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Bambini, privacy e Facebook

Ecco perché è altamente sconsigliato pubblicare foto di bambini piccoli su Facebook

Bambini, privacy  e Facebook - Ecco perché è altamente sconsigliato pubblicare foto di bambini piccoli su Facebook

La pubblicazione delle foto dei propri figli su Facebook, o in genrale on line, è una pratica che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, molte volte  è spinta da buone intenzioni, ovvero quella di fare partecipare amici e parenti lontani alla vita e alla crescita dei figli, condividendo in questo modo, attraverso le foto, momenti di vita del piccolo; altre da intenzioni meno nobili, ovvero quella di soddisfare l'ego dei genitori al fine di "guadagnare" un numero alto di mi piace.  

 

Qualunque sia l'intenzione, sia che sia nobile o meno, è altamente sconsgliato farlo. L' intrinseca caratteristica delle rete è di per se perocolosa, in quanto espone la foto ad un numero potenziali di destinatari non facile da individuare e controllare.Le misiure restrittive che i socal netwrok adottano in tema di privacy, molte volte non sono sufficienti a garantire  una limitata diffusione delle foto. Questo può comportare che le immagini  dei nostri bambini on line possono essere usate, anche con tecniche di fotomontaggio, per trarne materiale pedopornografico di varie genere da fare circolare nel nercato nero della pedopornografia. Operazione non certo infrequente dal momento che è provato che esistono vere e proprie organizzazioni che producono questo tipo di immagini a scopo di lucro. Ma non solo, a volte da una foto i maleintenzionati possono capire dove il bambino vive, a che ora viene accompaganto dalla madre in un determinato posto e altre abitudini, non scordiamci poi  che non è detto che il piccolo una volta che abbia raggiuntol'eta per potersi iscrivere  a Facebook  sia felice che la sua vita sia stata raccontata minuto per minuto attaverso la pubblicazione di foto. Non bisogna dimenticare poi il fatto che la pubblicazione di foto può  essere molto pericolosa per i minori  che sono stati concessi in adozione o allontanti da famiglie "pericolose" dal momento che la foto può diventare un canale di ricerca per rintracciare il bambino cosi che non possa più essere tutelato nella sua riservatezza ed a volte nella sua incolumità personale.  

 

Si capisce bene che, un uso sporpositato e poco attento da parte  dei genitori dell'utilizzo delle foto dei propri figli su Facebook, oltre a rappresentare una violazione evidente della privacy dei porpri figli, gli espone a tutti i pericoli  che tale violazione comporta, quali i furti d'identità e la vendita dei dati da parte  dei terzi, noche l'utilizzo delle foto per scopi pedopornografici. Non esiste ad oggi in Italia una legge che regolamenta il fenomeno, si fa riferimento alla Convenzione internazionale dei Diritti del Fanciullo che all'art 16  impone a tutti i soggeti e quindi anche alle famiglie, di collaborare per predisporre le condizioni affinchè i minori siano tutelati all'interno della società, e che vieta di sottoporlo a interferenze arbitrarie o illegali nella sua privacy. Ad oggi pertanto i veri difensori della privacy dei bambini devono essere i genitori, attravero una presa di coscienza che eviti di esporre irresponsabilmente i propri figli a siffatto genere di pericoli. Serve quindi più che uno strumento normativo una operazione culturale da effettuarsi attraverso piattaforme di ocmunicazione sociale e campagne di sensibilizzazione , al fine di rendere consapevoli riguardo ai pericoli che sono sempre in agguato nel mondo virtuale.

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