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Consulenza psicologica

Quando il gioco diventa dipendenza

Il Gioco è un'attività che attrae per molti di noi; l'articolo descrive come esso posso diventare un vero e proprio disturbo psicologico

Quando il gioco diventa dipendenza - Il Gioco è un'attività che attrae per molti di noi; l'articolo descrive come esso posso diventare un vero e proprio disturbo psicologico

Il Gioco è un’attività ricreativa che da sempre accompagna l’essere umano, in particolare il gioco d’azzardo può essere definito come una forma di comportamento che implica il rischio di perdere denaro, oppure oggetti di valore, sulla base dei risultati di un gioco, di una gara, o di qualsiasi altro evento il cui risultato è almeno in parte, determinato dalla sorte. Alcuni esempi di giochi d’azzardo sono le lotterie, i giochi presenti al Casinò, il bingo, il poker, le scommesse e tanti altri. 

 

Nel 1980 L’american Psychiatric Association ha riconosciuto per la prima volta il gioco eccessivo come una patologia psichiatrica, definendola Gioco D’Azzardo Patologico (GAP). Oggi il DSM-V classifica il Gioco d’azzardo Patologico all’interno della categoria “Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction”. 

 

Tale disturbo si  caratterizza come un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi. Le condizioni che definiscono il disturbo e alle quali bisogna prestare attenzione sono le seguenti: 

 

Ha bisogno, per giocare d’azzardo, di quantità crescenti di denaro per ottenere l’eccitazione desiderata. 

È irrequieto/a o irritabile se tenta di ridurre o di smettere di giocare d’azzardo. 

Ha fatto ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o smettere di giocare d’azzardo. 

È spesso preoccupato/a dal gioco d’azzardo (per es. ha pensieri persistenti che gli/le fanno rivivere passate esperienze di gioco d’azzardo, analizzare gli ostacoli e pianificare la prossima avventura, pensare ai modi di ottenere denaro con cui giocare d’azzardo). 

Spesso gioca d’azzardo quando si sente a disagio (per es. indifeso/a, colpevole, ansioso/a, depresso/a). 

Dopo aver perduto denaro al gioco d’azzardo, spesso torna un’altra volta per ritentare (“rincorrere” le proprie perdite). 

Mente per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo. 

Ha messo in pericolo o perduto una relazione significativa, il lavoro, opportunità di studio e di carriera a causa del gioco d’azzardo. 

Conta sugli altri per procurare il denaro necessario a risollevare situazioni finanziarie disperate causate dal gioco d’azzardo. 

 

Secondo il punto di vista che ha dominato la letteratura sul trattamento e la ricerca negli ultimi anni, il danno dovuto al gioco d’azzardo è collocato su un continuum che va dall’assenza del gioco d’azzardo a gravi problemi con esso o gioco d’azzardo patologico (National Research Council, 1999; Shaffer, Hall e Vander Bilt, 1997). 

 

Nel continuum proposto da Shaffer e coll. ad un’estremità si situano coloro che giocano per motivi sociali o ricreativi. Queste persone giocano prevalentemente il denaro che non serve loro per le spese importanti, inoltre sono restie a superare il limite del budget che si sono autoimposti. Questi soggetti appartenenti al livello 1 del continuum, raramente presentano danni psicologici, interpersonali o economici legati al gioco d’azzardo. Al centro del continuum (livello 2) si situano coloro che presentano manifestazioni sottosoglia legati al gioco d’azzardo. Essi, pur non soddisfacendo i criteri necessari alla diagnosi di Gioco d’azzardo Patologico, presentano alcuni sintomi o problematiche legate al gioco. I giocatori d’azzardo del livello 2 sono stati considerati analoghi a coloro a cui è stato diagnosticato un disturbo da abuso di sostanze, hanno manifestazioni cliniche molto mutevoli e possono facilmente passare da un capo del continuum all’altro.  

 

Coloro che invece soddisfano i criteri descritti sopra, sono considerati giocatori appartenenti al livello 3, e presentano sintomi legati al gioco d’azzardo gravi e persistenti. Questi ultimi determinano un significativo danneggiamento del funzionamento quotidiano del soggetto, che si esplica in conflitti interpersonali con il coniuge o altre figure significative, perdita della propria abitazione, problemi di performance lavorativa o nel peggiore dei casi perdita del lavoro, coinvolgimento in attività criminali. 

 

I soggetti che presentano problematiche con il gioco d’azzardo sono tendenzialmente più impulsivi rispetto alla popolazione generale; alcuni di questi pazienti potrebbero aver avuto da piccoli una diagnosi di Disturbo da Deficit dell’Attenzione ed Iperattività (ADHD). Un’altra caratteristica di personalità tipica di questi soggetti è la ricerca di emozioni (Sensation Seeking), i soggetti affetti da GAP (Gioco d’azzardo Patologico) ricercano emozioni forti e non tollerano la noia. Sono tendenzialmente più estroversi, e presentano tassi più alti di Nevroticismo, ossia sperimentano maggiormente ansia e tensione. Infine tali soggetti, possono presentare tratti di personalità antisociale. 

 

Il fenomeno del gioco d’azzardo è in costante crescita sia in Italia che nel Nord America; in particolare i dati dell’Eurispes del 2009  ci dicono che dal 2003 al 2010 circa 35 milioni di italiani sono stati impegnati nel gioco d’azzardo, con un introito per le casse dello Stato di circa 230 miliardi di euro. Ma come è possibile spiegare l’aumento di questo fenomeno? Korn e Shaffer (1999) affermano che ci sono almeno tre spinte principali che hanno motivato la crescita del gioco d’azzardo in tutto il Nord America: 1) il desiderio dei governi di identificare nuove fonti di reddito senza invocare ulteriori tasse o aumentarle; 2) lo sviluppo, da parte degli imprenditori del turismo, di nuove destinazioni per l’intrattenimento e il tempo libero; 3) l’emergere di nuove tecnologie e forme di gioco d’azzardo (ad esempio slot machine, l’enalotto, il gioco d’azzardo on line…).  Probabilmente queste stesse motivazioni spiegano la crescita di tale fenomeno anche in Italia, il gioco d’azzardo, infatti, contribuisce al PIL, e rappresenta un’industria che tuttavia non produce lavoro. Anche in Italia si è osservato un aumento di alcune forme di gioco, in particolare le slot machine ed il gioco d’azzardo on line. Lo Stato pubblicizza il gioco e nuove forme di lotterie continuamente, e i centri scommesse o altri luoghi dove è possibile giocare, promuovono slogan in cui il gioco è considerato una fonte di guadagno sicuro, o la risoluzione ai problemi economici. Slogan come: ”Gioco e Guadagno”, “Fai della tua passione la tua fonte di guadagno, fai come noi punta su di te!”, illudono ed ingannano le persone. Un individuo con caratteristiche dimensionali di personalità sopra descritte potrebbe avvicinarsi al gioco d’azzardo spinto dall’illusione di guadagnare soldi facilmente, rischiando così di rimanere imbrigliato nei circoli viziosi del gioco d’azzardo patologi. 

 

Il comportamento di gioco può assumere tutte le caratteristiche di un comportamento di dipendenza. L’elemento fondamentale delle dipendenze è che chi ne è coinvolto viene completamente assorbito da un’attività specifica e ricerca sempre e solo quella senza tenere minimamente in conto le possibili conseguenze. Il gioco d’azzardo problematico condivide molte caratteristiche e conseguenze con altre forme di dipendenza, ad esempio il bere problematico, l’uso di tabacco e l’abuso di droghe (National Research Council, 1999). Così come altre forme di dipendenza il gioco d’azzardo patologico implica la perdita di controllo; la preoccupazione; la tolleranza, ossia il bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata; la crisi d’astinenza, irrequietezza e l’irritabilità che il soggetto sperimenta quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo; la fuga; il craving ed infine i problemi biopsicosociali correlati. Gli ultimi studi neuroscientifici condotti sulle immagini cerebrali hanno trovato che i comportamenti compulsivi non legati alle droghe condividono alcuni aspetti neurobiologici con i disturbi da uso di sostanze (Holden, 2001; Koepp et al., 1998). 

 

Nell’eziopatogenesi di questo disturbo sono coinvolti fenomeni comportamentali quali il condizionamento classico e quello operante, e fenomeni cognitivi, come la presenza di credenze concernenti il gioco e la probabilità di vittoria. Per condizionamento classico si intende l’abbinamento ripetuto di uno stimolo inizialmente neutro  (p.e. un campanello) con un altro (p.e. il cibo) che produce determinate risposte (fisiologiche, emotive, comportamentali….) rendendo lo stimolo neutro capace di elicitare le stesse risposte (p.e. la salivazione). L’abbinamento ripetuto tra il Gioco e altri stimoli come determinati luoghi, persone, particolari giorni della settimana o stati d’animo (internal/external cues) fa sì che nel tempo la sola esposizione a questi stimoli divenga sufficiente a produrre un craving/urge molto intensi che conducono spesso al gioco. Secondo la teoria del condizionamento operante, un rinforzo può essere considerato tutto ciò che aumenta la probabilità di emissione di una risposta. Pertanto ogni comportamento viene mantenuto o abbandonato a seconda delle conseguenze che produce, di ricompensa o di punizione. Il gioco può essere considerato un comportamento che viene rinforzato dai suoi stessi effetti piacevoli. Il denaro costituisce uno dei principali rinforzatori del comportamento di gioco, e lo schema con il quale il giocatore viene rinforzato determina la misura in cui il giocatore continuerà a giocare. 

 

Infine esempi di credenze e distorsioni cognitive possono essere L’illusione di controllo (“Posso controllare il numero che viene fuori dal lancio del dado calibrando la forza del lancio”); la correlazione illusoria (“ogni volta che entra quello perdo”). 

 

Lo scopo principale del trattamento del GAP è attuare nel soggetto un cambiamento rispetto al suo comportamento di gioco d’azzardo. Un modo per facilitare il processo di cambiamento è quello di incoraggiare le persone a porsi un obiettivo di cambiamento piuttosto che lasciarselo imporre dal terapeuta. Questo obiettivo potrebbe essere quello dell’astinenza completa o quello di continuare a mettere in atto il comportamento problematico in maniera più controllata, riducendo i danni che esso provoca. È inoltre importante spezzare circoli viziosi ed analizzare e disconfermare le credenze che spingono il giocatore a  perpetuare il suo comportamento di gioco. Parte fondamentale del trattamento consiste poi nell’individuare tutti i fattori (interni ed esterni) che costituiscono uno stimolo attivante, al fine di promuovere comportamenti alternativi più funzionali al gioco. 

 

Studi di efficacia dimostrano che il trattamento di elezione per il gioco d’azzardo problematico/patologico si basa sulle tecniche cognitivo-comportamentali (Arribas e Martinez 1991; Bannister 1977; Sharpe e Tarrier 1992). 

 

Bibliografia: 

American Psychiatric Assosacion: DSM V Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortuina Editore 2014. 

Grant Jon E., Marc N. Potenza: Il Gioco d’azzardo Patologico. Springer, 2010. 

Mosticoni R. Analisi Funzionale in psicologia. Guida Operativa. Giovanni Fioriti Editore, 2006. 

Whelan J.P., Timothy A. Steenbergh, Andrew W.Meyers: Gambling Gioco d’azzardo problematico e patologico. Giunti O.S, 2010.

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