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Diritto canonico

Istituzione dell’Albo Europeo Genealogisti

E creazione dello Studium Europeo Genealogisti Professionisti

Istituzione dell’Albo Europeo Genealogisti - E creazione dello Studium Europeo Genealogisti Professionisti

Con la nuova normativa circa la successione ereditaria, entrata in vigore il 17 agosto 2015[1], con l’introduzione del Certificato Successorio Europeo, si rende necessaria più che ieri, la figura del genealogista.

In Francia come anche in altri paesi europei, quando c’è da dichiarare una successione o la devoluzione di una eredità giacente, compete per legge alla figura del genealogista redigere il certificato, assumendo ogni responsabilità civile in caso di errore.

In Italia non esistono scuole di genealogia, ma solo associazioni che offrono i basilari rudimenti di come possa compiersi una ricerca di carattere genealogico.  

Nei paesi europei la situazione è analoga, a carattere associativo o di qualche Istituto, che opera effettivamente organizzando annualmente un corso per genealogisti. In ogni caso il traguardo per i migliori è l’ascrizione come C.T.U. presso il Tribunale.

Questa carenza di professionisti, e lo sentiremo di più con l’entrata in vigore del Certificato Successorio Europeo, genera una grave lacuna nel sistema di utenza globale, di fatto questo professionista è richiesto per diverse pratiche da avvocati e notai per le giacenze eredità, in ambito medico scientifico per risalire a ricostruzioni genealogico genetiche, da istituzioni accademiche o culturali per ricostruire a volte i più dettagliati aspetti per il profilo o profili di personaggi di rilievo sociale.

Il danno maggiore anche in termini economici è causato, il più delle volte, dall’impreparazione di persone che si improvvisano esperti genealogisti e non fanno altro che danneggiare l’utente o gli organi della pubblica amministrazione. Allo stato attuale per molti “genealogisti” non c’è un’adeguata preparazione tecnico scientifica e culturale di base, in più di un caso il lavoro da questi offerto è svolto come hobby.

Per l’Italia, rispetto alle altre nazioni europee il dato è più grave. Sull’intera popolazione possiamo trovare numerosi cultori di genealogia, pochissimi sono realmente esperti o per sinonimo periti e quasi tutti privi di nozioni giuridiche passate o attuali. Solo l’1x1000 è iscritto ad una Camera di Commercio come perito, ancor meno chi si iscrive come c.t.u. presso un tribunale, dire 20 iscritti a carattere nazionale, oggi, è forse troppo! L’1% è in possesso di un corso di laurea e anche qui, l’1x1000 conosce e usa una strumentazione a raggi ultravioletti o infrarossi; conosce sommariamente il latino ed è pratico di paleografia o archivistica. Una statistica effettivamente spaventosa, tenendo conto che i “corsi” o “incontri di studio” svolti sul territorio nazionale confondendo spesso araldica e genealogia, sono una introduzione alla materia, dei rudimenti, sul modello di corsi di pittura, disegno, ceramica, astrologia e cartomanzia… da dopolavoro! La disciplina araldica è prevalentemente lo studio degli stemmi, quella genealogica, solo affine, è l’investigazione documentale per individuare la parentela dove l’acume è d’ausilio ad una preparazione culturale non di base.

Pertanto si ravvisa la necessità di portare una innovazione nel sistema europeo, con due provvedimenti necessari ed urgenti:

1) l’istituzione di un albo professionale di genealogisti europeo che va ad inserirsi anche nell’ambito delle professioni regolamentate europee 

2) l’istituzione di uno STUDIUM Europeo Genealogisti Professionisti evitando il termine scuola o istituto, atto a formare dei seri professionisti, operatori professionali a vantaggio dell’utenza europea, ma anche a vantaggio di quanto potrà approfondire in termini scientifici per la medicina e la ricerca storico archivistica.

In Europa, l’unica nazione ad aver appoggiato questo genere di studi a carattere di abilitazione professionale è la Francia, che ha avviato con l’Università Pasquale Paoli in Corsica, facoltà giuridica, un master annuale.

Ispirandoci ed integrando con l’esperienza italiana questo percorso di studi, è stato abbozzato un primo corso da sottoporre alle autorità accademiche per il suo sviluppo.

Il progetto è ambizioso ma innovativo nell’area europea, ed anche urgente, trovando solo negli Stati Uniti qualche cosa di analogo.

La struttura dell’Albo Professionale è indipendente dallo Studium, ma sono chiamati a cooperare, essendo in ogni caso un progetto pioniere al cospetto di tutte le nazioni della Comunità Europea, occupandosi il primo degli iscritti, del loro controllo, della loro tutela ed operatività; il secondo chiamato a formare un professionista che potrà anche non esercitare ma ricevere quel bagaglio di cultura ed esperienza tecnica in questo settore molto particolare.

E’ da ribadire, immancabilmente, che il legislatore italiano è impreparato, includendo nella dicitura araldica, ancora oggi, anche la funzione del genealogista, così come propinato dai ruoli delle Camere di Commercio e dagli albi c.t.u. dei tribunali… ma ritorniamo a dire che è cosa ben diversa la figura dell’araldista da quella del genealogista, anche se entrambi rientrano nelle discipline sussidiarie della storia.

E’ un notevole prestigio per la nostra Nazione il poter vantare l’ingresso di questo progetto in ambito europeo, incrementando così il mondo del lavoro con la figura di un professionista che apporterà con il suo operato un minore dispendio dell’utenza a carattere europeo, innovando così, anche un percorso di studi per molti creduto in oblio. 

 

[1] Con la legge 161/2014 lo Stato italiano ha dato concreta attuazione all'interno del proprio ordinamento al regolamento UE n. 650/2012, il quale prevede la produzione di un certificato successorio europeo a partire dal 17 agosto 2015.

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