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Responsabilità civile

Riconvenzionale inammissibile nell`indennizzo diretto

Sinistri stradali - Inammissibile la domanda riconvenzionale del convenuto responsabile civile nel giudizio attivato come "indennizzo diretto"

Riconvenzionale inammissibile nell`indennizzo diretto - Sinistri stradali - Inammissibile la domanda riconvenzionale del convenuto responsabile civile nel giudizio attivato come "indennizzo diretto"

Nella procedura di risarcimento danni a seguito di sinistro stradale, nel caso in cui l'attore incardini il giudizio seguendo la procedura del così detto “indennizzo diretto”, così come regolamentato dall'articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, può essere dichiarata inammissibile la domanda riconvenzionale spiegata dal convenuto proprietario del veicolo danneggiante il quale, costituendosi nel giudizio così incardinato, oltre che contestare la dinamica dell'incidente, richieda a sua volta il risarcimento dei danni subiti dal proprio veicolo. Sul punto si è espresso con una sentenza del 2008 il Giudice di Pace di Napoli della II sezione, Avv. D'Onofrio, il quale ha chiarito che, in mancanza di sentenze della Suprema Corte  che esplichino   funzione nomofilattica,  non e’ pacifica l’interpretazione dell’ art. 149 d.lgs 209/05. L’ art. 12 delle  preleggi codice civile, al comma 1 statuisce che la norma debba essere  innanzitutto interpretata secondo un criterio letterale e, soltanto  qualora il suo significato   rimanga   ambiguo,  e’ consentito in via meramente sussidiaria ricorrere al  criterio teleologico  che desume la voluntas legis dai motivi informatori ed ispiratori della statuizione legislativa (ex plurimis  Cass. n. 5128/01). Nella fattispecie, il tenore della norma,  secondo il criterio letterale,  si appalesa chiaro ed univoco, alla luce del combinato disposto dei commi 1-2-6 dell’ art. 149  nella  parte in cui prevede  “ il danneggiato può proporre  l’azione diretta di cui all’ art.145 comma 2 nei soli confronti della propria impresa di assicurazione”. Va, dunque, rimarcata la differenza  tra la nuova disciplina e la previgente normativa. Ed infatti, mentre  l’ art. 23  1egge 990/69  obbligava a convenire in giudizio anche il responsabile del danno, il citato  art. 149  lo escluderebbe.  Peraltro, anche applicando il criterio   teleologico, si giunge alle medesime conclusioni.  L’ intenzione del legislatore, quale si evince dai lavori preparatori si prefigge, con il codice delle assicurazioni,  di semplificare il quadro normativo vigente nel settore delle assicurazioni private.  L’estensione  del risarcimento diretto, in precedenza, già presente nell’ordinamento, ma limitato alla constatazione amichevole di sinistro esclusivamente tra veicoli automobilistici (cosiddetta procedura CID), perseguiva nelle intenzioni del legislatore, lo scopo  di semplificare le procedure di indennizzo e di ridurre i tempi di liquidazione del danno.  

La domanda riconvenzionale spiegata dal convenuto all’interno della procedura di indennizzo diretto, così come la chiamata in garanzia della propria compagnia assicurativa, contro l’intenzione del legislatore,   vanificherebbe la finalita’  della norma ed anzi  porterebbe  a procrastinare  la durata dei processi, e cio’ in  contrasto con l’esigenza di garantire  la celerità e concentrazione del giudizio, costituzionalmente affermata  dall’art. 111 Costituzione e, piu’ volte ribadita dalla  giurisprudenza di legittimita’.

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Responsabilità civile

Avv. Dario Scognamillo - Napoli (NA)

Avv. Dario Scognamillo

Avvocati / Civile

Centro Direzionale Di Napoli Isola A7 Sc.a

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