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Consulenza psicologica

Emozioni e comportamento

Analisi delle emozioni come presenza inevitabile nel nostro comportamento. Conoscerle significa essere più in equilibrio

Emozioni e comportamento - Analisi delle emozioni come presenza inevitabile nel nostro comportamento. Conoscerle significa essere più in equilibrio

Nel mio lavoro con i pazienti, mi capita quotidianamente di dover loro spiegare cosa siano le emozioni e come queste incidono profondamente sul nostro comportamento; la visione comune delle persone, anche dei professionisti della salute, è che le emozioni si possano controllare, nascondere o dissimulare. Questa convinzione è profondamente errata e vorrei fare chiarezza su questo argomento. La parola emozione ha in sé il significato di movimento, deriva dal latino emotus, participio passato di emovere, ossia portar fuori, muovere all’esterno; ma cos’è che dobbiamo muovere, portar fuori? Le emozioni, analizzate già in passato da Darwin, hanno il compito di adattare il nostro comportamento al mondo esterno, senza emozioni saremmo statici, in preda alle aggressioni esterne e la nostra capacità adattativa sarebbe pari a zero. Le emozioni sono comuni in tutti i mammiferi sebbene la loro elaborazione sia differente. Molti confondono l’emozione con i sentimenti, gli stati d’animo; questo è solo in parte vero, può essere che un sentimento sia generato da un’emozione, ma non sono la stessa cosa. Le emozioni si generano nella parte più antica del nostro cervello, quella parte che abbiamo in comune con gli altri mammiferi ossia il sistema limbico

 

Le emozioni governano la nostra vita e se siamo capaci di gestirle ci consentono di vivere in modo naturale o se vogliamo, etologico. In fondo l’essere umano è un animale, la sua biologia non si discosta molto dagli altri mammiferi ed il connubio mente-corpo è un elemento indispensabile per trovare gli equilibri necessari per vivere in armonia. Possiamo analizzare le nostre emozioni, cosa ha dato loro origine e togliere l’innesco. Secondo alcuni Autori l’uomo avrebbe otto emozioni primarie: la rabbia, la paura, la tristezza, la gioia, la sorpresa, l'attesa, il disgusto e l'accettazione.  

L’unione delle otto emozioni di base può condurre ad altrettante dimensioni emotive la cui risoluzione può avvenire eliminando una delle emozioni che la caratterizzano. Così se desidero rassicurare un bambino spaventato posso eliminare la paura o la sorpresa, altrettanto se voglio superare il rimorso posso eliminare il disgusto o la tristezza. 

La conoscenza dell’origine (l’innesco) delle emozioni rappresenta un’importante tecnica di terapia ed il loro riconoscimento rappresenta un elemento di consapevolezza che ci aiuta a migliorare il nostro rapporto con la realtà esterna. 

Abbiamo detto che le emozioni controllano il nostro comportamento, ma come è possibile se ci definiamo esseri razionali? 

 

La risposta a questa domanda risiede nella struttura del nostro cervello e nelle numerosissime connessioni nervose sia interne al cervello che tra questi e il nostro corpo. Senza dover entrare in una complessa descrizione neurofisiologica, potremmo semplificare immaginando che la nostra corteccia razionale si è sviluppata su un nucleo molto antico che aveva, ed ancora ha, la funzione di governare il corpo per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione. Questa ulteriore massa di neuroni ha invece il compito di sviluppare un elemento fondamentale dell’evoluzione umana, ossia il linguaggio e la comprensione dei codici linguistici. Dal punto di vista fisiologico la possibilità che questi due grandi apparati comunichino tra loro è assolutamente certa, ma subentrano delle condizioni, stimoli culturali, che possono impedire la realizzazione di queste comunicazioni. Dobbiamo tener presente che la nostra cultura (quella occidentale) valorizza molto l’aspetto razionale della nostra mente, mentre sminuisce quello emotivo a tal punto che si arriva a ritenere che la volontà può governare le emozioni: non ti devi arrabbiare, basta che lo vuoi. 

Questa affermazione è completamente falsa, la volontà non ha nessuna possibilità di interagire con la parte del cervello emotivo. Possiamo invece riconoscere gli elementi costitutivi di un’emozione ed imparare a controllare l’ambiente esterno per evitare che gli stimoli che innescano l’emozione raggiungano il nostro cervello. 

 

Per concludere, ritengo che sia necessario abituare i bambini a guardare le loro emozioni, a confrontarle con quelle provate dall’adulto e a raccontare, sia pure in maniera semplice, come un’emozione si genera, osservando il comportamento degli animali, soprattutto dei predatori. Oggi vi sono molti documentari sugli animali che possono essere utilizzati dai genitori per spiegare le emozioni ai bambini. Usiamoli spesso e raccontiamo ai bambini che la natura è un meraviglioso sistema in equilibrio, come il nostro cervello.

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L'autore Ŕ esperto in
Consulenza psicologica

Dr. Alessandro Lizioli - Varese (VA)

Dr. Alessandro Lizioli

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

Viale Aguggiari 63

21100 - Varese (VA)

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