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Diritto tributario

ECCEZIONE SULLA DELEGA - Fisco battuto in diritto

L' Avviso di accertamento è nullo se la delega non è provata in contenzioso

ECCEZIONE SULLA DELEGA -  Fisco battuto in diritto - L' Avviso di accertamento è nullo se la delega non è provata in contenzioso

ECCEZIONE SULLA DELEGA -  Contro il  Fisco a volte  si vince anche in diritto 

 

Spesso i professionisti dimenticano di eccepire la regolarità della delega apposta sull’avviso di accertamento forse ritenendolo un eccessivo formalismo o addirittura un atteggiamento indisponente nei confronti della Commissione. 

Niente di più sbagliato e fuorviante , l’eccezione sulla delega fà parte del gioco delle parti e , a volte, può essere determinante ai fini dell’esito del giudizio. 

L’articolo 42 del Dpr 600/1973, infatti, prevede che gli accertamenti in rettifica e quelli d’ufficio sono portati a conoscenza dei contribuenti mediante la notificazione di avvisi sottoscritti dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Il legislatore ha poi previsto che l’accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione.
La norma prevede così che l’accertamento debba essere firmato dal «capo ufficio» o da «altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato» a pena di nullità, con la conseguenza che la stessa divenga un elemento necessario per la validità dell’atto, al pari della motivazione o dell’indicazione delle somme pretese. 

Spesso l’Agenzia deposita in contenzioso un semplice ordine di servizio  dal quale risultano solo le qualifiche di funzionari ai quali sono attribuite le deleghe e i relativi limiti quantitativi di loro competenza. 

Tutto ciò è assolutamente insufficiente infatti, quando un accertamento è sottoscritto non  dal Direttore Regionale o Provinciale ma da un di lui delegato, è necessario che il conferimento della delega sia motivato, nominativo e limitato nel tempo. 

Nella recentissima sentenza della Suprema Corte ( 22803/2015 presidente Cicala, relatore Chindemi), sono state stigmatizzate queste tre caratteristiche che la delega deve avere per potersi considerare valida e legittima. 

La stessa Suprema Corte ha poi anche affermato, con la suddetta sentenza,  che non è decisiva la modalità di attribuzione della delega, poiché la stessa può essere conferita con atto proprio o con ordine di servizio, a condizione però che siano sempre indicate  le ragioni della delega ovvero le cause che ne hanno resa necessaria l’adozione (quali carenza di personale, assenza, vacanza, malattia, eccetera); il termine di validità; il nominativo del soggetto delegato. 

In buona sostanza la delega non può essere in bianco in quanto una a siffatta condizione non consentirebbe al contribuente di verificare il potere di sottoscrizione dell’atto impugnato .
La Suprema Corte ha anche stabilito (Cass. n. 24492/2015) che sia onere del fisco  dimostrare il corretto esercizio del potere sostitutivo e l’assenza di vizi al riguardo, poiché il tutto attiene a  circostanze che coinvolgono direttamente chi detiene la documentazione, rendendo così difficile (o addirittura impossibile) per il contribuente accedervi e per il giudice attivare poteri istruttori, infatti la Suprema Corte con propria sentenza 10513/2008 ha stabilito che “a fronte del mancato assolvimento dell'onere probatorio da parte del soggetto onerato” “il Giudice tributario non è tenuto ad acquisire d'ufficio le prove in forza dei poteri istruttori attribuitigli dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, perché tali poteri sono meramente integrativi (e non esonerativi) dell'onere probatorio principale e vanno esercitati, al fine di dare attuazione ai principio costituzionale della parità delle parti nel processo, soltanto per sopperire all'impossibilità di una parte di esibire documenti in possesso dell'altra parte”. 

E’ dunque evidente come la nullità della delega si rifletta sull’atto impositivo. Necessita però prestare la massima attenzione a sollevare la relativa eccezione nell’atto introduttivo del ricorso in quanto il vizio in questione non può essere rilevato d’ufficio ad opera del giudice.
Infine la Cassazione (sentenza 24492/2015) ha poi anche precisato che l’eccezione del ricorrente non può ritenersi «formale ed irrilevante», poiché pone un tema di indagine decisivo che richiede uno specifico esame di merito a cura del giudice. Sarà quindi indispensabile insistere affinchè la delega venga depositata in giudizio e provvedere alla puntuale verifica dell’esistenza degli elementi ritenuti indispensabili dalla Suprema Corte al fine della validità della delega medesima.

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1 Commento

Vittorio Conti

06/04/2016 14:19

complimenti e grazie per la vostra pagina.

vittorio

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In risposta al commento di Vittorio Conti

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L'autore Ŕ esperto in
Diritto tributario

Avv.  Claudio Cosa - Milano (MI)

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Avvocati / Civile

Via Caccialepori 35

20148 - Milano (MI)

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