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Architettura e design

La nuova norma tecnica sulle coperture verdi (1/2)

Analisi dei più importanti aspetti messi in campo dal nuovo riferimento normo-tecnico in materia di tetti verdi e giardini pensili: UNI 11235:2015

La nuova norma tecnica sulle coperture verdi (1/2) - Analisi dei più importanti aspetti messi in campo dal nuovo riferimento normo-tecnico in materia di tetti verdi e giardini pensili: UNI 11235:2015

Lo scorso 10 settembre è stata pubblicata dall’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) la nuova norma tecnica sul verde pensile, la quale, come esplicitato dal sommario presente nel sito dell’ente, «definisce i criteri di progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione di coperture continue a verde, in funzione delle particolari situazioni di contesto climatico, di contesto edilizio e di destinazione d’impiego». Trattasi di un documento elaborato sotto la competenza della Commissione Tecnica UNI “Prodotti e sistemi per l’organismo edilizio”, il quale, pur riproponendo in larga parte la medesima struttura del testo antecedente, ne vede comunque alcune interessanti integrazioni. Questa norma sostituisce definitivamente la UNI 11235:2007 (che aveva portato l’Italia ad essere una delle prime nazioni europee a dotarsi di un riferimento tecnico specifico sulle coperture vegetate), e rappresenta dunque lo stato dell’arte, a livello nazionale, in tema di progettazione di tetti verdi e giardini pensili.
Il presente contributo si pone l’obiettivo di analizzare sinteticamente quelle che sono le più importanti novità messe in campo dal testo in oggetto – vista anche la totale impossibilità, da parte di enti estranei all’UNI, di diffondere dettagliatamente i contenuti specifici di ciascuna norma. E si tiene tuttavia a precisare fin da subito che essendo quello oggetto d’analisi un documento complesso ed articolato, lo studio dello stesso risulta imprescindibile al fine di poter operare con un tema delicato come le coperture a verde (per la consultazione degli estremi della norma e/o per l’acquisto della stessa, si rimanda al sito ufficiale dell’ente: http://www.uni.com). Ciò anche perché l’applicazione di tale codice di pratica, pur non risultando obbligatorio, è comunque l’unico riferimento ufficiale in Italia in caso di controversie.
La UNI 11235:2015, intitolata Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde, rappresenta innanzitutto un documento più corposo rispetto al precedente (la versione del 2007 si componeva di 42 pagine mentre l’attuale ne conta 66) e maggiormente indirizzato alle questioni progettuali e prestazionali del sistema, ove le novità sono evidenti fin dall’indice. Se la parte iniziale della vecchia norma (capitoli da 1 a 4) era molto simile a quella attuale, i capitoli 5. Istruzioni per la progettazione, 8. Materiali e componenti, 9. Istruzioni per l’esecuzione e l’installazione, 10. Controlli (in precedenza intitolato Collaudi) e 11. Manutenzione, nell’ultimo aggiornamento risultano largamente rivisti. Una prima importante novità riguarda il fatto che fin dall’introduzione vengono esplicitati i benefici garantiti dai sistemi a verde pensile, che ricadono in 3 macro-categorie specifiche, ovvero:
- pianificazione urbana;
- valore ecologico;
- tutela economica e ambientale.
La norma in oggetto corregge ed amplia la trattazione precedente, focalizzandosi su aspetti di realizzazione e manutenzione del sistema, ed introducendo alcune tematiche inedite. Il capitolo maggiormente rimaneggiato è il quinto, soprattutto al paragrafo 5.3, intitolato Progettazione dei requisiti. In tale contesto vengono passate in rassegna le attenzioni progettuali specifiche inerenti la realizzazione di tetti verdi e giardini pensili (capacità agronomica, controllo della capacità drenante e della gestione delle acque meteoriche, aerazione, accumulo idrico), introducendo di conseguenza alcuni parametri funzionali di grande importanza per il sistema, con anche i relativi spunti finalizzati ad una loro determinazione, ossia “MT – massima acqua trattenuta”, “CI – contenuto intermedio”, “PA – punto di appassimento” (punto 5.3.4), “UT – rapporto di utilizzabilità”, “APD – acqua a potenziale decrescente”, “EF – rapporto di efficienza” (5.3.4.1), Livello di manutenzione della vegetazione (5.3.5), Resistenza agli attacchi biologici e ai microrganismi (5.3.6).

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