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Agevolazioni INPS per i contribuenti forfettari

Gli imprenditori aderenti al regime forfettario hanno tempo fino al 28 febbraio per richiedere all'INPS le agevolazioni sui contributi minimi!

Agevolazioni INPS per i contribuenti forfettari - Gli imprenditori aderenti al regime forfettario hanno tempo fino al 28 febbraio per richiedere all'INPS le agevolazioni sui contributi minimi!

Anche nel 2016 è possibile per gli imprenditori aderenti al regime forfettario (di cui all’articolo 1 commi dal 54 all’89 delle legge 190/2014) fruire delle agevolazioni previste sulla contribuzione obbligatoria all’INPS; ma con connotazioni differenti rispetto a quanto avvenne nel 2015.

Facciamo una piccola cronistoria. Tutti gli imprenditori sono tenuti, indipendentemente dal reddito, a versare delle somme obbligatorie alla Gestione IVS dell’INPS, i cosiddetti “contributi minimi”. Per gli aderenti al regime forfettario, tuttavia, si scelse nell’anno del debutto di consentire loro una notevole agevolazione, ossia non essere tenuti al pagamento dei contributi minimi bensì solamente dei contributi calcolati sul reddito effettivamente conseguito dall’attività di impresa.
Con le modifiche apportate al regime dall’ultima legge di Stabilità, tuttavia, la normativa è cambiata profondamente a partire dal 2016. Tale esonero è stato del tutto soppresso, e i contribuenti forfettari sono tenuti a loro volta al pagamento dei contributi minimi; tuttavia, è loro consentito di optare per un’agevolazione di natura differente, ossia di ottenere uno sconto del 35%.

Come per l’anno scorso, anche quest’anno l’agevolazione si può ottenere solo presentando istanza telematica all’INPS entro il 28 febbraio. Per coloro che invece avviano l’attività nel corso del 2016, l’istanza deve essere presentata il prima possibile (l’INPS non indica, però, scadenze precise).
Non ha alcuna rilevanza aver fruito o meno dell’agevolazione prevista nel 2015, poiché ogni anno fa storia a sé e dunque l’istanza va presentata - o ripresentata - senza eccezioni. Analogamente, presentare l’istanza quest’anno non influisce in alcun modo sugli anni a venire.
Ogni contribuente interessato deve valutare attentamente se conviene o meno approfittare di questa possibilità. Com’è evidente, infatti, versare meno contributi oggi significherà avere di meno come pensione l’indomani.

Ma di che importi parliamo? Per il 2016 l’INPS ha ufficializzato che i contributi minimi sono pari a € 299,92 al mese per gli artigiani e € 301,09 al mese per i commercianti, con riduzione rispettivamente a € 261,05 e € 262,22 per i coadiuvanti con età inferiore a 21 anni.
Applicando lo sconto di cui parliamo, risulterebbero dunque i seguenti importi: € 194,95 al mese per gli artigiani e € 195,71 al mese per i commercianti, con riduzione rispettivamente a € 169,68 e € 170,44 per i coadiuvanti con età inferiore a 21 anni. Su questi valori, tuttavia, è meglio attendere una conferma ufficiale dell’INPS.
Se poi il reddito d’impresa supera il valore minimale di € 15.548 (su una durata di dodici mesi, altrimenti va ragguagliato per i mesi di effettiva attività), allora occorrerà versare in misura piena i contributi sull’eccedenza reddituale con l’aliquota del 23,10% per gli artigiani e del 23,19% per i commercianti (con riduzione di tre punti percentuali per entrambi i casi in caso di coadiuvanti con età inferiore a 21 anni), poiché, come detto, l’agevolazione riguarda esclusivamente i contributi minimi. 


Aggiornamento del 19/02/2016: con la circolare n. 35/2016, emanata oggi, l'INPS ha chiarito alcuni aspetti applicativi dell'agevolazione riservata ai contributi forfettari. Rispetto all'articolo pubblicato nei giorni scorsi ci sono due correzioni da fare: innanzitutto lo sconto del 35% è applicabile non solo sui contributi previsti sul minimale di reddito ma anche sulla quota di reddito che eccede il minimale; in secondo luogo, i contributi di maternità (che sono una componente interna ai contributi minimi) sono esclusi da ogni ipotesi di sconto. Tali contributi ammontano a € 0,62 mensili e dunque € 7,44 annuali. 

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