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Diritto canonico

Nuova geografia dei Tribunali Ecclesiastici

Il tribunale Interdiocesano Alife-Caiazzo-Sessa Aurunca-Teano Calvi

Nuova geografia dei Tribunali Ecclesiastici - Il tribunale Interdiocesano Alife-Caiazzo-Sessa Aurunca-Teano Calvi

Si raccolgono i primi frutti della Lettera Apostolica in forma di motu proprio di Papa Francesco “Mitis Iudex Dominus Iesus”, promulgata il 15 agosto 2015, circa la riforma del processo canonico per le cause di nullità matrimoniale. Ad accogliere la possibilità di favorire i fedeli nell’affrontare il difficoltoso cammino, con una più attenta riflessione sui motivi che inducono a chiedere la sentenza di nullità del proprio matrimonio, è stata la previdenza dei Vescovi delle Diocesi di Alife-Caiazzo, Sessa Aurunca e Teano Calvi, suffraganee dell’Arcidiocesi di Napoli. La richiesta di formare il nuovo Tribunale Interdiocesano è stata rivolta al Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano e di Appello il 12 marzo scorso, dalle LL. EE. i Monsignori Valentino Di Cerbo, Orazio Francesco Piazza e Arturo Aiello che hanno formalizzato l’effettiva erezione il 21 marzo, con successivo Decreto del 19 marzo 2016, rendendo operativo a tutti gli effetti il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano d’Alife-Caiazzo, Sessa Aurunca, Teano Calvi dal 1° maggio 2016 con sede presso il seminario diocesano di Teano.

Il popolo dei fedeli beneficiati comprende le circoscrizioni entro la giurisdizione delle tre Diocesi nella provincia di Caserta: Alife-Caiazzo per i 24 Comuni di Alife, Caiazzo, Piedimonte Matese, Formicola, Ruviano, Liberi, Dragoni, Castel di Sasso, San Potito Sannitico, Castello del Matese, Raviscanina, Letino, Ailano, Baia e Latina, Castel Campagnano, Pontelatone, Sant'Angelo d'Alife, Prata Sannita, San Gregorio Matese, Piana di Monte Verna, Pratella, Valle Agricola, Alvignano e parte del comune di Gioia Sannitica con i borghi di Calvisi e Carattano (la restante parte appartiene alla diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti), con una popolazione di circa settantamila abitanti; Sessa Aurunca per i 5 Comuni di Carinola, Cellole, Falciano del Massiccio, Mondragone e Sessa Aurunca con i suoi novantamila abitanti; Teano Calvi con i suoi 22 Comuni di Caianello, Calvi Risorta, Camigliano, Conca della Campania, Francolise, Galluccio, Giano Vetusto, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Pastorano, Pietramelara, Pietravairano, Pignataro Maggiore, Presenzano, Riardo, Roccamonfina, Roccaromana, Rocchetta e Croce, Sparanise, Teano, Tora e Piccilli e Vairano Patenora coi suoi ottantaquattromila abitanti. Il tutto per 51 Comuni e circa 240.000 abitanti.

La lungimiranza del Pontefice con la sua riforma la si trova nel semplificare il giudizio a tutela del bene dei fedeli. Non è un divorzio breve come alcuni vogliono far intendere, il matrimonio è un sacramento e tale rimane. La cosa sarebbe stata interpretata in modo diverso se la celebrazione del rito processuale fosse divenuta amministrativa, ecco, in questo caso si sarebbero posti dei lineamenti di carattere divorzile, ma questo non è. In effetti non si rinnova la dottrina, perché il matrimonio è indissolubile in quanto, ripeto, è un sacramento e questo la Chiesa non lo può cambiare, praticamente con la nuova legge si offrono strumenti più celeri alle esigenze dei fedeli per constatare che quello che sembrava essere un sacramento invece non lo era. Il punto di rilievo della riforma processuale sta nell’accorciare i tempi e le distanze, ed è proprio Papa Francesco a dircelo nel motu proprio: “ho deciso di dare con questo motu proprio disposizioni con le quali si favorisca non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinchè, a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio”. Con queste parole si richiama una pastoralità a riguardo del maggior peso attribuito alle dichiarazioni delle parti, specie quando esprimono le intenzioni con le quali si sono accostati alle nozze. Quì, l’intenzione è chiara dando al Vescovo contrariamente al Documento della Dignitas Connubi 22 § 2:..”che solo a meno di speciali motivi..egli (il Vescovo) non eserciti personalmente (la potestà giudiziale)..” con il can. 1673 § 1 del motu proprio:..”In ciascuna diocesi il giudice di prima istanza per le cause di nullità del matrimonio, per le quali il diritto non faccia espressamente eccezione, è il Vescovo diocesano..”. Con questo, si spera di rinnovare sempre di più la nostra vicinanza alla Chiesa Cattolico Apostolica Romana, una, santa, madre e maestra.

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