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Diritto penale criminale

L'indirizzo IP non può provare la truffa

La sentenza riguarda una truffa avvenuta sulla piattaforma E Bay consistita in una falsa messa in vendita di un motoveicolo

L'indirizzo IP non può provare la truffa - La sentenza riguarda una truffa avvenuta sulla piattaforma E Bay consistita in una falsa messa in vendita di un motoveicolo

La sentenza riguarda una truffa avvenuta sulla piattaforma E Bay consistita in una falsa messa in vendita di un motoveicolo. L'imputato veniva tratto a giudizio sulla base del solo indirizzo IP utilizzato per inserire l'annuncio, corrispondente al numero telefonico fisso intestato allo stesso, senza alcun ulteriore accertamento circa chi effettivamente utilizzasse quella connessione internet e circa il possibile dirottamento del dispositivo informatico collegato alla linea.  

 

Mediante consulenza tecnica, la difesa provava come possa accadere, e di fatto accade quotidianamente come risulta dai dati pubblicati da Microsoft, che soggetti non autorizzati, con l'introduzione di programmi (virus o malware), prendano il controllo della macchina contraddistinta da un certo indirizzo IP, senza che il legittimo utente ne sia consapevole.  

 

Questi malware consentono agli intrusi di agire con identità contraffatta, ovvero con l'identità del legittimo proprietario del computer. L'identificazione del responsabile di un reato dal solo indirizzo IP è basata sull'erroneo assunto che ogni IP corrisponda ad una specifica persona. Così non è, in particolare per le linee internet domestiche e/o condivise: sarebbe come condannare per una truffa telefonica l'intestatario della bolletta senza alcun ulteriore accertamento.  

 

Ed in effetti, la giurisprudenza di legittimità ha recepito tali argomentazioni tecniche, richiedendo sempre, oltre all'indirizzo IP, ulteriori elementi di prova a carico e così, nel caso concreto, ha deciso anche il Tribunale ritenendo che le falle nella sicurezza del sistema operativo riportate dal consulente tecnico e documentate dalla difesa potevano aver consentito il furto delle credenziali dell'utente e così addivenendo ad una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.

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L'autore è esperto in
Diritto penale criminale

Avv. Alice Chiementin - Verona (VR)

Avv. Alice Chiementin

Avvocati / Penale

Corso Cavour 10

37121 - Verona (VR)

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