Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

Responsabilità civile

Immobile da costruire: inadempimento-risoluzione

Contratto preliminare di acquisto di immobile da costruire: mancato rispetto del termine di consegna e condotta successiva delle parti

Immobile da costruire: inadempimento-risoluzione - Contratto preliminare di acquisto di immobile da costruire: mancato rispetto del termine di consegna e condotta successiva delle parti

Con sentenza n. 20506, pubblicata il 5.5.2016, il Tribunale Civile di Bologna ha avuto modo di pronunciarsi in merito ad una controversia avente ad oggetto un contratto preliminare di compravendita di un immobile da costruire, sottoscritto tra il promittente acquirente e la società costruttrice, quest’ultima anche nella sua veste di parte promittente la vendita. 

Nel caso concreto sotteso alla citata pronuncia, nel contratto preliminare veniva pattuito un termine, non espressamente qualificato come essenziale, entro il quale, da un lato, parte venditrice si impegnava a  concludere i lavori di edificazione e, dall’altro, parte acquirente si obbligava alla stipula del rogito definitivo di compravendita. 

Accadeva, però, che parte costruttrice non rispettasse il termine per l’ultimazione del fabbricato di talché non si giungeva neanche alla stipula del contratto definitivo. Al contempo, parte acquirente non contestava per iscritto tale ritardo, tollerandolo silente.  

Anzi, in verità, i due soggetti coinvolti convenivano, successivamente a detto termine e concordemente, una proroga, della quale, peraltro, nel corso del processo veniva offerta prova sia per iscritto, sia a mezzo testimoni. 

In fatto, parte promittente acquirente, poi, recedeva dal preliminare di acquisto prima della seconda scadenza pattuita e di poi chiedeva al Tribunale adìto la condanna di parte costruttrice-venditrice al versamento del doppio della caparra dal medesimo ricevuta ex art.  1385, 2° co., c.c. ritenendola inadempiente stante la mancata conclusione dei lavori. 

Per parte sua, quest’ultima si difendeva domandando l’accertamento dell’inadempimento di non scarsa importanza realizzato da parte promittente, dunque la legittimità del proprio recesso dal contratto preliminare e, altresì, in via riconvenzionale, il riconoscimento del diritto alla ritenzione della caparra confirmatoria

Con la decisione annotata, il Tribunale, infine, ha accertato che il primo termine di cui al preliminare non era da considerarsi essenziale, come comprovato anche dal comportamento tenuto successivamente dalle parti, ed in particolare da chi aveva promesso l’acquisto, il quale non solo tollerava il ritardo, ma anzi liberamente concordava per iscritto una proroga. 

Il Giudice felsineo ha appurato, inoltre, che sempre parte promittente-acquirente è receduta illegittimamente dal contratto, atteso che per eccepire l’eventuale ritardo nei lavori di costruzione, in virtù dell’insorta proroga, avrebbe dovuto attendere lo scadere del secondo termine concordato. Diversamente, è così scaturito il diritto alla ritenzione della caparra confirmatoria in favore della società costruttrice-venditrice. 

Sebbene la pronuncia commentata non sia ancora passata in giudicato, trattandosi di sentenza di primo grado provvisoriamente esecutiva, in generale, tuttavia da essa è possibile sin d’ora ricavare un semplice ma concreto ammonimento. 

Ove se anche, per un verso, l’impresa costruttrice si trovi a non rispettare il termine per l’ultimazione dei lavori di edificazione di un immobile, oggetto di preliminare di compravendita, non solo da ciò deriva l’automatico inadempimento poiché, per altro verso, occorre prestare attenzione anche alla condotta del promissario acquirente in concreto tenuta in quel frangente. 

Quest’ultimo, infatti, alla scadenza del termine, deve prontamente scegliere quale delle due strade percorrere, anche ai sensi dell’art. 1453 c.c.: chiedere l’adempimento, accettando una dilazione della consegna dell’immobile così posticipando la stipula del rogito definitivo oppure, viceversa, eccepire immediatamente e formalmente l’inadempimento di controparte ai fini della risoluzione del contratto e del riconoscimento del diritto al risarcimento del danno (in questo caso non potrà più chiedere l’adempimento). 

 

 

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilità circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirà all'Autorità Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta

L'autore è esperto in
Responsabilità civile

Avv. Tania Mancini - Bologna (BO)

Avv. Tania Mancini

Avvocati / Civile

Via Solferino 3

40124 - Bologna (BO)

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo

Altri articoli del professionista

Diritto all'oblio e rimozione pagine web

In caso di coinvolgimento in reati gravi l'interesse pubblico prevale sul diritto ad essere dimenticati

Continua

Vendita coattiva di immobile e prezzo “ingiusto”

Procedura esecutiva immobiliare: ingiusto prezzo di vendita, sospensione, nuovi oneri informativi del debitore (Corte di Cassazione sent. 18451/2015)

Continua

Le multe e le auto a noleggio senza conducente

Casi di responsabilità suddivisa tra locatario e società di noleggio nonché la esatta procedura di notifica della sanzione amministrativa

Continua