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Diritto commerciale

La mediazione delle controversie civili

La concreta e valida alternativa ad un lungo, incerto e dispendioso procedimento giudiziario

La mediazione delle controversie civili - La  concreta e valida alternativa ad un lungo, incerto e dispendioso procedimento giudiziario

ll procedimento di mediazione delle controversie previsto dal d.lgs. n. 28/2010 altro non è che la consacrazione per legge dell’istituto giuridico in precedenza denominato conciliazione, che rientra nella più generale categoria degli A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) ossia degli strumenti di risoluzione delle controversie alternativi al tradizionale procedimento giudiziario.

I punti di forza del procedimento, che, giova evidenziarlo, non preclude comunque in caso di insuccesso il ricorso all’autorità giudiziaria,  si possono così sintetizzare:
- la  celerità, visto che il più delle volte la mediazione si conclude in  pochi incontri ed ha un durata massima di tre mesi, prorogabile solamente su accordo delle parti
- i costi contenuti rispetto a quelli di un eventuale giudizio,  noti a priori e rapportati al valore della controversia 
- l’essere la conciliazione, ove raggiunta, frutto di un accordo basato sui bisogni e gli interessi delle parti, anziché della decisione di un soggetto terzo, giudice od arbitro che sia
- l’assenza di formalità, in quanto l’iter viene adattato alle esigenze delle parti
- la riservatezza, sia riguardo alle dichiarazioni rese e ad alle informazioni acquisite nel corso del procedimento, sia in ordine ai contenuti dell’accordo conciliativo 
- il mantenimento delle relazioni tra le parti che, risolto il conflitto, potranno portare avanti i rapporti commerciali, spesso addirittura  in modo più proficuo di prima
- la creatività, dato che in linea di principio l’accordo conciliativo quanto a contenuto ha quale unico limite il rispetto dell’ordine pubblico e delle norme imperative, lasciando quindi spazio a soluzioni di fatto impraticabili in un eventuale procedimento giudiziale
- l’alta probabilità di successo, come confermato dalle statistiche dalle quali risulta che nella maggior parte dei casi il procedimento, quando viene effettivamente instaurato, si conclude con esito positivo e con risultati stabili nel tempo
- la valenza legale dell’accordo che, sottoscritto dai legali delle parti, costituisce titolo esecutivo al pari di una sentenza emessa all’esito di un ordinario giudizio.  


Il procedimento di mediazione consiste nell’attivita' svolta da un terzo imparziale, il mediatore,  finalizzata ad assistere le parti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione della controversia, sia nell’eventuale formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

L’utilizzo della mediazione è in generale utilizzabile liberamente in tutte le controversie relative a diritti per legge disponibili, a condizione ovviamente che tutte le parti coinvolte nel conflitto vi aderiscano:  è obbligatorio in quanto condizione di procedibilità del giudizio, nel caso che la controversia rientri in materia di condominio, diritti reali (proprietà, usufrutto, usucapione, compravendite immobiliari ecc.), divisione, successioni ereditarie e patti di famiglia, locazione, comodato e affitto di azienda, risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria, risarcimento del danno da diffamazione con mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari, finanziari.

La domanda di mediazione va presentata presso un Organismo abilitato ed iscritto in apposito registro istituito dal Ministro della giustizia, alla cui vigilanza è sottoposto.

Il ricorso alla procedura di mediazione comporta dei benefici fiscali, in particolare: 
a) l’esenzione dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura per tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione;
b) l’esenzione dall’imposta di registro del verbale di accordo entro il limite di 50.000,00. euro: oltre tale importo l’imposta è dovuta unicamente sulla maggior somma; 
c) qualora la mediazione sia condizione di procedibilità della domanda, l’esenzione dal pagamento delle spese all’Organismo per la parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
d) la possibilità di giovarsi di un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta all’Organismo per il procedimento di mediazione e, in ogni caso, 
fino a concorrenza di € 500,00. in caso di successo della mediazione:
fino a concorrenza di € 250,00. in caso di insuccesso della mediazione.

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