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Architettura civile e immobiliare

Certificazione Leed nella ristrutturazione

L'esempio di una ristrutturazione di un edificio collocato in un centro storico italiano che ottiene la certificazione Leed a livello gold

Certificazione Leed nella ristrutturazione - L'esempio di una ristrutturazione di un edificio collocato in un centro storico italiano che ottiene la certificazione Leed a livello gold

Per un’architettura sostenibile credibile è fondamentale adottare un protocollo di certificazione autorevole, riconosciuto a livello internazionale. 

Nel caso della ristrutturazione del compendio universitario del Collegio Einaudi di Torino, ho adottato il protocollo Leed dell'U.S. Green Building Council. Alla fine l’opera è risultata certificata a livello Gold. 

E' il primo caso di ristrutturazione a Torino ad ottenere la certificazione Leed. 

In assoluto è il secondo edificio di Torino ad essere certificato Leed (il primo è il grattacielo Intesa San Paolo di Renzo Piano). 

 

Si è trattato di un processo articolato e complesso che ha coinvolto molti attori, sia nella fase di progettazione che in quella di esecuzione. Con il protocollo Leed vengono trattati anche aspetti legati alla fase di costruzione; l’approccio per garantire la sostenibilità di un intervento è completo. 

I crediti ottenuti per il raggiungere il livello gold sono distribuiti in tutte le aree di competenza della certificazione, dalla sostenibilità del sito (con la prevenzione dell’inquinamento da attività di cantiere), all’efficienza della gestione/consumo della risorsa acqua, dell’energia, dell’aria, dei materiali, della qualità degli ambienti interni, sino all’innovazione nella progettazione, ed alla priorità nell’uso di risorse locali. In Europa il 40% circa del consumo complessivo di energia primaria è riconducibile alle costruzioni, pertanto un progetto realizzato seguendo criteri di sostenibilità ambientale può ridurre o eliminare gli impatti negativi sull’ambiente. 

 

Per ottenere il livello gold della certificazione Leed il progetto è stato curato in dettaglio dalla base ctonia sino al rapporto dell’edificio con l’atmosfera. Per la copertura per esempio, la valutazione dell’effetto “isola di calore” ha portato a scegliere un materiale chiaro e riflettente (ottenuto per di più con una alta percentuale di materiale di riciclo). In questo modo si è ridotto il contributo che superfici scure e poco riflettenti invece hanno nel fare innalzare le temperature ambientali delle aree urbane (con la conseguenza di incrementare l’uso degli impianti di condizionamento dai quali derivano maggiori consumi di energia elettrica, emissioni di gas serra ed inquinamento atmosferico, oltre ad arrecare danno all’habitat di animali e piante). 

Particolare cura è stata posta alla riduzione del consumo di acqua ed energia, operando sia sulle componenti edili sia su quelle impiantistiche. 

L’edificio è stato completamente isolato con soluzione a “cappotto” (si tratta di un rivestimento integrale che comprende, oltre ai muri di facciata, davanzali, cornicioni e cornici). I serramenti sono stati sostituiti adottando per quelli esterni profili in alluminio (con alta percentuale di materiale di riciclo) a taglio termico, con vetrature a doppia camera basso emissive. 

 

Tra le varie soluzioni impiantistiche adottate vi è l’utilizzo di apparecchiature sanitarie a basso consumo per massimizzare la riduzione dell’uso dell’acqua (miscelatori a basso flusso, cassette di cacciata dual-flush che consentono di scegliere quanta acqua utilizzare per lo scarico del WC, etc.); l’impiego di una pompa di calore geotermica (che utilizza l’acqua di falda della città per mezzo di due pozzi di grande diametro), associata a pannelli radianti e di sistemi di recupero del calore dell’aria di piano per la massimizzazione dell’efficienza impiantistica a beneficio dell’ottimizzazione delle prestazioni energetiche e del comfort termico delle persone; l’installazione di collettori solari per la produzione dell’acqua calda ad uso sanitario (collettori ad elevata efficienza con piastra captante in rame); l’installazione di pannelli fotovoltaici in laminato flessibile per la produzione di energia elettrica; sistemi di controllo e regolazione individuale da parte degli occupanti dell’illuminazione e del comfort termico; utilizzo di lampade led, ed impiego di badge di presenza per l’accensione/spegnimento degli impianti. 

 

Tutti gli impianti sono sottesi, e gli ambienti controllati, in remoto, da un sistema di supervisione BMS (Building Management System). Questo sistema, oltre ad agevolare le operazioni di gestione e controllo degli impianti, e di personalizzazione delle prestazioni locale per locale, permette altresì un significativo risparmio dei consumi energetici. 

Il risultato finale è un edificio completamente rinnovato sia nei suoi organi vitali che nell’architettura, in un dialogo aperto con i suoi utenti e la città.

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L'autore Ŕ esperto in
Architettura civile e immobiliare

Luca Moretto Architettura - Torino (TO)

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Architetti / Architetti

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