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Illegittimo il precariato nella scuola

Orientamento favorevole alla stabilizzazione espresso dalla Corte di Giustizia Europea nella sentenza n. 22 del 26/11/14

Illegittimo il precariato nella scuola - Orientamento favorevole alla stabilizzazione espresso dalla Corte di Giustizia Europea nella sentenza n. 22 del 26/11/14

Dopo la sentenza del 26/11/2014 della Corte di Giustizia Europea, risulta acclarata l’illegittimità della reiterazione dei contratti a tempo determinato  nella scuola. Nella sentenza è evidenziata in maniera precisa  la contrarietà della normativa nazionale al diritto dell’Unione Europea.   

In particolare la Corte rileva che la normativa italiana non prevede alcuna misura che limitasse la durata massima totale dei contratti o il numero dei loro rinnovi nel settore “scuola”, né prevede misure equivalenti sanzionatorie. 

 

Dopo la pronuncia europea, i Giudici nazionali si sono espressi stabilizzando i docenti precari ricorrenti ed hanno ritenuto che la stabilizzazione del contratto di lavoro del personale della scuola statale sia l'unica misura effettiva, adeguata, equivalente e sufficientemente dissuasiva per prevenire e punire l'uso abusivo di una successione di contratti a tempo determinato. 

 

In pratica i giudici nazionali, in ottemperanza  al principio di prevalenza del diritto comunitario,  hanno disapplicato le norme scolastiche interne ostative, riconoscendo la costituzione del rapporto di lavoro in uno a tempo indeterminato per avvenuto superamento dei 36 mesi di lavoro precario o in alternativa hanno disposto il diritto al risarcimento del danno, quantificato in base al numero di anni di precariato. 

 

Tutti i docenti che abbiano sottoscritto con l’amministrazione contratti, su posto privo di titolare, per più di 36 mesi, possono ancora presentare ricorso al Giudice del lavoro  per il riconoscimento della conversione/costituzione del rapporto di lavoro in uno a tempo indeterminato, oltre al risarcimento dei danni.

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