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Ingegneria civile delle costruzioni

Certi della certificazione energetica? Parte 2

Sillabario Press – ShowRoom Porte e Finestre Opinion Leader - Certi della certificazione energetica? Giornalista: Dott. Roberto Anghinoni

Certi della certificazione energetica? Parte 2 - Sillabario Press – ShowRoom Porte e Finestre
Opinion Leader - Certi della certificazione energetica? 
Giornalista: Dott. Roberto Anghinoni

Segue la Parte 1
In generale, il cliente finale mostra attenzione verso questi dettagli? «Assolutamente no. C’è il cliente che legge, il cliente incuriosito, gente che ha voluto comprare la classe A perché A è meglio di C, come per i frigoriferi, ma ciò avviene nella piena fiducia nell’attestato di certificazione energetica e nella presentazione commerciale. Ma, ovviamente, un privato non sa “leggere” la struttura, quindi non è in grado di verificare la conformità della certificazione. Uno dei problemi fondamentali ad esempio è il foro di areazione, che normalmente è un bel buco di 20 cm, un dettaglio con un grande impatto, sia dal punto di vista acustico che termico locale». Ma, anche in questo caso, esistono prodotti che una volta inseriti nel foro garantiscono ottime prestazioni acustiche e termiche - «Assolutamente sì, esistono dei “plenum” che, pur garantendo la perfetta aerazione dei locali, fanno sì che l’aria fredda si incontri con quella calda ancora dentro la parete, ed evitando così che l’aria gelata entri in casa. Dal punto di vista acustico, essendo differito il punto di ingresso del rumore da quello di uscita, l’onda sonora rimbalza all’interno di questi contenitori immersi nella parete e viene attenuata. Anche in questo caso, i costruttori pensano che sia una cosa tragica metterli. Invece occorrono dieci minuti, perché sono prodotti pronti per l’applicazione, e hanno un costo irrisorio rispetto al costo complessivo dell’opera». Secondo lei, l’aspetto estetico è ancora dominante rispetto a quello tecnico nella scelta di un serramento? - «Certamente sì per il privato, mentre il costruttore ritengo guardi entrambe le cose, ma una cosa fondamentale va detta: alla base di tutta la costruzione c’è la ex legge 10/1991, che è la relazione tecnica di progetto che deve prevedere la parte impiantistica, e la parte strutturale in senso energetico, ivi compresi i serramenti. Una buona classe energetica si può ottenere in tanti modi. Quindi non necessariamente con le pareti super protette e imbottite, ma tenendo conto di una serie di fattori che variano dall’involucro fino alle fonti rinnovabili. Quindi, nell’ambito di questo progetto il costruttore corretto dovrebbe osservare ciò che il progettista ha previsto: se per esempio il valore di trasmittanza termica è 1.8, si vanno a cercare in commercio i serramenti 1.8 - oppure 1.7 o1.9 - ben sapendo che se   verrà posato il serramento 1.9 si dovrà aumentare da qualche parte l’isolamento delle pareti ad esempio, sempre con la guida della direzione lavori».
Però, come sappiamo, non tutti i professionisti considerano la figura del progettista acustico che invece dovrebbe  essere fondamentale - «Di costruttori attenti al rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici non ce ne sono molti, ma il problema dell’acustica è anch’esso di tipo culturale, non solo economico. Le imprese di costruzione hanno iniziato a “odiare” le leggi sull’acustica da quando gli avvocati hanno trovato con esse una fonte di business nell’invitare i condomini a fare causa alle imprese stesse, in caso di problemi, appunto, di acustica. E ovviamente, perché molte sentenze hanno dato ragione ai compratori, obbligando i costruttori a riconoscere ai condomini sostanziosi rimborsi,  pari al 20% del valore dell’immobile (in alcuni casi, più rari, sino anche al 35%). E pensare che isolare acusticamente  un edificio in fase costruttiva costa molto meno che correggere a opera ultimata, ammesso che ci si riesca». Eppure, agendo in modo corretto questi problemi non ci sarebbero - «Ho conosciuto imprese di costruzione  eticamente corrette, ma in generale la tendenza è terminare il cantiere nel minor tempo possibile. Quindi, c’è ancora molta strada da percorre, molta sensibilità da sollecitare. Però le cose devono cambiare, anche perché la direttiva 31 dell’Unione Europea (31/2010/UE) prevede che dal 2020 tutte le nuove costruzioni dovranno essere a consumo quasi zero, quindi in classe A e A+. C’è la volontà di estendere questo obbligo anche nei casi di ristrutturazioni importanti».





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Ingegneria civile delle costruzioni

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