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Diritto amministrativo

Il governo si "accanisce" contro i pensionati

Incostituzionale anche la proposta del ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo

Il governo si "accanisce" contro i pensionati - Incostituzionale anche la proposta del ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo

Dopo il rifiuto di restituire gli adeguamenti illegittimamente negati, sembra che il Governo, con la scusa di colpire le c.d. “pensioni d’oro”, vorrebbe ora ricalcolare tutte le pensioni (o almeno quelle superiori ai 2.000 euro mensili) con il metodo contributivo sulla base dei contributi versati. 

Con un taglio dal 20% al 50% per circa 7.000.000 di pensionati. 

Va chiarito che un ridimensionamento delle c.d. “pensioni d’oro” debba essere fatto; ma ciò non può essere l’alibi per colpire milioni di pensionati. 

 

La Corte ha ripetutamente chiarito che con il rispetto dei principi di “affidamento” e di “ragionevolezza” si possono incidere diritti già accordati dalla legge, ma solo a precise condizioni

- che il prelievo riguardi tutti i contribuenti e non sia limitato ad una categoria, o peggio, ad una parte di una sola di categoria (art. 3 e 53 Cost. – sentenza n. 116/2013 Corte Cost.); 

- che il prelievo debba avere una durata breve e predeterminata (sentenza 241/2012); 

- che il prelievo debba essere “ragionevole” e non colpire in modo eccessivo il diritto del cittadino (Corte Cost. 264/2005 – 209/2010) 

 

Non ha importanza, quindi, quali siano il metodo usato e le motivazione addotte per effettuare il prelievo (nel caso in questione il ricalcolo contributivo). 

Conta solo che detto prelievo risponda alle tre suddette condizioni. 

Ma il taglio delle pensioni con il sistema del ricalcolo contributivo non risponde a nessuna delle tre suddette condizioni

 

Ci si deve rassegnare alle attuali diseguaglianze

Certamente no; la stessa Corte ha indicato più volte la strada da seguire che è quella del 2° comma dell’art. 53 che pone il principio della progressività dell’atto impositivo, nel senso che il prelievo non deve essere uguale per tutti: da una aliquota molto bassa per i redditi di livello minore si passa progressivamente ad una aliquota molto alta per i redditi di livello maggiore. 

Con il risultato di ottenere la partecipazione di tutti i contribuenti al reperimento delle somme necessarie e di colpire in maniera più pesante le pensioni, gli stipendi, i vitalizi, le indennità e i redditi che superino un certo livello. 

Ottenendo così un buon gettito fiscale e il rispetto dei principi di “solidarietà” e “giustizia sociale” previsti dalla Costituzione. 

 

Perché questo accanimento contro i pensionati

Giustificato è il sospetto che sia più facile colpire milioni di cittadini indifesi piuttosto che i grandi evasori e le centrali finanziarie speculative. 

Ma gli Uffici legislativi della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia leggono le sentenze della Corte? 

Il dubbio è che non le leggano; o che le leggano ma non le capiscano; o che leggano, le capiscano e predispongano le leggi in modo che siano eliminate dalla Corte……… 

Ottenendo così un immediato effetto politico propagandistico, ma salvaguardando contemporaneamente i loro redditi e le loro pensioni.Ponendo a carico dello Stato la restituzione di quanto sottratto illecitamente, più interessi e rivalutazione monetaria.

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