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Diritto di famiglia

La Legge Regione Lombardia n. 31 del 05/10/2015

Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso

La Legge Regione Lombardia n. 31 del 05/10/2015 - Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso

L'elaborazione del nuovo testo della legge sulla pubblica illuminazione lombarda ha visto la partecipazione di diversi soggetti i quali hanno contribuito, attraverso le loro pregresse esperienze, a portare in evidenza le problematiche connesse al settore dell'ottimizzazione e dell'efficientamento del settore della pubblica illuminazione. 

 

Il testo normativo denominato anche “Legge luce” come ben esplicitato all’art. 1 si pone, in particolare, quale finalità il perseguimento del risparmio energetico mediante l’efficientamento e l’ammodernamento degli impianti d’illuminazione esterna nonché attraverso il contenimento dell’illuminazione artificiale, in linea con gli obiettivi di riduzione dei consumi definiti a livello comunitario dalla Direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012, recepita con il Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n. 102. Per poter perseguire tali finalità il legislatore regionale lombardo ha dedicato particolare attenzione all'utilizzo di materiali e tecnologie che consentano di garantire servizi ulteriori alla “semplice” illuminazione pubblica come, a titolo esemplificativo, il sistema di videosorveglianza delle aree pubbliche, la possibilità di ottenere una connessione Wi-Fi e di gestire le reti di illuminazione e gli impianti semaforici, secondo il cd. modello di “smart city”

 

L’art. 3 della Legge regionale definisce l’ambito di applicazione della stessa specificando che sono oggetto dell'intervento normativo tutti gli impianti e gli apparecchi di illuminazione esterna, con esclusione, in particolare, di quelli di modesta entità o temporanei e dei sistemi di segnalazione e di regolazione del traffico veicolare. Tutti i nuovi impianti d’illuminazione esterna dovranno essere progettati e realizzati in modo tale da garantire: la non dispersione del flusso luminoso oltre il piano dell'orizzonte; i requisiti di prestazione energetica che verranno definiti da apposito regolamento da emanarsi a cura della Giunta regionale; i requisiti relativi alla sicurezza fotobiologica; la non alterazione del ritmo circadiano; il rispetto delle esigenze di tutela della biodiversità e i diversi equilibri biologici. 

 

Come già anticipato è di fondamentale importanza la precisazione contenuta nell'art. 3 comma quinto ovvero che la proprietà degli impianti deve essere necessariamente pubblica

 

L'art. 4 comma secondo demanda alla Giunta regionale il compito di definire con un successivo regolamento le norme tecniche necessarie all'applicazione della legge. In particolare il regolamento dovrà stabilire le norme tecniche riguardanti le prestazioni energetiche minime, la dispersione del flusso luminoso oltre il piano dell'orizzonte, il sovradimensionamento rispetto al livello minimo di luminanza degli impianti di illuminazione, le modalità d'impiego degli impianti dedicati alle attività sportive, all'illuminazione dei monumenti, alle insegne e ad altri ambiti specifici. 

 

Ulteriore aspetto di notevole rilevanza è rappresentato dall'attenzione posta dal legislatore nazionale verso le forme di gestione aggregata del servizio di pubblica illuminazione e ciò fatti salvi gli obblighi di gestione associata delle funzioni fondamentali comunali ai sensi dell'articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 

 

L’art. 5 dispone che il SIT (Sistema Informativo Territoriale), previsto ai sensi dell’art. 3 della Legge regionale n. 12/2005, venga integrato con i dati relativi agli impianti di pubblica illuminazione esterna, forniti con modalità definite con decreto del Direttore regionale competente in materia di risparmio energetico; ai sensi dell’art. 5, comma 3, i Comuni sono tenuti a fornire i dati in loro possesso alla Regione e li aggiornano, con cadenza biennale, entro il 30 aprile di ongi anno. I comuni che non forniscono i dati entro diciotto mesi dalla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 2 saranno esclusi dai benefici economici regionali di settore, fino all'effettiva fornitura dei dati. 

 

La Legge regionale, inoltre, prevede la sostituzione del Piano regolatore dell’illuminazione comunale (PRIC) con il Documento di Analisi dell’Illuminazione Esterna (DAIE). Ai sensi dell’art. 6, i Comuni sono tenuti alla redazione e approvazione del DAIE definendo contestualmente le misure da attuare per l’efficientamento del sistema di pubblica illuminazione esterna ed elaborando un programma per l’acquisizione degli impianti di proprietà di soggetti terzi. 

 

In particolare in applicazione del DAIE, i comuni dovranno: determinare le misure e le azioni per assicurare il miglioramento delle prestazioni energetiche degli impianti di pubblica illuminazione esterna, con conseguente riduzione dell'inquinamento luminoso; perseguire la proprietà pubblica degli esistenti impianti di pubblica illuminazione esterna di rispettiva competenza e, a tal fine, tenuto conto dei contratti in essere, quantificare le risorse economiche indicandone le modalità di reperimento, ovvero stabilire i criteri per conseguire la ricostituzione della integrale proprietà pubblica degli impianti stessi; indicare i criteri di riferimento per regolare le concessioni per la realizzazione di nuovi impianti di pubblica illuminazione esterna, assicurando comunque la proprietà pubblica degli impianti stessi; determinare le misure e le azioni per promuovere e incentivare l'utilizzo degli impianti di pubblica illuminazione esterna per la fornitura di servizi integrati mediante materiali e tecnologie complementari ai sensi dell'articolo 2,comma 1, lettera o); promuovere, ove già non prescritto ai sensi della normativa vigente, forme di gestione associata del servizio di pubblica illuminazione esterna, anche per garantirne la migliore economicità. 

 

I Comuni lombardi sono altresì tenuti a definire misure e azioni per integrare gli impianti di pubblica illuminazione con tecnologie utili all’erogazione di servizi complementari, cd. Smart City. Si rileva, infine, che sono attribuiti ai Comuni compiti di controllo in materia di pubblica illuminazione esterna con possibilità di accertamento di violazioni della normativa vigente ed irrogazione delle sanzioni conseguenti. Gli eventuali costi correlati alle attività ispettive attribuite ai Comuni potranno trovare copertura dalla riscossione delle sanzioni. Ai sensi dell’art. 7, inoltre, il DAIE dovrà contenere: il censimento delle categorie illuminotecniche, dei flussi di traffico e degli indici di declassamento relativi al comparto viario presente sul territorio amministrativo; la ricognizione dello stato di fatto degli impianti di pubblica illuminazione esterna e dei dati di proprietà; la verifica della rispondenza ai requisiti normativi vigenti, con particolare riferimento agli aspetti inerenti alla sicurezza, e delle eventuali criticità; l'individuazione delle zone di particolare tutela dall'inquinamento luminoso, di cui all'articolo 9; l'identificazione delle opportunità per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli impianti di pubblica illuminazione esterna e la riduzione dell'inquinamento luminoso; l'individuazione della tempistica e delle modalità per perseguire la proprietà pubblica degli impianti esistenti di pubblica illuminazione esterna, tenuto conto dei contratti in essere, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, lettera b); l'identificazione delle opportunità per la realizzazione di linee di alimentazione dedicate per gli impianti di pubblica illuminazione esterna; l'individuazione della tempistica e degli interventi programmati per l'implementazione degli impianti di pubblica illuminazione esterna per l'erogazione di servizi integrati mediante materiali e tecnologie complementari; l'identificazione di modalità per la gestione associata del servizio di pubblica illuminazione esterna, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, lettera e). 

 

Il DAIE dovrà essere approvato entro due anni dalla data di entrata in vigore del regolamento di competenza della Giunta, pena l’esclusione dai benefici economici regionali di settore. Ai sensi dell’art. 8, i gestori degli impianti di pubblica illuminazione sono tenuti a comunicare i dati in loro possesso necessari ad integrare il Sistema Informativo Territoriale mentre l’art. 9 pone l’attenzione sulle misure da attuare per le zone di particolare tutela dall’inquinamento luminoso. 

 

L’art. 10 definisce le sanzioni, la cui irrogazione e riscossione sono di competenza dei Comuni, mentre l’art. 11 “Norme transitorie e finali” sancisce, in particolare, la vigenza di alcune disposizioni fondamentali della Legge regionale lombarda n. 17/2000 sino alla data di pubblicazione del Regolamento previsto all’articolo 4 e alla redazione dei DAIE, al fine di evitare un vuoto normativo.

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