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Diritto di famiglia

Danno da perdita parentale anche per coppie omosessuali

Il Tribunale di Reggio Emilia ha riconosciuto il risarcimento del danno da perdita parentale alla convivente omosessuale della madre della vittima

Danno da perdita parentale anche per coppie omosessuali - Il Tribunale di Reggio Emilia ha riconosciuto il risarcimento del danno da perdita parentale alla convivente omosessuale della madre della vittima

Il caso di specie molto recente, deciso dal Tribunale di Reggio Emilia il 2 marzo 2016, offre notevoli e positivi spunti di riflessione, sempre nel solco dell’ampliamento dei diritti delle coppie gay. Nello specifico, si premette brevemente il caso: un ragazzo appena diciottenne decede a seguito di un sinistro stradale, lasciando i genitori separati (la madre conviveva con altra donna, con la quale aveva instaurato una stabile relazione sentimentale) ed i quattro nonni. 

 

Il risarcimento del danno da perdita parentale è stato riconosciuto sussistere ed è stato liquidato altresì alla compagna della madre, alla quale la vittima del sinistro era legato da relazione affettiva, tanto da considerarla come una “seconda mamma”.Importanti, se non addirittura eclatanti, le suggestioni offerte dal giudicante emiliano sulla controversia in oggetto, allorquando afferma testualmente: “... 

 

Legittimato a chiedere i danni “ iure proprio” è, quindi, colui che ha una duratura comunanza di vita e affetti con la vittima, dovendosi, in questo caso individuare il parametro costituzionale di riferimento nell’art. 2 Cost., che attribuisce rilevanza costituzionale alla sfera relazionale della persona, in quanto tale (Cass. Civ. 21-3-2013 n. 7128 rv 625496). Per formazione sociale di cui all’art. 2 Cost., “deve intendersi ogni rapporto relazionale idoneo a consentire e favorire il libero sviluppo della persona...  

 

Alla luce di tali orami consolidati principi giurisprudenziali deve ritenersi che il danno da lutto possa essere astrattamente richiesto da ogni soggetto legato da un saldo e duraturo rapporto affettivo con la cd vittima primaria, con cui vi sia comunanza di vita e di affetti...”. 

 

Il Tribunale prosegue sostenendo che occorra, tuttavia, verificare in concreto l’intensità ed i caratteri della relazione esistente, trattasi pertanto e senza dubbio di valutazione equitativa del danno che necessita di approfondita istruttoria, senza escludere in ogni caso il ricorso a prove per presunzioni.

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Diritto di famiglia

Avv. Valeria Panetta - Milano (MI)

Avv. Valeria Panetta

Avvocati / Civile

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