Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

Ingegneria edile e architettonica

Storia di un campanile

Storia di un campanile e dei bambini che volevano tornare a scuola. Come trasformare una calamità naturale in un`opportunità

Storia di un campanile - Storia di un campanile e dei bambini che volevano tornare a scuola. Come trasformare una calamità naturale in un`opportunità

C'era una volta ... 

Un re. Direte voi. 

No, un campanile. 

Un campanile? 

Sì, e per la precisione il campanile della Chiesa di S. Maria Assunta a Fabbrico

E che cos'ha di così particolare questo campanile? Semplice: il 20 e il 29 maggio del 2012, dopo essere rimasto bello diritto per alcuni secoli, ha deciso che le scosse di terremoto erano un po' troppo forti per lui, e così si è piegato, ma solo un poco, e si è, per così dire, attorcigliato, ma solo un poco. 

Abbastanza per accorgersene subito, però: Don Orazio, per primo, e poi anche il Signor Gianni. 

E per mandare un cestello su in alto per farlo osservare da vicino dal Geometra Matteo: e infatti la crepa c'era, anzi ce n'erano diverse, e tutte dicevano la stessa cosa: bisogna fare qualcosa o la scuola materna parrocchiale che sta proprio lì sotto non potrà più ospitare bambini, perché il pericolo che il campanile crolli è troppo grande. 

Anche il Sindaco la pensava così e ha ordinato ai bambini di stare lontani dalla loro scuola

E allora hanno mandato a chiamare un ingegnere, che sarei poi io, che, nonostante le molte primavere trascorse, di campanili non ne aveva mai aggiustati. 

Ma che cos'è un campanile se non una specie di matitona piantata per terra? 

E allora se la matitona si incrina, che cosa c'è di meglio che metterci dentro una bella anima di ferro

Ecco quello che ha pensato l'ingegnere e, detto fatto, si sono scattate tante foto, da tutte le posizioni possibili, si sono prese tante misure, con il metro, con la cordella, perfino con uno strumento dal nome difficile che di chiama teodolite, si sono misurati i mattoni, ci si è infilati dentro il campanile per una scaletta stretta stretta che, per colmo di sfortuna, non arrivava neanche a metà dell'altezza. 

E come si faceva ad arrivare in cima? Mistero. Forse una volta c'era una scaletta di legno, ma chissà i topi se la saranno mangiata... 

E poco alla volta si è capito come poteva essere fatta quell'anima di ferro, mettendo insieme dei pezzi abbastanza piccoli da non pesare troppo sulle spalle degli operai del Signor Romano. 

E allora si sono fatti tanti disegni, prima quelli a matita che li ho fatti proprio io, e poi con il computer e ci ha pensato l'Architetto Marcella. 

E tutti questi disegni sono stati spediti a Bologna in un posto che si chiama Direzione Regionale per i Beni Culturali, un po' la maestra delle chiese e dei campanili, quella che sta attenta che non si facciano male. 

E questa Direzione gli vuole così bene al campanile (e anche ai bambini) che in quattro e quattr'otto dice che va bene e, anzi, dice che se ci vogliono dei soldi per aggiustarlo (e ce ne vogliono) ci pensa lei a darli a Don Orazio. 

 

E così il Geometra Maurizio e il Signor Vincenzo si sono dati da fare, hanno chiamato gli operai, si sono infilati dentro il campanile che è proprio grande come una stanzetta per i nani e, anche se era agosto, hanno cominciato a lavorare. 

E lavora lavora, pezzo di ferro dopo pezzo di ferro, stando sempre attenti a non farsi male, dopo aver costruito una specie di castello tutto intorno al nostro campanile, hanno cominciato a salire su verso la cima aggiustando tutto quello che si doveva aggiustare. 

E un bel giorno sono arrivati in cima e da aggiustare non c'era più niente: era il 1° di ottobre, San Remigio. 

E qualche giorno dopo i bambini, con le loro maestre, hanno fatto una grande festa, hanno imparato questa stessa favola dalle fotografie di un grande striscione di benvenuto, hanno guardato in su il campanile con i suoi cerotti di ferro, lo hanno salutato senza più paura, e sono ritornati nella loro scuola. 

Morale della favola: il terremoto può essere brutto, ma spesso tira fuori dalle persone il meglio e le spinge a fare cose che non avevano neppure pensato di saper fare, e a farle addirittura senza perdere tempo! 

E il lieto fine è assicurato.

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilitā circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirā all'Autoritā Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta

L'autore č esperto in
Ingegneria edile e architettonica

Studio Associato Ing. Leopoldo Barbieri Manodori Arch. Marcella Mastropietro - Reggio Emilia (RE)

Studio Associato Ing. Leopoldo Barbieri Manodori Arch. Marcella Mastropietro

Ingegneri / Ingegneria Civile e Ambientale

Corso Giuseppe Garibaldi 2

42121 - Reggio Emilia (RE)

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo