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Diritto immobiliare

Il legato di specie ed i rimedi giudiziali

I beneficiari di un legato di cosa specifica possono agire nei confronti dell’onerato con l’azione di rivendicazione ex art. 948 c.c

Il legato di specie ed i rimedi giudiziali - I beneficiari di un legato di cosa specifica possono agire nei confronti dell’onerato con l’azione di rivendicazione ex art. 948 c.c

Il legato, secondo l’art. 588 c.c., è una disposizione testamentaria a titolo particolare, con la quale un soggetto (testatore) attribuisce ad un altro (legatario) un determinato bene o un determinato diritto. 

 

Il legato si distingue in legato ad efficacia diretta (c.d. legato di specie) e legato di genere o quantità: il legato di specie ha normalmente ad oggetto un bene determinato o un diritto di credito del testatore, già esistente al momento dell’apertura della successione, mentre il legato di genere ha ad oggetto una cosa determinata solo nel genere: ad esempio, Tizio lascia a Caio 500 grammi d’oro. 

 

Secondo quanto stabilito dall’articolo 649 I comma codice civile “il legato si acquista senza bisogno di accettazione, salva la facoltà di rinunciare”; esso, pertanto, a differenza dell’eredità, non presupponendo alcun un atto di accettazione (espressa, tacita o presunta) da parte del beneficiario, si acquisisce ipso iure, anche senza la conoscenza dell’esistenza della disposizione testamentaria. 

 

In particolare, nel caso di legato di specie, dove “… oggetto del legato è la proprietà di una cosa determinata…appartenente al testatore, la proprietà…si trasmette dal testatore al legatario al momento della morte del testatore” (art. 649 II comma c.c.). 

 

Tuttavia, pur avendo il legato efficacia diretta, il legatario deve chiedere all’onerato il possesso della cosa legata, come disposto dall’art. 649 III comma c.c.: “Il legatario … deve domandare all’onerato il possesso della cosa legata, anche quando ne è stato espressamente  dispensato dal testatore”. 

 

Il codice civile individua espressamente nell’art. 662 c.c. la figura del soggetto onerato della prestazione di un legato, “Il testatore può porre la prestazione del legato a carico degli eredi ovvero a carico di uno o più legatari. Quando il testatore non ha disposto, alla prestazione sono tenuti gli eredi”. Qualora il de cuius non disponga nulla, l’obbligazione della prestazione del legato ricade direttamente in capo all’erede. 

 

Prima della domanda del possesso, il legatario non può immettersi nella disponibilità della cosa e, qualora entri in possesso della stessa senza il consenso dell'onerato, quest’ultimo potrebbe chiederne la reintegrazione con l'azione di spoglio o, quando ne ricorrono i presupposti, con quella di manutenzione; oltre a richiedere al legatario il risarcimento danni. 

 

Qualora l’onerato rifiuti di immettere nel possesso i beneficiari di un legato di cosa specifica esistente nell’asse ereditario, questi ultimi hanno la possibilità di agire nei confronti dell’onerato esercitando l’azione di rivendicazione ex art. 948 c.c.. 

 

Tale azione consente loro, in qualità di proprietari del bene, di rivendicarlo da chiunque lo possieda: “Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa…” (art. 948 c.c.) 

 

E’ notorio, infatti, che l’azione di rivendicazione ha carattere reale ed è fondata sul diritto di proprietà di un bene, di cui l’attore assume esserne titolare, esperibile di fatto contro chiunque lo possieda o lo detenga, al fine di ottenere il riconoscimento del diritto di proprietà e riaverne il possesso. 

 

Il legato ad efficacia diretta (c.d. legato di specie) consente al legatario di trasmettere il diritto acquistato ad altri, sia a titolo oneroso, sia a titolo gratuito, sia tra vivi sia a causa di morte, prima ancora di avere chiesto il possesso all’erede a norma dell’art. 3° comma dell’art. 649 c.c. ed i sui creditori possono agire sulla cosa legata come su qualunque altro bene del debitore, anche se il legatario non ne abbia ancora chiesto il possesso all’onerato. Mentre l’onerato non può alienare la cosa o il diritto legato, né sottoporlo a pesi, anche se il legatario non gliene ha chiesto il possesso, né i suoi creditori possono agire sulla cosa legata per il soddisfacimento delle loro ragioni. 

 

Se poi oggetto del legato è una cosa fruttifera, appartenente al testatore al momento della sua morte, i frutti o gli interessi sono dovuti al legatario dal momento della apertura della successione” (art. 669 comma I c.c.)

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