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Consulenza psicologica

Essere o non essere?…Meglio ridere (seconda parte)

Ovvero, quando non prendersi troppo sul serio è una cosa serissima. Alcune cose che non sai sul potere della risata.

Essere o non essere?…Meglio ridere (seconda parte) - Ovvero, quando non prendersi troppo sul serio è una cosa serissima. Alcune cose che non sai sul potere della risata.

Ma non tutte le risate sono uguali! L’avreste mai detto? E fa differenza, almeno a sentire sempre la ricerca. Una ricerca che spesso, comunque, non fa che confermare molte nostre antiche conoscenze intuitive. C’è chi ride  “a denti stretti”, chi lo fa di “cuore”, ci sono risate “grasse” e “ghigni” malefici, la risata “esplosiva” da ristorante e quella ironica da “salotto”.  Se però ridere fa veramente “buon sangue” (non menta! Come diceva Dracula) pare d’altronde che certi “stili” nel ridere, nel modo di esprimere buonumore facciano decisamente il “sangue amaro”. In qualche modo è solo la risata che viene dal basso, dal ventre quella liberatoria, quella che, magari progressivamente, ci agita, ci scuote e ci fa rotolare a terra fino a farci “piangere”. Ogni risata trattenuta, ogni ghigno isterico che lascia il volto identico a se stesso ci allontana dal Benessere, che spesso altro non è che la capacità di sintonizzarsi col proprio mondo emotivo profondo e di dargli ascolto. Come si vede la nostra esperienza ci mostra che gli opposti, quando sappiamo osservare, sono sempre molto vicini tra loro; come per i bambini, che sanno esattamente che si può ridere e piangere quasi contemporaneamente rimanendo ancora se stessi, completamente. Oggi troppo spesso, invece, tendiamo a trattenere le espressioni piene, le manifestazioni emotive più sincere. Presi sempre da calcoli di opportunità e debiti di riconoscenza, obiettivi imprescindibili e necessità, arginiamo le nostre risate in manifestazioni sempre più ostili e ciniche. Siamo di fronte all’immagine di una Cultura che si è presa un po’ troppo sul serio e comincia a pagare, per questo, pegno alla vita.

Il Riso è Vita

No, non è il consiglio alimentare di un Medico Cinese…….ma piuttosto il senso autentico che tutte le tradizioni segnalano a proposito del ridere. La tradizione precristiana, soprattutto, ha infatti sempre associato la vita, la sua creazione ad un momento di gioia, di ilarità curiosamente collegato ad episodi di “oscenità”. Come nel mito di Demetra; l’ira della Dea per il rapimento della figlia Persefone da parte di Ade (il Dio dell’oltretomba) cessa con la visione delle “parti intime” che la vecchia nutrice Baubo le mostra, provocandone le risa. Da quel momento il racconto inverte il proprio tono, terminando con la nuova fioritura dei campi (di cui Demetra è la Signora) che l’ira aveva inaridito provocando la carestia e la morte. Anche in un recente film, “Le streghe di Eastwick”, una di esse può salvarsi la vita eseguendo uno strano rituale; ridere! Quasi che queste immagini ci raccontino di un antico sapere, quello per cui nella risata si cela un grande potenziale di vita, di creatività, di possibilità ulteriore. Anche grandi maestri e saggi, come Osho, segnalano questo elemento di “radicamentoalla vita” attraverso la risata “La risata ti riporta alla realtà, così com’è.Il mondo è un gioco di Dio, è uno scherzo cosmico. Se non capisci che il mondoè una barzelletta cosmica non sei in grado di comprendere il mistero supremo”.Stessa percezione avevano le civiltà agricole contadine, le quali erano soliteaccompagnare la semina “esibendo” alla terra i genitali in pose oscene fino adavere rapporti sessuali veri e propri sui terreni arati (come nel mito diDemetra). Forse è per questo che la metafora dell’aratro e del solco ci ricordascherzosamente sia la sessualità che la vita?

 Concludendo….Allegria!

Concludendo sto pensando che proprio nel mese Aprile, cadono (sperando non si facciano troppo male) sia la Pasqua che il primo di Aprile. Il collegamento non paia blasfemo. Anzi. I momenti di passaggio hanno sempre spaventato gli uomini; i tabù ed i divieti nascono proprio come tentativo di regolare e controllare tutto ciò che sfugge al nostro controllo, di non cedere del tutto a ciò cui non possiamo far altro che inchinarci. Un momento particolarmente
infausto, o supposto tale, era in passato proprio il primo giorno del mese di Aprile, in cui in qualche modo veniva collettivamente vista la definitiva separazione dall’Inverno e dai suoi rigori pur in assenza di chiari segnali della stagione dei raccolti. Questo momento di grande incertezza, nella figura del pesce d’Aprile, viene esorcizzato proprio da uno dei simboli del regno animale più prolifici e forieri di buoni auspìci; il pesce appunto (basti pensare alla famosa parabola evangelica o al termine ICHTEUS –pesce appunto-  che alcuni vogliono essere l’acronimo di Iesus Christus Theus et Salvator). La Pasqua, come momento spirituale più alto dellaCristianità, è l’attimo in cui Cristo vince sulla Morte; è curioso allora sapere che la Chiesa permetteva e addirittura avallava, nei tre giorni di attesa della Resurrezione, comportamenti trasgressivi, spesso burleschi. Insomma ridere  come esorcismo di tutto ciò che sembra opporsi alla vita, contrastarla, intristirla. Un test per controllare la vostra capacità di ridere: se non ci riuscite…..telefonate a Patch Adams per una seduta di comicoterapia!! Una sala grande, un gruppo di terapia, grande silenzio, l’emozione è forte ed intensa. Improvvisamente un componente del gruppo, di botto, esclama; “Sapete perché l’aria del mattino è fresca? Perché è stata fuori tutta la notte….!”

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Psicologi e Psichiatri / Psicologi

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