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Diritto penale societario

La responsabilità penale del gestore delle piste da sci

I gestori di pista da sci sono tenuti non solo a segnalare i tratti pericolosi della pista ma a renderli inaccessibli

La responsabilità penale del gestore delle piste da sci - I gestori di pista da sci sono tenuti non solo a segnalare i tratti pericolosi della pista ma a renderli inaccessibli

Il gestore di una pista da sci deve prestare la massima attenzione a tutti pericoli cui sono esposti gli utenti delle piste durante l’utilizzo della pista. Invero fin dall’ingresso tra l’utente ed il gestore è in essere un contratto con cui il primo attraverso il pagamento del biglietto è autorizzato ad utilizzare l’impianto ed il secondo permette che tale utilizzazione avvenga nel modo più sicuro possibile. Obbligo che si traduce nella effettiva manutenzione dell’impianto e con la individuazione di tutti i possibili pericoli che possono lungo il percorso palesarsi con relativa messa in sicurezza degli stessi. 

La Corte di Cassazione ormai consolidata  - Cass. sez. IV 11 luglio 237834 – ritiene che il gestore dell’impianto di sci rivesta una vera e propria posizione di garanzia penalmente rilevante che gli deriva non già e non solo dalla circostanza che la pratica sportiva dello sci è in re ipsa pericolosa ma a fortiori dalla circostanza che esiste un contratto concluso si ribadisce dallo sciatore che utilizza quella pista. 

Se fino ad oggi gli arresti della corte Suprema si sono soffermati su di una casistica che riguardasse i pericoli interni della pista ritenendo sempre configurabile la responsabilità dell’impresa di gestione di impianto di sci per mancata delimitazione della pista di tutte le opportune protezioni, recentemente la responsabilità va ampliandosi. 

Con sentenza– Cass. pen. IV 9.11.2015 – pres. Romis rel. Ciampi - gli Ermellini hanno esteso anche al di fuori dei pericoli interni alla pista la responsabilità del gestore dell’impianto di sci in quanto “il pericolo da prevenire” oggetto della posizione di garanzia non è solo quello interno alla pista ma si estende anche ai pericoli atipici cioè quelli che lo sciatore non si attende di trovare. Nel caso di specie vi era stato l’ingresso di uno sciatore da un fuori pista laterale che aveva utilizzato una sorta di piccolo trampolino di neve che aveva reso insufficiente la tenuta di sicurezza dei cordoli di protezione. 

A seguito dell’ingresso dello sciatore esterno l’utente della pista aveva riportato una serie di fratture ed una lunga degenza. La Corte di Cassazione con la sentenza citata ha consentito il risarcimento della vittima e la condanna del gestore dell’impianto. 

Una sentenza così maturata riporta alla mente il tragico fuori pista del campione di formula 1 Michael Schumacher. 

La procura Francese nell’episodio che ha riempito nel 2014 per giorni i mass media relativa all’incidente occorso al campione tedesco al fuori pista del dicembre 2013 archiviò il caso ritenendo che il fuori pista del pilota fosse  stato di sua esclusiva responsabilità e volontà. La procura francese ha ritenuto  in tal caso  che la segnaletica e le indicazioni di pericolo fossero sufficienti a tutelare gli utenti. 

In Italia ciò non sarebbe avvenuto. Il gestore sarebbe stato chiamato a conseguenze civili e penali in quanto la sua responsabilità non può fermarsi alla mera segnalazione del pericolo. 

Gli standard di sicurezza italiani obbligano i gestori di pista da sci non solo a segnalare i tratti pericolosi della pista ma ad isolarli completamente dalla irresponsabile fruizione degli utenti e circondarli con reti di protezione per prevenire e impedire l’accesso anche involontario al tratto considerato pericoloso. 

 

A fortiori in una evoluzione normativa che contempla la responsabilità penale dell’ente ex art. 231/2001 per attività societaria con profili di oggettiva pericolosità e rischio quali quelli degli impianti da sci appare ad oggi ineludibile la necessità di dotarsi di un modello 231 per la prevenzione dei reati e la possibilità di uscire indenni da responsabilità penali e civili che ne potrebbero provocare la chiusura ed il fallimento.

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