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Diritto del lavoro

Adozione del figlio del partner omosessuale

La Consulta dichiara inammissibile la questione sollevata dal Tribunale per i minorenni di Bologna in materia di adozione del figlio del partner gay

Adozione del figlio del partner omosessuale - La Consulta dichiara inammissibile la questione sollevata dal Tribunale per i minorenni di Bologna in materia di adozione del figlio del partner gay

La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi sulla delicata questione giuridica dell’adozione del figlio del partner da parte dell’altro componente della coppia omosessuale. La coincidenza temporale con i lavori parlamenti sul ddl Cirinnà e l’attualità dell’argomento hanno fatto si, inevitabilmente, che fossero puntati i riflettori sulla decisione della Corte ed in queste ore, all’esito della dichiarazione di inammissibilità della questione di legittimità avvenuta ieri, i giornalisti stanno creando grande enfasi intorno a tale pronuncia. 

 

Ma la Corte Costituzionale è davvero intervenuta sulla delicata disciplina delle adozioni del figlio del partner gay? 

Ad una più attenta lettura è immediatamente percepibile che la risposta è negativa. La Consulta si è limitata, infatti, a dichiarare inammissibile la questione posta dal Tribunale per i minorenni di Bologna lì dove ha ritenuto che, trattandosi nel caso di specie di una coppia in cui entrambe le partner sono cittadine americane ed in cui già sussiste una sentenza degli Stati Uniti con cui era stata disposta l’adozione del minore da parte della compagna della madre naturale, non doveva trovare applicazione la disciplina della cd. adozione internazionale (che riguarda le ipotesi di adozione di un minore straniero da parte di cittadini italiani) quanto piuttosto la procedura di riconoscimento di una sentenza straniera pronunciata tra stranieri

 

Il giudizio sulla legittimità costituzionale della l. n. 184/1983 e sulla facoltà del giudice di merito di valutare, nell’interesse del minore, l’opportunità dell’adozione anche in assenza di matrimonio riconosciuto dalla legge italiana (come attualmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso) rimane ancora, quindi, un capitolo aperto.

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