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Responsabilità civile

Trasporto solidarietà del committente e Concordato

Il problema della solidarietà del committente nel pagamento del subvettore quando il primo vettore è in concordato in bianco - Problemi e Soluzioni

Trasporto solidarietà del committente e Concordato - Il problema della solidarietà del committente nel pagamento del subvettore quando il primo vettore è in concordato in bianco - Problemi e Soluzioni

L'attuale situazione di crisi economica porta sempre più imprese ad utilizzare lo strumento del concordato in bianco per tentare di sanare la propria situazione debitoria.

Poichè la procedura di concordato in bianco è una vera e propria procedura concorsuale, il primo effetto della presentazione del ricorso è quello di paralizzare tutte le azioni esecutive in essere e impedire che vengano iniziate nuove esecuzioni  nei confornti dell'azienda. Pertanto tutti i creditori dell'azienda, che accede alla procedura di concordato, non possono compiere nessun atto per recuperare il proprio credito.

Quando però ad accedere al concordato (o ad altre procedure concorsuali) è un'azienda di Trasporto che utilizza subvettori, per questi ultimi vi è una speranza in più di recuperare i propri crediti senza attendere l'esito della procedura di concordato.

A favore dei subvettori, infatti, l'art 7 ter del Dlgs 286/05 dispone una responsabilità solidale tra il vettore che ha assegnato il trasporto al subvettore ed il committente effettivo dei trasporti, per il pagamento dei compensi dovuti al subvettore; rinosce altresì al committente, che provveda al pagamento diretto , l'azione di rivalsa nei confronti del vero debitore.

Ciò detto pertanto, nell'ipotesi in cui il primo vettore depositi ricorso per concordato in bianco o addirittua fallisca, il subvettore sfruttando le previsioni dell'art. 7 ter Dlgs 286/05 può rivolgersi direttamente al committente, onde ottenere il pagamento dei propri crediti, andando così ad aumentare considerevolmente le proprie possibilità di incasso.

Più complicata è la posizione del Committente il quale si vede chiamato a pagare un debito non suo, che mangari non sapeva neppure esistere, senza sapere come poi recuperare tali importi da un'azienda in concordato o fallimento.

Ricevuta la richiesta di pagamento diretto da parte del subvettore il Committente si potrà trovare in due distinte situazioni:

1) Il committente ha già in precedenza pagato il primo vettore

In questo caso stante la portata della citata norma che crea un vero e proprio obbligo (solidale) in capo al committente per il pagamento del subvettore, il committente stesso si troverà a dover pagare anche il subvettore, andando così a duplicare il pagamento.

Unica possibilità per il committente di recuperare le ulteriori somme pagate al subvettore sarà quella di esercitare l'azione di rivalsa riconosciuta dall'art. 7 ter Dlgs 286/05, azione che dovendosi svolgere nei confronti di una procedura concorsuale subirà le limitazioni imposte dagli art 61 e 62 L.F.. La legge Fallimentare in materia di azioni di rivalsa, tramite surroga nei diritti del creditore concorsuale, verso la procedura, distingue l'ipotesi del pagamento effettuato prima dell'apertura della procedura concorsuale e l'ipotesi del pagamento effettuato dopo l'apertura della procedura. Nel primo caso il coobligato in solido potrà sempre agire in rivalsa verso la procedura anche a fronte di un pagamento parziale a favore del creditore dei coobligati. Nel secondo caso, invece, il coobligato potrà agire nei confronti della procedura solo ed esclusivamente se il pagamento sia stato sattifattivo delle pretese del creditore così che questi non possa più concorrere nel passivo per alcuna entità residua.

2) Il committente non ha ancora saldato il primo vettore

In questa seconda ipotesi il committente che venga chiamato dal subvettore al pagamento diretto, sarà senza dubbio agevolato nell'azione di rivalsa sulla procedura per il recupero delle somme versate al subvettore.

In questo caso infatti il committente, nei confronti della procedura, si troverà nella duplice posizione di creditore e debitore potendo così sfruttare la disposizione di cui all'art. 56 L.F, norma che prevede a favore dei soggetti che si trovino in tale duplice posizione, la possibilità di compensare le rispettive partite di debito e credito, indipendentemente dal momento in cui si produce l'effetto compensativo (ossia anche se il pagamento al creditore sia avvenuto dopo l'apertura della procedura), rilevando unicamente l'anteriorità alla procedura del fatto genetico dell'obbligazione ossia, nel caso in esame, del contratto di trasporto atto dal quale discende la responsabilità solidale del committente.

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Avvocati / Civile

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