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Consulenza psichiatrica

Meditazione: vivere la realtà senza essere travolti

Mindfulness: una disciplina antichissima come rimedio allo stress e a molte altre patologie

Meditazione: vivere la realtà senza essere travolti - Mindfulness: una disciplina antichissima come rimedio allo stress e a molte altre patologie

1) Che cosa si intende per “meditazione”? Quali origini ha questa pratica ? «Il termine “meditazione” indica una serie di pratiche utilizzate per autoregolare gli stati del corpo/mente imparando ad usare una facoltà della mente stessa: l’attenzione, che viene indirizzata all’osservazione dell’esperienza attuale, momento per momento. Classicamente si riconoscono due indirizzi meditativi fondamentali: quello indirizzato alla Mindfulness (traduzione inglese della parola Sati in lingua Pali, che vuol dire “attenzione consapevole”) e quello indirizzato alla Concentrazione. Esempi del primo tipo sono: la meditazione Vipassana, quella Zen e le pratiche meditative di Mindfulness adattate per gli occidentali. Esempi del secondo tipo sono: alcune forme di meditazione yogica, la meditazione buddista Samatha. Si può dire comunque che lo sviluppo della consapevolezza di essere il “Testimone” (una funzione osservante non giudicante) è l’obiettivo implicito o esplicito di ogni forma di meditazione». 
2) E’ una disciplina riconosciuta anche a livello scientifico? «Considerando solo i lavori su giornali scientifici internazionali, dal 2009 si contavano già più di 1500 articoli scientifici sugli effetti terapeutici della meditazione. Piuttosto noto ormai è la Stress Reduction Unit del Clinical Center dell’University of Massachussetts, diretto da Jon Kabat-Zinn».
3) A chi può portare giovamento? «Tendenzialmente, in varia forma e misura, tutti coloro che ne intuiscono il potenziale. Malattie psicotiche o una assoluta carenza di tendenza all’introspezione, generalmente la escludono.
4) Esiste una fascia di età ideale per praticare la “meditazione”? «No. Ogni persona che decida di dedicarsi alla scoperta della sua mente può iniziare a farlo. A qualunque età.
5) Può guarire qualche patologia? «La Mindfulness rappresenta oggi la base centrale di una serie di trattamenti nuovi, validati empiricamente. I disturbi psichiatrici dove la meditazione funziona: stress in generale, depressione, incluse le forme con tendenza alla suicidalità, disturbo bipolare, tossicodipendenze, disturbi d’ansia, disturbo post traumatico da stress, disturbo ossessivo compulsivo, disturbi dell’alimentazione, ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività). Le patologie organiche sono: dolore, malattie dell’apparato cardiovascolare (ipertensione, aritmie, malattie coronariche), sindrome metabolica, malattie dermatologiche con componenti psicosomatiche (quali ad esempio la psoriasi), cefalea ed epilessia».
6) Perché si ha bisogno di una guida per affrontare questa pratica? Da soli a casa non è possibile? «E’ importante che un praticante esperto possa fornire inizialmente supporto a chi si avvicina alla meditazione, che poi può essere praticata ovunque.
7) Quanto ci può aiutare la “meditazione” nei periodi di stress? «Enormemente. Basti ricordare che il programma di Kabat-Zinn, il MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) fu strutturato proprio per questo.
8) Come si sposa la materia psichiatrica con quella meditativa? «La possibilità di disidentificarsi dai propri contenuti mentali è la condizione alla base della nostra libertà e della nostra guarigione dal malessere mentale (e fisico), del corpo-mente. Questo è cio che persegue la psicoterapia e, seppur per altre strade, è un obiettivo condiviso con la meditazione.
9) Nella società e nel mondo in cui viviamo oggi ha ancora senso pensare alla “meditazione” e sperimentarla? «In un mondo dove il contatto con gli altri si è falsamente intensificato (Web, Facebook, Whatsapp, Messenger, etc.). Non solo ha ancora senso parlare di “meditazione”, oggi è fondamentale sperimentarla».
10) Chi la pratica deve farlo con continuità? «Certamente. Chi va in palestra per migliorare la sua struttura corporea otterrà risultati andando in palestra solo quattro volte all’anno? Sicuramente no».
11) Meglio una seduta meditativa o una chiacchierata con un amico fidato? «Sono due cose completamente diverse. Perchè scegliere l’uno o l’altro? Meglio entrambi, se possibile. Se mi spingo in direzione della sorgente di me, lì c’è tutto».
12) Esistono centri qualificati dove imparare la “meditazione” in Italia? Esistono centri molto qualificati ma sarebbe non corretto menzionarne alcuni a scapito di altri. 

Pubblicato in data 31/08/2015 su La Stampa a cura di Claudia Carucci

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Dr. Di Rubbo Roberto

Psicologi e Psichiatri / Psichiatri

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