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Trattamento di fine mandato degli amministratori

Le posizioni del legislatore e dell'Amministrazione finanziaria sul TFM

Trattamento di fine mandato degli amministratori - Le posizioni del legislatore e dell'Amministrazione finanziaria sul TFM

Ai fini fiscali l'art. 105 DPR 917/1986 al comma 4 ammette la deduzione dal reddito d'impresa degli accantonamenti relativi alle indennità di fine rapporto di cui all'art. 17 comma 1, lettera c), d) e f) DPR 917/1986. 

L'art. 17, sopra citato, alla lettera c) annovera le "indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2 dell'art. 49, se il diritto all'indennità risulta da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto. 

 

L'indennità di fine mandato riconosciuta dalla società ai propri amministratori è un costo fiscalmente deducibile, in quanto l'art. 105 DPR 917/1986 così stabilisce. 

L'Agenzia delle Entrate, con risoluzione 211/E del 22/05/2008, ha chiarito che il TFM è deducibile per competenza a condizione che risulti da data certa anteriore all'inizio del rapporto. In mancanca di data certa, la deduzione del costo avverrà nell'esercizio di effettiva erogazione. 

Più precisamente, la risoluzione afferma che il rinvio all'art 17 co.1 lettera c) DPR 917/1986 debba necessariamente ed esclusivamente intendersi quale specifico riferimento ai rapporti risultanti da data certa con la conseguenza che, per i rapporti che non soddisfano tale condizione, viene meno la deducibilità per competenza del relativo accantonamento di fine mandato. 

La prosizione dell'Agenzie delle Entrate non è assolutamente in linea con quanto stabilito dal legislatore che non ha in nessun modo condizionato la deducibilità alle stesse condizioni dell'art. 17, lettera c, DPR 917/1986. Ad oggi, dunque, la situazione risulta essere confusa, con una buona parte della dottrina, sostenuta dalla norma di comportamento dell'Associazione dei dottori commercialisti n. 180 del 2011, che continua a sostenere la non necessità di alcun documento avente data certa per rendere deducibile, per competenza, l'indennità di fine mandato e, dall'altra, l'Amministrazione Finanziaria in possesso di una propria presa di posizione ufficiale che continua a recuperare a tassazione le indennità di fine mandato non aventi data certa. Sul punto si ritiene che la richiesta di un documento con data certa rimanga comunque una forzatura, ma, per evitare inutili contenziosi, sarebbe consigliabile dotarsi di un documento che attesti la data certa. 

 

Ma come determinare la data certa? 

Per farlo si può fare riferimento a quanto indicato dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 10/E del 16 febbraio 2007 

- formazione di atto pubblico 

- l'apposizione di autentica, il deposito del documento a norma di legge o la vidimazione di un verbale, in conformità alla legge notarile 

- la registrazione o produzione del documento a norma di legge presso un ufficio pubblico 

- il timbro postale se lo scritto fa corpo unico con il foglio sul quale il timbro stesso è apposto 

- utilizzo di procedure di protocollazione o di analoghi sistemi di datazione che offrano adeguate garanzie di immodificabilità dei dati successivamente all'annotazione 

- l'invio del documento ad un soggetto esterno 

La norma di comportamento n.125/1995 diffusa dall'Associazione Nazionale dei dottori commercialisti di Milano ha ritenuto idoneo anche i seguenti strumenti per l'attribuzione della sata certa: 

- estratto notarile del libro delle deliberazioni o la vidimazione del libro stesso (art. 1 RDL n.1666 14 luglio 1937) 

- notifica rituale (ufficiale giudiziario o mezzi equipollenti) all'amministratore della delibera che gli conferisce l'indennità 

- invio con raccomandata della delibera in plico senza busta 

Nel caso in cui il TFM sia previsto direttamente nelle norme di funzionamento si considera integrato il requisito della data certa antecedente alla nomina degli amministratori anche con riferimento agli amministratori nominati nell'atto costitutivo.

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