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Diritto del lavoro

Il Rigetto della Domanda INPS di Invalidità Civile

Quale Tutela in caso di Verbale Negativo?

Il Rigetto della Domanda INPS di Invalidità Civile - Quale Tutela in caso di Verbale Negativo?

Una Breve Premessa: Invalidità Civile e Provvidenze economiche 

Come è noto, per poter beneficiare delle provvidenze economiche previste dalla normativa vigente è necessario che venga effettuato, in sede amministrativa, l’accertamento dello stato di invalidità con la determinazione della relativa misura da parte della Commissione medica all’uopo preposta: si tratta del c.d. presupposto medico-legale

L’invalidità che dà diritto alle prestazioni assistenziali deve essere determinata da patologie – non soltanto fisiche ma anche esclusivamente psichiche e sensoriali – tanto congenite quanto sopravvenute nel corso della vita – che siano tali da comportare un danno funzionale ed una conseguente riduzione permanente della c.d. capacità lavorativa generica (art. 2, comma 2 - L.n.°118/1971). 

Le provvidenze economiche che possono essere erogate ai soggetti dichiarati invalidi civili sono: l’assegno mensile di invalidità, la pensione di inabilità civile, l’indennità di accompagnamento, l’indennità di frequenza

Vanno inoltre menzionate quelle prestazioni assistenziali la cui erogazione è connessa alla condizione di cieco civile o a quella di sordo ovvero a quella di sordocieca. In via esemplificativa, si tratta di: pensione di inabilità, indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti;  assegno a vita per i ciechi decimisti e indennità speciale per i ciechi parziali (c.d. ventesimisti); pensione non  reversibile per sordi; indennità di comunicazione sordomuti.  

  

L’esito negativo della fase amministrativa: Lo strumento giudiziale  

Come è noto, dal 01.01.2012, nei giudizi in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile (nonché handicap e disabilità; pensione di inabilità ed assegno di invalidità in regime assicurativo di cui alla legge n.°222/1984) è stato istituito l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio (da ora A.T.P.O.) avente per oggetto la verifica del requisito sanitario (o medico-legale, che dir si voglia), posto a fondamento della prestazione domandata. 

Come si evince dalla sua stessa denominazione, l’espletamento dell’A.T.P.O. rappresenta una condizione di procedibilità rispetto alla eventuale controversia previdenziale ordinaria. 

Il procedimento speciale inizia con il deposito di tempestivo ricorso avanti al Giudice del lavoro competente per territorio. Nella prima (ed unica) udienza, il giudice provvederà alla nomina del medico legale – e quindi di un soggetto terzo, necessariamente estraneo alla Commissione medica   Inps - che esaminerà il ricorrente-assistito, depositando la perizia medico-legale.   Successivamente al deposito della relazione peritale, il giudice provvederà a fissare un termine perentorio (non superiore a giorni trenta) entro il quale le parti dovranno, eventualmente, contestare le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio (c.d. dichiarazione di dissenso) e nel successivo termine perentorio di giorni trenta instaurare il giudizio previdenziale ordinario. In caso di mancata contestazione, il giudice provvederà alla omologa della perizia medico legale operata dal CTU, precedentemente nominato. Tale omologa, che ha veste formale di decreto, è insuscettibile di impugnazione e modificazione 

Tuttavia, al fine di evitare contenziosi inutili e di intraprendere iniziative giudiziali che possano suscitare false speranze agli Assistiti, si ritiene doverosa una precisazione in ordine all’utilizzo – rectius all’ammissibilità - del ricorso per A.T.P.O. ex art. 445bis c.p.c.. 

Al riguardo va evidenziato, infatti, un consolidato orientamento giurisprudenziale, peraltro recentemente ribadito dalla Suprema Corte, nel quale si è precisato come in sede giudiziale: “...il profilo dell’interesse ad agire dovrà, dal giudice, essere valutato nella prospettiva dell’utilità dell’accertamento medico richiesto al fine di ottenere il riconoscimento del diritto soggettivo sostanziale di cui l’istante si afferma titolare; utilità che potrebbe difettare ove manifestamente manchino, con una valutazione prima facie, altri presupposti della prestazione … assistenziale in vista della quale il ricorrente domanda l’a.t.p. ” (cfr. Cass. n.°8533/2015).

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Avv. Pietro Marchese - Palermo (PA)

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Avvocati / Civile

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