama scientifico la disciplina psicologica che più di tutte è stata in linea con tale filosofia di intervento, è la Psicologia della Salute. Essa si costituisce per la prima volta negli anni ottanta come risultato della formazione del Dipartimento 38 dell’American Psychological Association. Il primo presidente del dipartimento 38, Matarazzo,  definisce la Psicologia della Salute come:
 
… l’insieme dei contributi specifici della disciplina psicologica, alla promozione e al mantenimento della salute; alla prevenzione e al trattamento della malattia; all’identificazione dei correlati eziologici, diagnostici della salute, della malattia e delle disfunzioni associate; all’analisi e al miglioramento del sistema di cura della salute e di elaborazione delle politiche della salute.” 
(Matarazzo, 1980).
 
Lo specialista di psicologia della salute è un professionista in grado di operare in diversi ambiti sociali con l’obiettivo primario di apportare un cambiamento di benessere. Sempre nel 1986 l’O.M.S. si riunisce per comprendere quali siano i contesti in cui si possono e si devono realizzare progetti di promozione della salute. Naturalmente gli ambienti dedicati alla cura della persona sono da subito presi in considerazione, ma successivamente si pensa anche alle scuole, alle comunità e alle organizzazioni lavorative. Lo “stare bene” viene riconosciuto come un diritto di tutti e non come un privilegio di alcuni.
    Nel 1998 l’O.M.S. si riunisce a Cardiff per discutere della promozione della salute, in particolare, nelle piccole e medie imprese (1998, O.M.S.).  L’interesse per questo tipo di organizzazioni è giustificato dal fatto che in tutta Europa il 50% della forza lavoro è impiegata in questa tipologia di azienda. Per cui promuovere salute in tali contesti è importante al fine di garantire il benessere non solo dei lavoratori e dell’organizzazione, su cui si attua l’intervento di promozione, ma in modo indiretto anche delle famiglie di questi e della società a cui essi appartengono.
    Seppure con il memorandum di Cardiff (1998) e successivamente con la Dichiarazione di Barcellona (2002) l’O.M.S. ha invitato le organizzazioni a sposare una politica aziendale che promuova la salute, difficilmente i manager esplicitano una domanda di questo tipo. Solitamente le organizzazioni richiedono una consulenza, ad un esperto psicologo, in un momento di difficoltà o di crisi e tale richiesta molto spesso è di tipo “riparativa” (E. Schein, 1992). Lo psicologo della salute deve cogliere la domanda proponendosi, come punto necessario alla consulenza, la possibilità di ridefinirla insieme al consultante. Tale ridefinizione è necessaria ad individuare obiettivi che tengano conto del benessere del singolo e dell’intera organizzazione. Gli interventi di psicologia della salute si caratterizzano per diversi elementi: ruolo delle persone coinvolte nell’intervento (psicologo, committente, utenti); modalità messe in atto; un’attenzione alle risorse dell’individuo e del contesto. Il ruolo che lo psicologo della salute assume nel corso dell’intervento è quello di agente di cambiamento che si muove in una visione integrativa che tiene conto delle caratteristiche del contesto  ed evita la somministrazione “del pacchetto di tecniche” (Braibanti P., 2002). Egli mette a disposizione del committente e degli utenti le proprie competenze senza, con questo, sostituirsi ad essi nelle scelte da compiere. Difatti i soggetti, tramite una modalità di intervento partecipativa e collaborativa, vengono coinvolti nel processo come protagonisti attivi in quanto ritenuti in grado di collaborare con lo psicologo per fare un’adeguata analisi della situazione.
In un intervento rivolto ad un’organizzazione è necessario considerare il singolo come sistema inserito in macrosistemi (gruppo di lavoro, azienda, società) ed è fondamentale tenere conto delle relazioni che intercorrono tra essi (Zani B. e Cicognani E., 2000).
Lo psicologo della salute è portato ad individuare come punto focale del proprio intervento l’aiutare i soggetti a riconoscere e potenziare le proprie risorse e quelle del contesto di appartenenza. In questo modo i soggetti sperimenteranno situazioni in cui si sentono in grado di agire e di modificare, nel momento in cui lo ritenessero utile, l’ambiente in cui si trovano. Tale modalità di intervento fa riferimento al costrutto di empowerment che viene definito da Rapaport come un processo che permette ad individui, gruppi e comunità di aumentare la capacità di controllare attivamente la propria vita.
 
Bibliografia
Braibanti, P. (2002) Pensare la salute, Orizzonti e nodi critici della Psicologia della Salute, Franco Angeli, Milano.
 
Cicognani E. (2002) Psicologia sociale e ricerca qualitativa, Carocci Editore, Roma.
 
O.M.S. (1998)  Cardiff Memorandum. La promozione della salute nella piccola e media impresa nell’unione eurepea;  http://www.ispesl.it/whp/index.asp.
 
O.M.S. (2001)  Dichiarazione di Lisbona. Nuove strategie per il miglioramento della salute nelle piccole e medie imprese; http://www.ispesl.it/whp/index.asp.
 
O.M.S. (2002) Dichiarazione di Barcellona. Per lo sviluppo di una buona pratica di promozione della salute nei luoghi di lavoro; http://www.ispesl.it/whp/index.asp.
 

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