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Consulenza psicologica

Mamma che cosa è il razzismo?

Questo articolo vuole essere una riflessione su come affrontare il tema del razzismo con i nostri figli

Mamma che  cosa è il razzismo? - Questo articolo vuole essere una riflessione su come affrontare il tema del razzismo con i nostri figli

Nessuno nasce fondamentalmete razzista. Lo si può diventare in base all'ambiente in cui viviamo, all'educazione che abbiamo ricevuto, al tipo di personalità e alle paure espresse o rimosse in relazione a questo argomento. 

Chi nasce in un paese razzista  ha più probabilità di esserlo anche se non sempre questa è una regola. 

Sicuramente le differenze ci attraggono e fanno crescere dentro di noi curiosità verso persone che sono diverse da noi per razza, religione e cultura. 

Nello stesso tempo possiamo averne anche paura. 

Come possiamo spiegare tutto questo ai nostri figli? 

In età scolare, un bambino non descrive il proprio amico o la propria amica in base al colore della pelle, al tipo di religione professata. 

Ciò che interessa al nostro bambino è il rapporto che stabilisce con il suo amico, cioè quello che conta è il piacersi, giocare insieme, litigare, manifestarsi affettto. 

In un secondo momento, quando una  persona si rende conto che non si può controllare tutto, l'altro diventa il diverso che può spaventare. 

Non essendo ancora indipendente  il bambino sul piano intellettuale, tende ad adeguarsi alle preferenze o meno dei genitori. 

In tal senso, anche la scuola può dare un valido contributo. 

Quando emergono i primi segni di pregiudizio? 

Possono manifestarsi già all'età di cinque anni e si stabilizzano durante le elementari e le medie per il crescente bisogno di appartenenza che può agevolare il sorgere del razzismo. 

Un altro fattore che può incentivarlo è il timore di perdere qualcosa e di essere rassicurati sul proprio valore, sul proprio potere, e una conseguente strategia psicologica può essere quella di essere convinti di essere superiori. 

Le ricerche in questo ambito, hanno dimostrato che la discriminazione produce perdita di autostima, perdita di fiducia in se stessi, favorendo lo sviluppo di un senso di chiusura, isolamento, rabbia, ostilità, un senso di impotenza, per non essere considerati come gli altri. 

I bambini che diventano razzisti corrono il rischio di formarsi una errata convinzione di essere superiori, perpetando questo stato attraverso il bullismo e l'esclusione. 

Valori importanti come la cooperazione, il rispetto, l'uguaglianza e tolleranza sono distorti. 

Cosa si può fare per evitare il sorgere ti tale situazione? 

Informare un bambino sul razzismo vuol dire parlargli della tolleranza, spiegare quali rischi corrono le persone poco tolleranti e chiuse nei propri pregiudizi. 

Una volta in studio una coppia di genitori mi chiese: "Dottoressa come posso spiegare al mio bambino la differenza tra turista, straniero, immigrato?". 

Io risposi che ai bambini più piccoli si possono dare delle risposte semplici, rispettando il suo graduale sviluppo intellettivo ed emotivo. 

Con i più grandi si può cominciare ad affrontare la complessità di tale fenomeno. 

Mi preme sottolineare che la diversità accresce il nostro essere persona.

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L'autore Ŕ esperto in
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Studio Di  Psicoterapia - Psicologa Dott.ssa Lina Robertiello - Bologna (BO)

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Psicologi e Psichiatri / Psicologi

Via Della Pietra 25

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