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13enni & LinkedIn: in arrivo nuovi utenti!

Da social network b2b più famoso del mondo a sala giochi sul web?

13enni & LinkedIn: in arrivo nuovi utenti! - Da social network b2b più famoso del mondo a sala giochi sul web?

Molte le novità di LinkedIn soprattutto in questo ultimo periodo. Ottobre sarà ricordato per la sua nuova Chat. E novembre? Per i nuovi profili per i 13enni (età minima tredici anni). Tanto nuovi poi in realtà non sono, risalgono addirittura al 2013 e fortunatamente fino ad ora tale possibilità è stata pressoché snobbata dai più giovani. E quindi che novità sarebbe? 

LinkedIn con l’introduzione della nuova chat apre di fatto la porta del suo social network ai più giovani. Fino ad ora, anche se da un paio di anni è presente la possibilità di aprire un profilo per minori, di fatto LinkedIn non ha ottenuto molto appeal nei loro confronti, ma con l’arrivo degli emoji, l’invio di foto e video, ma soprattutto con l’introduzione di un nuovo sistema di messaggistica più fluido e immediato, proprio come una chat, il gioco è fatto! 

Ma non è finita qui, avrete notato quanto simili sono ormai diventati i profili di LinkedIn e Facebook? Prima è arrivata la possibilità di inserire più foto nel profilo, oltre a quella principale, poi l’immagine di copertina, a breve probabilmente anche i video. Dovrò decidermi a cambiare foto del profilo di Facebook, altrimenti non capirò più su quale social mi ritrovo! 

Scherzi a parte, di sicuro in questo modo il social network b2b più conosciuto nel mondo potrà iniziare anche ad attrarre i più giovani, puntando ad un aumento di utenti e di fatturato, diventando sempre meno LinkedIn e sempre più simile agli altri, ma la vera domanda da porsi non è tanto il perché, ma soprattutto se è pronto a tutto questo: gestire milioni di dati personali di minori garantendo la riservatezza e protezione di tali informazioni delicate, e soprattutto a monitorare e gestire la loro sicurezza

Mettiamolo subito alla prova! Nuovo profilo, con tanto di nome e cognome, indirizzo mail e password. E qui iniziano subito i primi problemi. Senza entrare nel merito dell'Informativa Privacy e relativa Cookie Policy, per la password sono richiesti almeno 6 caratteri e cosa c’è di più veloce e da tenere a mente? “123456”. Sono un minore, non dovrebbe essere previsto un sistema che obbliga all' inserimento di una password alfanumerica sicura di almeno 8 caratteri, di cui almeno una lettera minuscola, una maiuscola e un carattere speciale? Ma soprattutto, quando mi chiederà l’età? Nel frattempo i miei dati di minore sono già acquisti e passo al secondo step. 

Mi viene ora chiesto di inserire Nazione, CAP, Studente, Nome Scuola, Anno di Inizio e Anno di Fine Scuola; altri dati personali sono stati acquisiti. Passiamo al terzo step. 

Finalmente è richiesta la data di nascita, 14 anni, e a questo punto LinkedIn al quarto step cosa proporrà? Un sistema di autenticazione che possa tutelare un minore magari tramite l’inserimento di un indirizzo mail di un genitore? E’ quello che ci si aspetterebbe come minimo e invece no: “Importeremo la tua rubrica per suggerirti collegamenti e aiutarti a gestire i tuoi contatti”. Il Social chiede ad un minore che ha già di fatto creato un profilo di base senza nessun tipo di controllo di importare i suoi contatti che probabilmente saranno di altri minori. Dati di contatto importati e profilo creato. Più che un profilo specifico per minori è il solito profilo che può utilizzare anche un minore!

Attualmente LinkedIn è un Social utilizzato solo ed esclusivamente da adulti e senza controlli adeguati da parte della stessa piattaforma e dei genitori, i minori potrebbero essere esposti a rischi che purtroppo possiamo ben immaginare.

Anche quando il minore non accetterà la richiesta di collegamento potrà essere comunque raggiunto per mail anche se questa informazione non è pubblica nel suo profilo. In questi giorni abbiamo effettuato un test tramite un servizio di esportazione dati dal profilo di LinkedIn, risultato? Anche la mail viene comunque esportata verso un data base Excel oltre ad altri dati. 

Forse LinkedIn con l’introduzione di tutte queste novità, tra cui a breve anche quelle relative ai Gruppi di Discussione di cui parleremo prossimamente, nell' immediato rilascerà un nuovo sistema di creazione del profilo per i minori con l’inserimento del numero di tessera sanitaria di un genitore? Come accade peraltro negli USA. Oppure proporrà la sottoscrizione di quel nuovo Profilo da parte di un genitore con le stesse credenziali di autenticazione che utilizza per il proprio profilo LinkedIn? Come peraltro stanno suggerendo gli stessi Big Player del Web all’Unione Europea in fase di mediazione per la stesura definitiva del testo del nuovo Diritto Privacy UE. 

Noi non lo possiamo sapere, ma LinkedIn dovrebbe tener ben presente che la tutela dei dati personali soprattutto di un minore e la sua sicurezza sono doveri di chiunque a prescindere dalle attuali norme UE in materia di protezione dei dati personali. 

In primavera con l’arrivo del nuovo Regolamento Europeo in materia di Data Protection concetti quali Privacy by Design e Privacy by Default non saranno più solo principi tanto attesi, ma diverranno finalmente veri e stringenti obblighi da rispettare per la tutela e protezione delle informazioni personali di tutti noi. 

Nel frattempo non ci resta che sperare che LinkedIn sappia correre ai ripari nel più breve tempo possibile e che per ora continui a non essere oggetto di interesse da parte dei più giovani. Non ci resta che attendere.

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