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Ingegneria per l`ambiente e il territorio

Sversamenti di Idrocarburi nel porto di Genova

Punto sullo sversamento di idrocarburi nel porto di Genova

Sversamenti di Idrocarburi nel porto di Genova - Punto sullo sversamento di idrocarburi nel porto di Genova

L'aumento dei traffici marittimi ha attirato l'attenzione pubblica verso l'impatto ambientale di questo tipo di trasporto. Negli ambienti che per caratteristiche intrinseche hanno uno scarso ricambio idrico ed un basso livello di ossigenazione delle acque, come le zone portuali, il problema degli scarichi a mare – accidentali o operativi, connessi cioè con le operazioni di carico/scarico, di bunkeraggio o di lavaggio – di sostanze contenenti idrocarburi ha una grande rilevanza. Gli idrocarburi possono creare un film sottile che ostacola l'ossigenazione delle acque, impedendo il normale svolgersi delle operazioni naturali e  generando costi esterni a carico di tutta la collettività, con effetti anche a lungo raggio su flora e fauna marina e costiera e con ricadute sulle economie locali. 

 

La Comunità Europea ha emanato la Direttiva 2000/59/CE, stabilendo il divieto per qualunque tipo di nave di scaricare in mare. Lo Stato Italiano si è allineato con il Decreto Legislativo 182/03, in cui è sancito l'obbligo per tutti i porti di fornirsi di impianti per la raccolta dei rifiuti di origine navale, sia solidi che liquidi e per tutte le navi di conferire in ciascun porto di scalo i rifiuti prodotti prima di salpare. 

Con il Regolamento per la Gestione dei Rifiuti l'Autorità Portuale di Genova ha programmato un servizio che per capillarità ed efficienza è stato indicato come BEST PRACTICE dalla Commissione Europea. 

Nello scalo genovese sono stati installati due punti di raccolta e trattamento delle acque di sentina, di zavorra e di lavaggio: uno è situato a Calata Oli Minerali, il secondo, riservato alle petroliere, è nel Porto Petroli Multedo. Rispettivamente essi hanno capacità di stoccaggio 28.000 e 25.000 m3, depurazione 60.000 m3 e 50.000 ton/anno per oltre 6.000 ton di oli recuperati. 

Tali impianti, dimensionati in base ai dati di raccolta di rifiuti liquidi negli anni passati, con un ampio margine di sicurezza, sono oggi in grado di accogliere i reflui provenienti dai porti di Savona, Civitavecchia e Venezia, che non sono attrezzati in tal senso. Inoltre i serbatoi di stoccaggio del Porto Petroli di Multedo possono essere utilizzati come punti di raccolta nel caso di sversamenti dovuti ad incidenti rilevanti. 

 

In linea con i dettami della Commissione Europea, per invogliare il maggior numero possibile di navi ad un comportamento virtuoso, è stata stabilita una tariffa massima per il conferimento dei reflui di circa € 75 a utilizzo ed una sanzione per le navi che non fanno uso del servizio: visto che si deve pagare in ogni caso, è meglio pagare per un servizio che davvero si utilizza! 

Quanto detto sopra è valido per i grandi quantitativi – quindi per petroliere, navi mercantili o da crociera. Nel caso che utilizzatori privati vogliano disfarsi delle acque di sentina delle proprie imbarcazioni, si deve far riferimento al COOU – Consorzio Obbligatorio Oli Usati – che si occupa del servizio a titolo gratuito. I punti di raccolta sono indicati nella figura allegata. 

 

(dati elaborati a partire dal rapporto ISPRA “Traffico marittimo e gestione ambientale nelle principali aree portuali nazionali”, dal “Regolamento per la gestione dei rifiuti prodotti nelle aree demaniali marittime gestite dalla Autorità Portuale di Genova” e da dati statistici: http://www.porto.genova.it; dal sito di Amici  Per la Terra: http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=12&Itemid=238).

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Ing. Alessandro Cabella - Santa Margherita Ligure (GE)

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