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Consulenza psichiatrica

Il malessere dell'uomo contemporaneo

Esiste un "nuovo" modo di soffrire psicologicamente? Quali sono le "essenze" del malessere psichico?

Il malessere dell'uomo contemporaneo - Esiste un "nuovo" modo di soffrire psicologicamente? Quali sono le "essenze" del malessere psichico?

La psicoanalisi è nata negli ultimi anni del 1800 sulla base dello studio e del tentativo di trattare i disturbi "Isterici". La "diagnosi" di Isteria a quel punto aveva uno stato di servizio di tutto rispetto, in quanto i primi documenti in cui si parla di questo disturbo risalgono a papiri egizi del 1800 a.c. Abbiamo quindi una "diagnosi" che perdurava da circa 4000 anni, passando attraverso la tradizione dei grandi medici-filosofi della grecia classica, Ippocrate in primo luogo, e restando costante nei secoli appunto fino alla fine dell'800. Fu Charcot a Parigi, uno dei primi maestri di Freud, a definirla in modo sistematico.
Ma curiosamente, dopo l'approccio psichiatrico di Charcot, e psicoanalitico di Freud, la diagnosi di Isteria venne a scomparire dall'uso psichiatrico, per diventare una parola di uso comune e fondamentalmente dispregiativa. Quando si diceva "è isterico", si intendeva qualcuno che fa la scena senza avere nulla.
Infatti nel DSM, il manuale diagnostico psichiatrico "moderno", si è inizialmente parlato di "Disturbo Istrionico di personalità" e non più di isteria. 


Ma non usare più il termine Isteria in modo scientifico cosa comporta? Che l'isteria non esiste più? Che le persone che soffrivano di isteria in realtà non soffrivano di nulla? Al di là delle etichette diagnostiche e di aspetti culturali, che di fatto possono anche venire a modificare l'espressività sintomatica del patire psichico, quale è l'essenza della sofferenza metale?
L'isteria è sempre stata definita una malattia "sine materia": il cercare una materia alla sofferenza mentale sembra però essere più un interesse dei medici, che devono costringere le loro osservazioni in una concettualizzazione "scientifica", che un utile mezzo per prendersi cura di chi soffre. In realtà ho scelto di parlare dell'isteria per introdurre il problema della sofferenza mentale in quanto questa "malattia" rappresenta un fenomeno che si presta a mettere in crisi molte apparenti certezze: infatti le manifestazioni "isteriche" oltre che a ritrovarsi lungo tutta la storia dell'umanità, secondo un iter temporale, vengono ad essere presenti anche in paesi e culture affatto diversi, dagli aborigeni agli indiani delle americhe, a popolazioni africane ed asiatiche, oltre che europee. E' quindi una condizione che si presta a mettere in risalto una universalità della sofferenza mentale che travalica tempi e luoghi. 


Credo che non a caso la psicoanalisi sia partita da lì, in quanto questa condizione, che oggi possiamo trovare espressa in una molteplicità di "diagnosi" - dall'attacco di panico all'anoressia, dalla nevrosi fobica al disturbo borderline di personalità, e forse anche in certe forme definite psicotiche - mette in risalto il nucleo della sofferenza mentale, che credo risieda nel fatto che l'uomo per sua intrinseca natura è in conflitto con se stesso. L'autocoscienza implica una fondamentale sofferenza determinata dalla consapevolezza del proprio destino, angoscia di base che determina il faticoso percorso che ognuno deve intraprendere per costruire individualmente il senso della propria vita, percorso intriso di difficoltà di fronte alle quali esistono momenti di blocco e di difficoltà, che sono quei momenti che vengono a determinare quelle situazioni che comunemente sono definite malattie mentali, disagio psichico, sofferenza mentale.
Cambiare i nomi alle cose, inventare nuove etichette è l'espressione del disagio di chi vorrebbe sconfiggere una sofferenza che non si può viceversa eludere, e che mette in scacco ogni tentativo di risolverlo radicalmente. Invece bisognerebbe imparare a trarre vantaggio dall'esperienza , e tramutare questo conflitto di base, irriducibile, in uno strumento che ci porta a crescere ed apprezzare la nostra esistenza, come dall'inizio dei secoli ci hanno per esempio insegnato gli artisti, che traggono proprio da questo conflitto lo stimolo per un processo creativo incessante, che ha determinato lo sviluppo e la costante crescita della nostra civiltà, della nostra capacità di essere civili.

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L'autore Ŕ esperto in
Consulenza psichiatrica

Dott. Luca Trabucco Psichiatra - Genova (GE)

Dott. Luca Trabucco Psichiatra

Psicologi e Psichiatri / Psichiatri

Via Del Bragone,12

16147 - Genova (GE)

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