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Diritto amministrativo

Dalla P.A. con foto da cellulare, ma senza pagare

Legittimo, per il Tar Lombardia - Milano, fotografare in proprio i documenti dei quali ne è stata richiesta la visione presso la P.A.

Dalla P.A. con foto da cellulare, ma senza pagare - Legittimo, per il Tar Lombardia - Milano,  fotografare in proprio i documenti dei quali ne è stata richiesta la visione presso la P.A.

Con una recentissima sentenza, depositata il 26 maggio 2016 (la n. 1100/2016),  i Giudici del Tar Lombardia, sede di Milano, nell'accogliere il ricorso patrocinato dal sottoscritto avvocato, hanno formulato importanti precisazioni in materia di ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI.

Innanzitutto,  uniformandosi ad orientamento già espresso, già qualche anno fa, dal Consiglio di Stato, il Tar ha precisato che là dove il richiedente l'accesso abbia chiesto la consegna dei documenti di proprio interesse, direttamente, cioè senza averne chiesto prima la visione, la P.A.  (nel caso di specie, il Comune di Milano) non può imporre modalità diversa di accesso rispetto a quella richiesta (nel caso di specie la previa visione dei documenti), ma deve consegnare i documenti richiesti o spedendoli all'indirizzo del richiedente, se richiesto, o comunicando il giorno e l'ora del ritiro presso la P.A. medesima, se il richiedente ha espresso anche tale modo alternativo di consegna.
Poi,  è stato precisato che, laddove sia stata chiesta  la sola visione o la previa visione dei documenti, ovvero laddove si sia in presenza di un'istanza che non specifichi le modalità di accesso richieste o, ancora, laddove la parte interessata, pur avendo inizialmente chiesto solo il rilascio di copia degli atti, acconsenta comunque di esercitare l'accesso con la diversa modalità suggerita dall'Amministrazione, l'invito a "portare con sè una macchina fotografica per fotografare i documenti da visionare" può essere legittimanente formulato dall'Amministrazione, "poichè in questo caso la facoltà di riproduzione fotografica in proprio costituisce una possibilità in più offerta all'interessato e perchè, comunque, la copia a cura dell'ufficio potrebbe essere richiesta in occasione o a seguito della visione".

Infine, i Giudici del Tar milanese hanno precisato che il Comune di Milano NON può subordinare la visione dei documenti al pagamento dell'IMPORTO FISSO di € 25,00, nè prima, nè dopo la visione, nè nel caso dello stesso rilascio delle copie, quando si tratti di pratiche correnti, trattandosi di un onere (il c.d. diritto di ricerca) che in base all'art. 14 del Regolamento comunale per l'accesso ai documenti non è dovuto proprio in relazione alle pratiche correnti (e nel caso di specie si trattava proprio di una pratica corrente, in quanto era stato chiesto di accedere alla documentazione relativa ad un procedimento recentemente conclusosi con un provvedimento sfavorevole alla medesima richiedente l'accesso). Nessun importo fisso di € 25,00 (il c.d. diritto di ricerca), dunque, ma solo la corresponsione dei costi di riproduzione (qualora si abbia il rilascio di copie), come determinati in base all'apposita tabella allegata allo stesso Regolamento comunale.

Un autorevole pronunciamento, dunque, che pone fine (almeno si spera) al disinvolto uso da parte di alcune pubbliche amministrazioni di chiedere importi fissi per l'esercizio del diritto all'accesso documentale, nonchè alla prassi di non conformarsi alle modalità dell'accesso, così come specificate dal richiedente l'accesso documentale medesimo.








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L'autore Ŕ esperto in
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Avv. Caruso Frezza Alessandro - Costa Volpino (BG)

Avv. Caruso Frezza Alessandro

Avvocati / Civile

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