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Diritto amministrativo

Benefici combattentistici per i militari

L’urgenza per i militari di tutelare il diritto al riconoscimento dei benefici combattentistici in attesa della sentenza della Corte Costituzionale

Benefici combattentistici per i militari - L’urgenza per i militari di tutelare il diritto al riconoscimento dei benefici combattentistici in attesa della sentenza della Corte Costituzionale

1. Il quadro normativo di riferimento
L’articolo unico della legge n. 1746/1962 dispone che “Al personale militare, che per conto dell’O.N.U. abbia prestato o presti servizio in zone d’intervento, sono estesi i benefici previsti dalle norme in favore dei combattenti”.
Con determinazione del 10.05.2013, lo Stato Maggiore della difesa ha individuato le “zone di intervento” con i rispettivi periodi di riferimento relativi alle singole operazioni svolte per conto dell’O.N.U.
Si noti come i benefici combattentistici spettino esclusivamente al personale che ha prestato servizio in zona d’intervento inquadrato nella “forza multinazionale” e non anche a quello inviato in quelle stesse aree per l’espletamento di compiti istituzionalmente devoluti all’Ente/Reparto di appartenenza.
2. Il quadro giurisprudenziale attuale
La questione relativa al riconoscimento del diritto ai benefici combattentistici è stata più volte portata all’attenzione dei giudici italiani, i quali non hanno però espresso uniformità di orientamenti.
In particolare, i giudici della Corte dei Conti e di diversi TAR hanno ritenuto che non sussistano fondate ragioni per escludere il diritto alla supervalutazione (prevista all’art. 3 l. n. 390 del 24.04.1950 e all’art. 18 del d.P.R. n. 1092/1973), in quanto – agli effetti pensionistici – il servizio svolto in “zone di intervento” per conto dell’O.N.U. è da ritenersi equiparato al servizio prestato in “campagne di guerra”.
Di senso contrario è, invece, il convincimento dei giudici della sezione IV del Consiglio di Stato (sentenza del 21.10.2014 n. 5172).
Alla luce del descritto contrasto di orientamenti, il TAR Friuli ha rimesso la questione relativa ai benefici combattentistici alla Corte Costituzionale.
Tuttavia, nelle more di un pronunciamento della Corte Costituzionale sul punto, la Corte dei Conti ha mantenuto costante il proprio orientamento, continuando a riconoscere al personale militare in quiescenza che ha prestato servizio in zone di intervento per conto dell’O.N.U. il diritto ad ottenere la rideterminazione del trattamento pensionistico con i benefici combattentistici previsti dall’articolo unico della l. n. 1746/1962, oltre interessi legali e rivalutazione, se dovuta.
3. Le azioni da promuovere
Per il personale militare non in servizio che ha svolto campagne d’intervento per conto dell’O.N.U. tra quelle individuate nell’elenco di cui alla circolare del 31.07.2013 del Ministero della Difesa è possibile promuovere ricorso innanzi alla Corte dei Conti nei confronti dell’INPS – Gestione Dipendenti Pubblici, al fine di chiedere l’accertamento del diritto alla rideterminazione del proprio trattamento pensionistico con i benefici previsti dalla l. n. 1746/1962, e quindi all’ottenimento degli arretrati, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, se dovuta.
Per il personale militare attualmente in servizio vi sono, invece, due possibilità:
a) promuovere ricorso innanzi al TAR al fine far accertare il diritto al riconoscimento dei benefici combattentistici; oppure
b) promuovere ricorso innanzi alla Corte dei Conti, al fine di accertare il diritto alla maggiorazione del servizio utile ai fini della maturazione del diritto alla pensione, ovvero all’accertamento del presupposto del diritto, da far valere successivmante in un futuro giudizio di tipo pensionistico.

Va evidenziato, però, come stante la pendenza della suddetta questione di legimittimità costituzionale, la decisione su un eventuale ricorso promosso innanzi al TAR potrebbe essere successiva all’atteso pronuncimento della Corte Costituzionale. Al contrario, la Corte dei Conti, mantenendo costante il proprio orientamento, ha continuato ad esprimersi in senso favorevole ai ricorrenti anche dopo la rimessione alla Corte Costituzionale della citata questione di legittimità costituzionale.
Nell’incertezza del verdetto che sarà emesso dalla Corte Costituzionale, è consigliabile, dunque, che il personale militare, in servizio o in quiescenza, coinvolto da questa vicenda provveda ad adottare ogni più opportuno rimedio giurisdizionale. 

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