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Il bilancio super-semplificato, un`analisi

La Direttiva 2013/34/UE recepita dal D.Lgs 139/2015, ha introdotto un nuovo schema di bilancio notevolmente più semplificato rispetto ai precedenti

Il bilancio super-semplificato, un`analisi - La Direttiva 2013/34/UE recepita dal D.Lgs 139/2015, ha introdotto un nuovo schema di bilancio notevolmente più semplificato rispetto ai precedenti

Con la precedente circolare dello scorso 10 settembre 2015, abbiamo introdotto l’argomento riguardante la redazione del bilancio semplificato destinato alle società di capitali che realizzino un attivo patrimoniale inferiore ad €. 175.000, un volume di vendite fino ad €. 350.000 e una media annuale di 5 dipendenti. 

 

Nella circolare odierna andiamo ad analizzare le singole voci statuite dal nuovo articolo 2435-ter. 

 

Prima di procedere, per dovere di cronaca, riportiamo di seguito lo schema minimo del prospetto di bilancio composto da Stato Patrimoniale a sezioni contrapposte e del Conto economico a struttura verticale previsto dall’art. 36 della Direttiva n. 2013/34/UE pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 29/06/2013 recepita dal Dlgs. 139 del 18/08/2015: 

 

Stato Patrimoniale: 

Attivo: 

Capitale sottoscritto e non versato 

Costi di impianto e di ampliamento 

Immobilizzazioni 

Attivo circolante 

Ratei e risconti 

 

Patrimonio netto e Passività: 

Patrimonio netto 

Fondi 

Debiti 

Ratei e risconti 

 

Conto economico: 

Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni 

Altri proventi 

Materie prime e sussidiarie 

Costi del personale 

Rettifiche di valore 

Altri oneri 

Imposte 

Utili/perdite 

 

Passando all’analisi delle voci contenute nel prospetto, rispetto al bilancio in forma abbreviata di cui all’art. 2435-bis, la prima voce dell’Attivo patrimoniale rileviamo la soppressione dell’obbligo di indicazione della parte di capitale sottoscritto e non versato richiamato rispetto a quello non richiamato. Per quanto riguarda le immobilizzazioni, l’evidenziazione dei costi di impianto e di ampliamento, mentre tutte le altre immobilizzazioni: immateriali, materiali e finanziarie sono raggruppate in unica voce. Se la precedente normativa prevedeva l’esposizione dell’importo contabile di acquisizione con l’evidenziazione del relativo fondo di ammortamento, ora provvederemo ad esporre le singole voci già al netto degli ammortamenti. 

 

Il contenuto dell’Attivo circolante rimane invariato, mentre si procederà alla rilevazione dei soli ratei e risconti diversi da quelli relativi alla voce “iv) altri oneri” del conto economico. 

 

Nel passivo troviamo il Patrimonio netto che riepiloga tutte le sue componenti: capitale sociale, riserve e risultato d’esercizio. I Fondi, incluso TFR e fondi rischi vari. La voce Debiti riepiloga i fornitori, debiti tributari, previdenziali, debiti diversi. 

 

Anche per i ratei passivi vale la regola della rilevazione dei soli ratei e risconti diversi da quelli relativi alla voce “iv) altri oneri” del conto economico. L’unica evidenziazione da operare sono i debiti e i crediti con scadenza maggiore di 5 anni. 

 

Rammentiamo che l’esonero dalla compilazione della nota integrativa interviene a patto che in calce allo stesso Stato Patrimoniale vengano fornite le seguenti informazioni: 

 

- L’importo complessivo degli impegni finanziari, garanzie o passività potenziali, nonché impegni nei riguardi di imprese affiliate o collegate; 

- L’importo delle anticipazioni o dei crediti concessi ai membri dell’organo amministrativo, nonché gli impegni assunti per loro conto per effetto di garanzie; 

- Le azioni proprie acquistate e detenute in portafoglio (nel caso di s.p.a.). 

 

Se lo Stato patrimoniale è stato solo parzialmente modificato, è il Conto economico che ha subito le maggiori modifiche rispetto ai precedenti prospetti di cui agli artt. 2424 e 2425 del c.c., tanto da essere stato letteralmente stravolto. Nella precedente configurazione, sia essa ordinaria che abbreviata, il conto economico era composto da 5 sezioni contrassegnate da lettere maiuscole dalla A alla E, oltre alla rilevazione delle imposte d’esercizio e del risultato netto. Nella nuova configurazione abbiamo semplicemente 8 voci contrassegnate dai numeri romani da i) a viii). I ricavi e i proventi sono riepilogati nelle due voci contrassegnate da i) e ii), mentre i costi sono nelle sei voci da iii) a viii). 

 

Procediamo quindi ad un’analisi più ravvicinata: nella voce i) abbiamo i Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni. La voce comprende sia i Ricavi d’esercizio che le variazioni dei prodotti in corso di lavorazione e dei lavori in corso su ordinazione. Qualche dubbio permane per gli incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni, però non si vede altra allocazione. 

 

La successiva voce ii) Altri proventi, oltre che i proventi diversi classici: plusvalenze e sopravvenienze ordinarie, risarcimenti, riaddebito costi e spese, ecc., conterrà anche i proventi finanziari e quelli straordinari. 

 

Passiamo ora alle voci di costo: nella voce iii) Materie prime e sussidiarie saranno ricomprese, oltre alle materie prime, sussidiarie, merci, anche le variazioni di magazzino per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci. 

 

Nella successiva iv) Costi del personale saranno riepilogate tutte le voci del n. 9) costi per il personale. 

 

Se per le voci sinora elencate si adotterà un segno matematico + per i) e ii) e il segno – per iii) e iv), per la voce v) Rettifiche di valore, è possibile che il saldo abbia indifferentemente sia il – che il +, in quanto ci possono essere delle rivalutazioni di importo superiore alle svalutazioni e agli ammortamenti di beni immateriali, materiali e degli accantonamenti. 

 

L’ultima voce prima delle imposte e del risultato d’esercizio, è la vi) Altri oneri. Questo è il classico calderone dove finiscono tutti quei componenti negativi di reddito che non abbiamo ancora elencato: i costi per servizi e per godimento dei beni di terzi, gli oneri diversi di gestione, gli oneri finanziari e gli oneri straordinari. 

 

Infine alla posizione vii) indicheremo le imposte che potranno avere anche loro segno – o + a causa delle imposte differite o anticipate e viii) utile o perdita d’esercizio. 

 

Questa rivoluzione, come già accennato, porterà sicuramente ad una riduzione dei costi di redazione del bilancio, dall’altra però porterà notevoli complicazioni a livello bancario in quanto tutti i programmi di analisi di bilancio sono stati elaborati sul modello del bilancio in forma ordinaria e quello in forma abbreviata. Gli Istituti bancari, a maggior approfondimento delle voci componenti lo schema di bilancio, chiederanno quindi all’imprenditore ulteriori informazioni che non sono reperibili nei prospetti forniti, anche dovuto alla mancanza della nota integrativa. 

 

Altro problema da risolvere è il calcolo della deducibilità degli interessi passivi, peraltro non sono evidenziati in bilancio, così come il ROL (Risultato operativo Lordo) che si ricava da A – B del conto economico, al lordo degli ammortamenti materiali e immateriali e dei canoni di locazione finanziaria dei beni strumentali. 

 

Se il passaggio da bilancio in forma abbreviata a quello in forma ordinaria rimane abbastanza agevole in quanto l’abbreviato costituisce una sintesi dell’ordinario, grossi problemi si riscontreranno con il passaggio da semplificato ad abbreviato o da semplificato ad ordinario, soprattutto per quanto concerne il conto economico e in particolare per la compilazione della nota integrativa, in quanto, come già detto e dimostrato, le voci di ricavo e di costo sono riclassificate diversamente. 

 

Sarà opportuno che vengano dati chiarimenti sul comportamento da tenere. Alla luce della situazione attuale, è opportuno che le aziende adottino da subito, a prescindere dai limiti dimensionali, il bilancio in forma abbreviata, con buona pace degli Istituti bancari e per non aumentare le difficoltà di redazione del modello UNICO SC già di per sé non semplice.

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